19 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Ottobre 2021 alle 14:59:00

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Targhe Tenco, c’è anche Diodato

Il cantautore tarantino tra i finalisti per canzone e album

Diodato - foto di Mattia Zoppellaro
Diodato - foto di Mattia Zoppellaro

Due candidature, tra le canzoni e tra gli album, per Diodato alle Targhe Tenco 2020. Ancora riconoscimenti, quindi, per il cantautore taran­tino che ha già vinto quest’an­no il Festival di Sanremo con “Fai Rumore” ed il David di Donatello per “Che vita mera­vigliosa”, come miglior canzo­ne originale per il film “La dea fortuna” di Ferzan Ozpetek. Con lo stesso brano Diodato è candidato anche ai Nastri d’Ar­gento e, insieme all’omonimo album, è in corsa per quello che è il premio-simbolo della can­zone d’autore italiana. In realtà può essere improprio parlare di candidature, riferendosi alle Targhe Tenco; i giurati – esperti e giornalisti specializzati – vo­tano liberamente secondo quan­to ascoltato nel corso dell’anno nelle varie sezioni, quattro ri­servate ai cantautori (canzone singola, disco in assoluto, ed in entrambe Diodato è in corsa, disco in dialetto, opera prima); una riservata a interpreti di canzoni non proprie e un’altra riservata agli album collettivi. In questa prima fase la giuria ha votato i finalisti delle sei se­zioni, mentre una seconda vota­zione è in programma fino al 29 giugno e decreterà i vincitori.Le Targhe verranno consegnate agli artisti durante la cerimonia che si terrà al Teatro Ariston di Sanremo ad ottobre. Le Targhe Tenco sono un riconoscimento assegnato dal 1984 ai migliori dischi italiani di canzone d’au­tore usciti nel corso dell’annata.

A decretarne la vittoria non è il Club Tenco, bensì una am­pia e rappresentativa giuria di giornalisti musicali. Ad essere premiata come miglior canzone è stata lo scorso anno “Argen­tovivo”, di Daniele Silvestri con Manuel Agnelli e Rancore, con “Ballate per uomini e bestie” di Vinicio Capossela scelto come miglior album. A Sanremo, ol­tre al premio principale, Antonio Diodato con “Fai rumore” ha vinto il Premio della critica Mia Martini ed il Premio Sala Stampa Radio Tv e Web, oltre al Premio Lunezia, assegnato al miglior testo in gara. Quin­di, l’otto maggio si è visto assegnare il David per “Che vita meravigliosa”, nella categoria miglior canzone originale. Ora la corsa per i Nastri d’Argento e per le Targhe Tenco. La 75esi­ma edizione dei Nastri d’argen­to si terrà il 6 luglio; a diffe­renza delle precedenti edizioni, a causa delle restrizioni per la pandemia di Covid-19, la ceri­monia non si terrà al Teatro an­tico di Taormina ma al Museo MAXXI di Roma e in diretta televisiva sul canale Rai Movie.

Ma di Diodato si è parlato nei giorni scorsi non solo per la sua musica, ma anche per l’impegno sociale. Insieme ad artisti come Le­vante, Manuel Agnelli, Lodo Guenzi, Ghemon, il cantautore tarantino è stato tra i protagoni­sti a Milano, in piazza Duomo, di una protesta silenziosa per chiedere un futuro per la mu­sica e per le tante persone che ci lavorano, anche e soprattut­to dietro le quinte di concerti, eventi, album. In piazza anche una rappresentanza delle figu­re professionali, dai tecnici del suono, ai manager, ai discogra­fici per raccontare come un in­tero settore che crea economia e lavoro è stato messo in ginoc­chio in poche settimane e per denunciare come questo si senta “ignorato dal governo”. La data scelta per la manifestazione è stata simbolica: il 21 giugno, quando si sarebbe dovuta cele­brare la Festa della Musica. Una mobilitazione nata nei giorni precedenti, sui social, con tra gli altri Vasco Rossi e Laura Pausini che hanno postato una loro foto con un cartello bianco in mano e la scritta #iolavoro­conlamusica. Un “futuro senza musica non si rischia – ha com­mentato Manuel Agnelli, leader degli Afterhours – ma non è da ieri che la musica viene sottosti­mata a livello di Pil e importan­za sociale. Credo però che sia compito nostro mettere la giu­sta pressione anche al governo, che ha tante cose a cui pensare e pensa prima a chi gli rompe le palle. Quindi facciamolo anche noi”.

“Siamo in piazza Duomo a Milano con molti colleghi arti­sti e addetti ai lavori. Siamo qui per protestare silenziosamente. L’hashtag è #senzamusica”, ha affermato Levante, “proteste­remo silenziosamente perché abbiamo bisogno che il governo ci ascolti. Che Franceschini si accorga che questo settore, oltre ad arricchire il valore cultura­le di questo paese, arricchisce quello economico. Siamo la­voratori. Abbiamo bisogno di assistenza da parte dello Stato. Per l’emergenza che stiamo vi­vendo a causa del Covid e per la ripartenza, quando tutto questo sarà finito. Il settore musica­le necessita di una previsione. Abbiamo bisogno di ripartire in sicurezza, assistiti dallo Stato”. Lo stesso ministro Franceschini ha incontrato poi proprio Dio­dato e Manuel Agnelli. Oltre al flash mob di Milano c’è stata anche una mobilitazione in rete, sulla piattaforma di musica in streaming Spotify, dove gli ar­tisti hanno deciso provocatoria­mente di lasciare #senzamusica i fan. Sulla piattaforma è stato lanciato dalla mezzanotte, e condiviso da numerosi artisti sui loro social, un brano di oltre tre minuti che non è di musica ma di rumore, dell’autore #sen­zamusica, dal titolo 21/06/2020, e dell’etichetta #iolavoroconla­musica. I proventi che arrive­ranno verranno donati al fondo Music Innovation Hub.

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