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Blitz Beni Stabili, i nomi dei pusher su un’agendina

Blitz Beni Stabili
Blitz Beni Stabili

Blitz Beni Stabi­li: numerosi gli spacciatori che operavano come singole cellu­le sparse in tutta la città, che si approvvigionavano dal gruppo, come emerge da un “libro mastro” sequestrato a casa di uno degli ar­restati nel corso delle numerose attività di riscontro effettuate du­rante le indagini. All’interno del registro, appunti manoscritti gior­nalieri con l’indicazione di pusher, conteggi di denaro e quantità di droga. Ingenti gli introiti dell’or­ganizzazione, come testimoniato dai sequestri di ingenti somme di denaro effettuati nel corso di atti­vità di polizia giudiziaria. Più di 40.000 euro in contanti, infatti, sono stati trovati nella disponi­bilità del gruppo e sequestrati in quanto ritenuti provento del traf­fico di sostanze stupefacenti. “Su­periori alla capacità organizzativa sono la spregiudicatezza con cui il sodalizio opera sul territorio per affermare la propria forza e il proprio predominio, comprovata dal sequestro di numerose armi clandestine e munizioni, e la vio­lenza cui fa ricorso per esigere il pagamento dei debiti di droga” sottolineano gli investigatori della Questura.

L’intreccio dei rapporti illeciti tessuti dall’organizzazione, ha condotto presto gli agenti della Mobile fuori dai confini del ca­poluogo, a Martina Franca, dove è stato accertato il collegamento con un gruppo dedito al traffico di droga. A capo un noto imprendi­tore nel settore della ristorazione. Articolata, anche in questo caso, l’organizzazione del gruppo che contava su fornitori affidabili e su persone incaricate dello spaccio al dettaglio che, sovente, operavano in un circolo ricreativo cittadino. Il modus operandi per lo smercio della droga seguito dal gruppo era improntato alla massima cautela, prevedendo una serie di contatti e di passaggi intermedi finaliz­zati a disorientare e a vanificare eventuali attività di appostamento. Frequente, in particolare, il ricor­so all’escamotage di occultare la droga in un luogo che veniva co­municato telefonicamente all’ac­quirente dopo che questi aveva effettuato il pagamento della dose.

Ma l’attività tecnica, avviata per seguire i movimenti del gruppo, ha consentito di accertare l’esi­stenza di un sodalizio, contiguo al primo, dedito all’esercizio abusivo dell’attività di gioco e scommesse.Sempre nei locali in cui avveniva l’attività di spaccio, infatti, c’erano i terminali collegati a piattaforme illegali per il gioco online. L’attivi­tà illecita era organizzata secondo una struttura piramidale, ordinata per livelli gerarchici, operativa su piattaforme informatiche che con­sentivano il gioco su siti non auto­rizzati dall’Amministrazione per i Monopoli.

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