16 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Giugno 2021 alle 18:41:07

Cronaca News

«Con Ami rapporto ormai finito»

L’intervento del presidente della CdC, Luigi Sportelli

Ex Ilva
Ex Ilva

Riceviamo e pubblichiamo que­sto intervento del presidente del­la Camera di Commercio Luigi Sportelli, in risposta alle dichia­razioni rilasciate dal sottosegre­tario Ivan Scalfarotto a “Circo Massimo”, su Radio Capital.

«L’approccio a “Taranto” è tutt’al­tro che semplice, lo comprendo. Quando si parla di questo ter­ritorio è, purtroppo, immediata l’associazione con “Ilva”, tema irrisolto, nota dolente, spina nel fianco di tutti i Governi che si sono succeduti dal 2012, anno del sequestro, ad oggi.

Senza polemica, dunque, mi ri­volgo al Sottosegretario Scalfa­rotto, le cui dichiarazioni rila­sciate nel corso della trasmissione radiofonica “Circo Massimo” del 22 giugno ho ascoltato con at­tenzione. So che è difficile scar­dinare convinzioni e affrontare la questione Ilva usando “lenti” nuove, e però bisogna che chi si candida – chiunque si candidi – a governare la Regione Puglia faccia i conti con la realtà di ciò che accade oggi. “Non siamo negli anni Settanta” dice Ivan Scalfarotto, dubitando dell’utili­tà dell’ingresso dello Stato nella gestione dell’impresa siderurgica. Concordo: siamo nel 2020, ma Taranto sembra condannata a re­stare nel Novecento. Stessi para­digmi di decisione dall’alto, con gli accordi che si fanno altrove; stesso modello di sviluppo indu­striale, con l’aggiunta di qualche impegno ambientale. La siderur­gia è strategica per l’Italia, ma le cose, qui, non tornano. Bastereb­be guardare i dati, la mancanza di una strategia industriale nazio­nale. Basterebbe ascoltare i nostri imprenditori, i lavoratori, le loro rappresentanze, i cittadini e le as­sociazioni. L’atteggiamento, inve­ce, continua ad essere paternali­stico: noi sappiamo cosa è meglio per voi e per il Paese. Ebbene, la nostra storia recente smentisce tale certezza: nessuna soluzione è mai stata definitiva. Per colpa del­la politica, dei Governi, dell’in­ vestitore privato, del mercato, del Covid-19? Sta di fatto che nulla è ancora cambiato e Taranto versa in una crescente crisi economica, sociale e ambientale.

Nello stesso giorno in cui il Sotto­segretario parlava in radio, per la Camera di commercio di Taranto partecipavo all’audizione sulla permanenza di Arcelor Mittal convocata dalla IV Commissione “Attività produttive” della Regio­ne Puglia. Dico, solo per inciso, che l’AD Morselli ha fatto richie­dere, ad audizione già iniziata, un rinvio della stessa poiché non era possibile discutere di questioni ancora non definite, questioni che, però, possono essere oggetto di una sua lunga e fantasiosa inter­vista senza contraddittorio sui ca­nali della televisione pubblica. Ad ogni modo, nel corso della seduta, ho posto, fra le altre cose, due do­mande fondamentali alle quali bi­sogna che qualcuno dia una rispo­sta: il Governo ha fatto e intende fare tutto ciò che è necessario per salvaguardare lo stabilimento, l’occupazione, l’ambiente, il terri­torio? Arcelor Mittal è il partner privato giusto in termini di affida­bilità nell’ottemperare agli obbli­ghi assunti? Io temo che la rispo­sta sia negativa in entrambi i casi e c’è molto da riflettere sul “se” e, soprattutto, sul “come” lo Stato debba partecipare alla gestione di Ilva e su “chi” debba essere il partner privato. Noi diciamo che il rapporto con AMI è compro­messo, che Ilva deve essere Socie­tà benefit, che lo Stato se ne deve fare parzialmente carico e che la parte privata deve ovviamente sa­per fare l’acciaio, ma anche essere affidabile, orientata alla sosteni­bilità, rispettosa della comunità e di un indotto che rappresenta un vero e proprio patrimonio per il territorio e per il Paese.

Se proviamo tutti a non fermarci su posizioni preconcette, riuscia­mo magari a fare un passo avanti. L’on. Scalfarotto ha parlato della necessità di “investimenti, cresci­ta, buona gestione”, ha sottolinea­to che la fabbrica non deve essere una minaccia per la salute. Allora, davvero nell’ottica della massima imparzialità e collaborazione isti­tuzionale, lo invito in Camera di commercio – come inviterò ogni candidato alla Presidenza – per un confronto e un dibattito. Vor­remmo fornirgli qualche elemen­to in più perché si comprenda che non si tratta di una semplice vendita al miglior produttore di acciaio, né solo di un contratto da rimodulare. La realtà è comples­sa, come egli stesso ha affermato, e qui c’è un territorio che è stanco di attendere e che ora pretende di decidere del proprio futuro».

Luigi Sportelli
Presidente Camera di Commercio di Taranto

1 Commento
  1. Iosono 12 mesi ago
    Reply

    Sportelli, Governi vari, Regione, AM, Commissari …. ognuno fa i fatti propri per decenni mentre si continua a inquinare e morire ….
    uno schifo istituzionalizzato…. e nessuno che faccia saltare il banco una volta x tutte … l’unica è emigrare e cercare un posto meno inquinato e con meno farabutti in giro.

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