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Patto tra avvocati e Banca di Taranto

Sarà possibile chiedere una anticipazione del credito vantato nei confronti dello Stato

Lelio Miro, presidente Banca di Taranto, Fedele Moretti e Francesco Tacente, rispettivamente presidente e tesoriere dell’Ordine degli Avvocati di Taranto
Lelio Miro, presidente Banca di Taranto, Fedele Moretti e Francesco Tacente, rispettivamente presidente e tesoriere dell’Ordine degli Avvocati di Taranto

Per la prima vol­ta in Italia gli avvocati possono “scontare” in banca le fatture emesse a favore del Ministero della Giustizia: l’istituto di credi­to è la “Banca di Taranto” e i be­neficiari sono gli iscritti all’Or­dine degli Avvocati di Taranto.

L’istituto di credito, infatti, ha inoltrato agli avvocati jonici una proposta commerciale di antici­pazione sulle fatture emesse per l’attività di patrocinio a spese dello Stato o per l’attività di di­fesa d’ufficio.

Da oggi gli avvocati jonici pos­sono chiedere alla Banca di Taranto una anticipazione del credito vantato nei confronti del­lo Stato nella misura massima dell’80% di ciascuna fattura e, comunque, per un importo non superiore complessivamente a 15.000 euro.

Si tratta della prima iniziativa di questo tipo realizzata in Italia tra un istituto di credito e un Consi­glio dell’Ordine degli Avvocati.

Eppure sono tantissimi gli av­vocati che, per conto del Tribu­nale, assistono clienti indigenti sprovvisti dei mezzi finanziari per pagarsi un avvocato eserci­tando il “diritto alla difesa”: nel nostro Paese, infatti, il “gratuito patrocinio” o la “difesa d’uffi­cio” interessano più della metà dei processi.

Alla fine del procedimento l’av­vocato emette la fattura al Mini­stero della Giustizia i cui tempi di pagamento sono purtroppo biblici, anche svariati anni, tan­to che molti avvocati arrivano a vantare crediti per migliaia e mi­gliaia di euro.

Tale situazione è diventata anco­ra più grave in questo periodo di crisi finanziaria che molti avvo­cati vivono a causa dell’emergen­za Covid-19.

Su questo tema si sono confron­tati recentemente alcuni avvocati del Foro di Taranto: Fedele Mo­retti e Francesco Tacente, rispet­tivamente Presidente e Tesoriere dell’Ordine degli Avvocati di Ta­ranto, Andrea Salinari e Adriano Minetola; insieme hanno avuto l’idea di proporre a un istituto di credito la possibilità di “scon­tare” le fatture emesse a favore dello Stato.

È stato naturale rivolgersi alla Banca di Taranto, il cui presi­dente Lelio Miro è un collega avvocato, peraltro appartenente a una famiglia che ha dato lustro all’Avvocatura jonica, tanto che alla memoria del padre Franco Miro è dedicata in Tribunale l’Aula della Scuola Forense, di cui egli è stato uno dei fondatori.

Da questa interlocuzione è sca­turita la proposta della Banca di Taranto, che l’Ordine degli Av­vocati ha immediatamente este­so a tutti gli oltre tremila iscritti.

«Auspico che l’innovativa con­venzione con la Banca di Taranto – ha commentato Fedele Moretti, Presidente dell’Ordine degli Av­vocati di Taranto – possa aiuta­re i colleghi a superare questo periodo di difficoltà finanziaria, causato dalle ben note limitazio­ni all’attività giudiziaria per il Covid-19, fino alla totale ripresa delle normali attività forensi».

Lelio Miro, Presidente della Ban­ca di Taranto, si è detto «lieto di poter offrire questa opportunità ai tanti Avvocati tarantini, una convenzione che consentirà alla Banca di Taranto di rafforzare ulteriormente il suo ruolo natu­rale di istituto di credito vicino alle esigenze della città e del suo territorio».

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