31 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 31 Luglio 2021 alle 22:04:00

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“Mi ero perso il cuore”: primo album da solista per Cri­stiano Godano

Il disco esce oggi prodotto da Luca A. Rossi e Gianni Maroccolo

Cri­stiano Godano
Cri­stiano Godano

MILANO – «Non voglio farmi fottere dal virus».

È la candida ammissione di Cri­stiano Godano, il frontman dei Marlene Kuntz, fatta alla pre­sentazione del suo primo album solista “Mi ero perso il cuore”, in uscita oggi.

«È il mio primo disco solista, perché ho avuto l’esigenza di suonare da solo, un’idea che inseguivo già da 7-8 anni – ha confidato – Ho avuto l’esigen­za di confrontarmi con altri musicisti che hanno sensibilità diverse, né migliori né peggio­ri degli altri Marlene Kuntz, anche se non ho mai voluto vel­leità di avere prevaricazioni sul gruppo».

“Mi ero perso il cuore” è un disco molto attuale, che ha il coraggio della paura e esibisce questa poetica vulnerabilità.

«Questo album è una collezione di canzoni che racconta i demo­ni della mente e dove può cerca di affrontare per combatterli – ha sostenuto – La mente mente, si usa dire: lasciandole troppo spazio di azione questa men­zogna, potente come un virus, acquisisce poco per volta un do­minio inesorabile sul suo padro­ne di casa. E il cuore, unica vera arma per uscirne, è destinato a soccombere, sperso in fondo al cumulo di ingannevoli messag­gi e falsità: cercarlo e ritrovarlo è il vaccino».

“Mi ero perso il cuore” con­tiene 13 tracce (la versione in vinile contiene la bonus track “Per sempre mi avrai”) ed è sta­to prodotto da Luca A. Rossi e Gianni Maroccolo con lo stesso Cristiano (autore di testi e mu­sica); nell’album hanno suona­to Gianni Maroccolo, Luca A. Rossi e Simone Filippi, oltre allo stesso Godano.

«Mi sono trovato magnifica­mente bene con loro – ha con­fessato – Gianni Maroccolo ha già suonato con i Marlene Kuntz e c’è molta complicità con lui. Gli Ustmamo li conoscevo: Luca Rossi con la sua sensibili­tà musicale non ha fatto nessuno sforzo ed è stato molto bravo nel country, non con il cappello da cowboy; Simone Filippi è ora un batterista ed è stato bravissi­mo. Senza di loro non suonereb­be così e non saprebbe darmi le soddisfazioni che provo quando lo riascolto».

Dunque “Mi ero perso il cuore” si distacca chiaramente dal per­corso fatto con i Marlene Kuntz.

«Sapevo molto chiaramente che non fosse Marlene Kuntz – ha precisato – L’approccio lirico è del tutto non forzato e non c’è una frattura fra me e il resto della band: è molto autobiogra­fico. Non è vanità a tutti costi suonare senza il gruppo e sareb­be una forzatura suonare quello che ho inteso oggi che sono poi i miei sogni che si avverano»

Cristiano Godano si è comun­que voluto prendere una pausa dai Marlene Kuntz con cui tor­nerà presto insieme per un nuo­vo album di prossima uscita.

Da oggi sarà in radio “Com’è possibile”, il nuovo singolo estratto dall’album, un brano che mette l’umanità sul ban­co degli imputati, citando Bob Dylan; il relativo video si avva­le di immagini di sommosse e catastrofi naturali, per delinea­re “la bestia” che abita l’uomo, chiudendosi con un riferimento alle recenti proteste in nome di George Floyd (“I can’t bre­athe”) che diventa paradigma­tico di una convivenza sempre più complicata dell’uomo con il pianeta terra.

«Il testo è più vicino all’ap­proccio country, con della in­quietudine, non esplicativo ma suggestivo – ha osservato – La politica nega da più parti tutto ciò e le parole di Dylan sono arrivate lasciando aperte a qual­siasi suggestione con l’aggancio alla canzone di quell’epoca».

Il disco è stato registrato un anno fa e doveva uscire a marzo.

«Non ho sentito il bisogno di modificare nulla da allora poi­ché queste canzoni non parlano del virus ma descrivono uno sta­to d’animo di ciò che ci circon­da – ha affermato – È un disco talmente intimo che spero possa emanare situazioni bucoliche e rispecchia il mio rapporto con la natura, tanto è vero che, quan­do posso, vado sulle montagne cuneesi che hanno una purezza, o almeno ho questa sensazione, questo tipo di stupore».

Il 2 luglio Cristiano Godano si esibirà in un mini live nel cortile della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo e approfondirà il nuovo album e temi di attualità con Nicola Ric­ciardi, direttore artistico delle OGR di Torino. Inoltre pre­senterà il suo libro “Nuotando nell’aria” il 16 luglio al Circolo dei Lettori di Novara.

«Siamo tutti speranzosi di tor­nare presto a fare concerti con l’allentamento della tensione – ha riflettuto – Siamo vicini ed è una presa d’atto; la speranza è che non escono focolai nuovi perché sarebbe molto disastro­so: è giustamente ragionevole sperare. I concerti con distan­ziamento sociale non sono con i veri musicisti».

 

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