Coach Olive
Coach Olive

Il “CJ” basket (questa la nuova sigla della so­cietà su carta, anche se a pronun­ciarla risuona lo stesso), a quanto pare vuol lasciare ogni giorno il segno della sua presenza opera­tiva nelle notizie che riguardano la nostra città ed il mondo del basket in generale.

Ricapitolando, per chi si fosse perso qualche puntata preceden­te.

Regnando ancora la fase2 del famigerato Covid19, ecco spun­tare l’annuncio dell’acquisto del titolo di serie B dal Chieti e, quindi, lasciando finalmente la serie C gold che, comunque ave­va già dato buone soddisfazioni ed aspirazioni, prima della pan­demia.

Al secondo atto, spunta un per­sonaggio, poco conosciuto dalle nostra parti ma molto conosciuto ed apprezzato a Lecce, il signor Renè de Picciotto, un magnate svizzero, col sangue e passione mediterranea che ha permes­so finanziariamente di portare i salentini del calcio in serie A e di fare incetta di investimen­ti efficaci ed efficienti in molte zone del litorale e dell’entroter­ra del meridione pugliese. Da buon investitore concreto e pra­tico, ha subito gettato il guanto di sfida affermando che Taranto ha bisogno di cambiare letteral­mente aria intraprendendo un’al­tra corsia di corsa che la faccia affrancare dalla sudditanza del siderurgico, motivo per cui ci sono effettivamente buone po­tenzialità da sfruttare per poter finalmente cambiare il tessuto socio-economico della nostra bella città, come lui stesso la de­finisce con forte apprezzamento.

Il pragmatico Renè De Picciot­to si è seduto intorno al classico tavolo e con i dirigenti del so­dalizio sportivo CJ, presidente Sergio Cosenza in testa, ha fir­mato un beneaugurante accor­do di sostegno economico. Ciò che appunto ha permesso di ac­quisire il titolo di B dal Chieti. Il buon Renè, però, avendo la mania (magari tanti l’avessero) di innamorarsi di buoni inve­stimenti in tanti campi diversi dell’economia sostenibile, ha messo le mani avanti sostenendo che questo potrebbe essere solo l’inizio di una buona e fruttuosa collaborazione per arrivare alla serie A2 in almeno 3 anni.

Al buon presidente Cosenza e compagni non è sembrato vero ascoltare questa musica, visto che da troppo tempo hanno do­vuto battere la propria grancassa di tasca propria e grazie a qual­che affezionato sponsor.

A questi buoni squilli di tromba, l’entusiasmo degli appassionati del basket è salito di tono, giorno dopo giorno. Si sa, il popolo non intende soffrire troppo di più e così desidera cercare conforto almeno in qualche buon succes­so sportivo. Manco a farlo ap­posta, proprio l’altra sera, in quel di Brindisi, patria del basket di alto livello, gli amici che hanno fatto parte della mitica Ricciardi della fantastica stagione 1994/95 che culminò con la promozione in B/1, hanno festeggiato le noz­ze d’argento di quell’evento.

Di quel gruppo vincente faceva parte, in quota juniores, un gio­vanissimo Salvatore Massari, attuale team manager del nuovo CJ. Un segno del destino?

A questo punto, però, occorre­va mettere fichi nel paniere per dare sostanza a quegli annunci.

La sostanza, com’è noto, si con­cretizza a cominciare dalla testa, tanto per principiare ed ecco ap­prodare a Taranto , il prode Ni­colas Stanic, italo-argentino di professione playmaker di qualità e forte di tanta esperienza anche in serie superiore. Sentite cosa disse di lui il vate, coach Valerio Bianchini: “A coloro che fossero nostalgici dei grandi playmaker di un tempo, capaci di un grande controllo di palla , di una gran­de visione di gioco e di segna­re canestri importanti quando i compagni non ci beccano più, consiglio di guardarsi le par­tite dell’Eurobasket Roma, che trasudano del fosforo del soave Nicola Stanic, altrimenti noto come “lo Spanoulis de noartri”.

D’accordo, ora Nicolas conta 36 anni e, quindi, ci potrebbero es­sere coloro che obietteranno che in un campionato duro come la B, gli anni possono pesare di più. Crediamo invece che sia un falso problema, in quanto il giocatore è integro fisicamente, altrimenti lo staff tecnico (Oli­ve, Carone e Appeso) non l’a­vrebbero neanche considerato. Inoltre se il buon Nicolas è stato “appetito” da oltre mezz’Italia, qualcosa vorrà pur significare. Insomma la regia sta in buone mani e testa.

Andiamo avanti. E’ passato solo qualche giorno ed ecco che si materializza il secondo ingag­gio, naturalmente sulla direttri­ce principale della chimica di squadra, cioè play-centro…e che Centro! Direttamente da Pompei arriva il “lungagnone di mt 2,10, al secolo Ferdinando Matro­ne, cresciuto bene nella cantera dello Scafati Basket, con diver­se esperienze in B ed anche in A/2, l’anno scorso col Sant’An­timo in B. Nell’annuncio sul sito della società, sapete come si è presentato il colosso pompeiano del 1995? “beh guagliò! Dovete venire al palazzetto”. Non è fini­ta! Serviva un nr. 4/5 (ala-pivot) da affiancare a Matrone ed ecco pronto l’ingaggio di Bruno Du­ranti, atletico italo-brasiliano di 1,97, classe ‘93. Poi, ecco anche Morici. Ragazzi, tenete alte le antenne che la storia della ripre­sa del CJ, dopo il Covid19, è ap­pena cominciata e ne sentiremo delle belle ancora, con l’organi­co di squadra da completare… e non solo.

 

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