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Cassa integrazione per Covid, nuovo fronte tra i sindacati ed Arcelor Mittal

Arcelor Mittal
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«Con la presente segnalia­mo una gestione anomala dell’utilizzo del­la cassa integrazione “causale Covid-19” presso lo stabilimento siderurgico di Ta­ranto. Nello specifico per le manutenzioni centrali e di produzione, nonostante vi sia una presenza di circa l’85% del personale in cassa integrazione, l’azienda continua a fare un utilizzo improprio di straordinario programmato. Inoltre, l’azienda ricorre a ditte terze per sostituire, di fatto, le mae­stranze dei reparti. Infine, riscontriamo delle modifiche, apportate dall’azienda, sull’ organico tecnologico che effettua la propria attività a 21 turni».

È quanto si legge in un documento firmato dai coordinatori di fabbrica Vincenzo La Neve (Fim), Francesco Brigati (Fiom) e Gennaro Oliva (Uilm). I sindacalisti spie­gano che “l’azienda ha introdotto la cassa integrazione per la squadra “disponibile” procurando una immotivata programma­zione di lavoro straordinario in presenza dell’ammortizzatore sociale.

Fim, Fiom e Uilm hanno prodotto una do­cumentazione che attesta quanto sostenuto all’interno della nota in oggetto.

Riteniamo non più rinviabile un confronto per entrare nel merito delle problematiche, necessario a normalizzare una gestione unilaterale da parte di Arcelor Mittal che perdura ormai da tempo.

Pertanto, le scriventi organizzazioni in assenza di risposte da parte dell’ente pre­videnziale, in merito anche a precedenti denunce a cui ad oggi non vi è stata alcu­na risposta, programmeranno un presidio presso la sede dell’Inps di Taranto”.

Di ex Ilva ha parlato anche il segretario nazionale del Partito Democratico, Nico­la Zingaretti: “La maggioranza dovrebbe chiudere dei capitoli aperti da troppo tem­po, lo hanno detto tutti anche il presidente Conte ma ora bisogna davvero chiudere alcuni capitoli legati alla rinascita italiana, penso ad Alitalia, ad Autostrade o all’ex Ilva di Taranto”. A lanciare l’appello al governo, come detto, il segretario del Pd e presidente della Regione Lazio Nico­la Zingaretti, a margine di un evento allo Spallanzani. “Questi sono i primi fatti con­creti di vera ripartenza e di impostazione di una rinascita italiana e non dimentican­do mai che dal 1 luglio ci saranno meno tasse e che da settembre non ci sarà più il superticket”, ha sottolineato. Intanto, nei giorni scorsi è stata accolta con irritazione la richiesta formulata da Arturo Ferrucci, direttore delle risorse umane di Arcelor Mittal, di “prorogare di due o tre settima­ne” l’audizione dei vertici societari in IV Commissione (attività produttive) sull’ar­gomento “crisi ex Ilva” Delegato dall’am­ministratore delegato di Ami, Lucia Mor­selli, il dott. Ferrucci ha sostenuto che non essendoci nulla ancora di definito nella trattativa in atto con il Governo sul futuro dello stabilimento siderurgico e risultando centrale la volontà dell’a.d. di partecipare in prima persona ai lavori della Commis­sione, un rinvio era la scelta più opportuna.

La richiesta ha suscitato la reazione del presidente della Camera di Commercio di Taranto, Luigi Sportelli che in un lungo intervento ha chiesto di acquisire agli atti della seduta i documenti predisposti dalla task force istituita sulla crisi del siderurgi­co dall’ente camerale jonico.

Sulla trattativa in corso ed a proposito del­le voci che vogliono lo stato disponibile a comparticipare al capitale dell’ex Ilva, assumendosene la gestione, ha chiesto che la nuova azienda assuma la formula di so­cietà di benefit. Più marcato il disappunto espresso dai rappresentanti delle istituzio­ni.

Gianni Liviano da cui era partita la richie­sta di audizione, ha definito irriguardoso verso la comunità jonica l’atteggiamento di AMittal; Renato Perrini ha rincarato la dose, tacciando la dirigenza di arrogan­za, mentre l’assessore allo sviluppo, Mino Borraccino, non nascondendo la “fatica a mantenere la pacatezza richiesta dal ruolo istituzionale”, ha denunciato l’inopportuni­tà di rinviare l’audizione a seduta avviata. Duro anche Luigi Morgante. “Oggi abbia­ mo avuto l’ennesima conferma dello ‘stile ArcelorMittal’. Sollecitata da settimane per riferire – attraverso un’audizione in quarta commissione consiliare – la politica azien­dale in merito allo stabilimento di Taranto, ammesso che ce ne sia una, l’amministra­tore delegato Lucia Morselli ha invece spe­dito il direttore delle risorse umane Arturo Ferrucci per chiedere uno slittamento della seduta di 2/3 settimane, in attesa del loro ennesimo confronto col governo e le parti sociali. Le istituzioni locali, la comunità di Taranto, i lavoratori e le loro famiglie, i componenti il considerevole indotto conti­nuano così ad essere ignorati e snobbati da un management che ha disatteso tutti gli impegni assunti sin dall’insediamento in un contesto segnato da gravi criticità che sono addirittura aumentate. Non servono ulteriori elementi, quindi, al governo in carica per capire che quella ArcelorMittal è una parentesi da archiviare immediata­mente”.

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