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Taranto, 63 milioni di euro per far partire dodici cantieri

Da Palazzo Archita al waterfront di Mar Piccolo. Tutti gli interventi

Rinaldo Melucci
Rinaldo Melucci

«Con 63 milioni di euro cam­biamo volto alla città» Il sindaco Rinaldo Melucci ha firmato i disciplinari e tutti gli atti elaborati negli ultimi mesi dalla direzio­ne Lavori Pubblici, che consentiranno l’avvio di 12 fondamentali interventi per il futuro di Taranto. Grazie a questo passaggio ammi­nistrativo, che definisce i rapporti tra l’ente erogatore dei finanziamenti (Mibact, fondi provenienti dalla delibera Cipe 10/2018) e il Comune di Taranto, si entra nella fase ope­rativa di progettazione e realizzazione delle opere. «Cambieremo radicalmente l’aspetto della città – le parole del sindaco Melucci – grazie anche all’opera del Governo e soprat­tutto del ministro Dario Franceschini che ha mostrato la sensibilità politica di sostenere il percorso di transizione che abbiamo imma­ginato per la nostra città, attenzione condivi­sa da tutte le strutture periferiche che hanno contribuito alla finalizzazione delle risorse. Con un investimento complessivo di 63 mi­lioni di euro, l’amministrazione inaugurerà una stagione di cantieri mai vista prima, che interesserà l’asse urbano che attraversa l’Isola Madre finendo a Palazzo Archita».

Proprio quello riguardante Palazzo Archita è l’intervento più sostanzioso, 20 milioni di euro per il risanamento e il restauro dell’im­mobile simbolo del Borgo, cantiere destinato a modificare il profilo e la fruibilità dell’inte­ra zona. «Palazzo Archita è già un cantiere aperto – ha aggiunto il sindaco – con i lavori per la messa in sicurezza e la realizzazione delle coperture in corso e i quelli di rifaci­mento delle facciate di prossima partenza. Con questo finanziamento si interverrà radi­calmente anche sulla sua destinazione d’uso, individuando spazi per la cultura, l’istruzio­ne, le attività produttive». Un altro cantiere fondamentale per l’immagine della Città Vecchia è quello relativo alla riqualificazio­ne e recupero delle pavimentazioni storiche (basolato) di via Duomo e via Di Mezzo, con la contestuale realizzazione dei sottoser­vizi (compreso il wi-fi), che pesa per ben 9 milioni di euro. Complementare a questo è l’intervento sulle aree archeologiche dell’Iso­la Madre: «Con un investimento di 3 milioni di euro – ha continuato il primo cittadino – saranno valorizzati i siti del tempio dorico di piazza Castello, dei giardini di piazza Muni­cipio di largo San Martino e quelli sottostan­ti chiesa e convento di San Domenico».

Altri due progetti strettamente legati tra loro sono il restauro conservativo delle Mura Aragonesi sotto lungomare Vittorio Ema­nuele II (7 milioni) e la riqualificazione e valorizzazione della rete degli ipogei (2 mi­lioni), molti dei quali hanno sbocco proprio in Mar Grande, dove si affacciano le mura.

Gli spazi di piazza Castello e piazza Fonta­na, inoltre, saranno completamente riqualifi­cati con un investimento rispettivamente di 2 milioni e 1 milione. Molto importante l’in­tervento di riqualificazione del waterfront Mar Piccolo, sempre in Città Vecchia nel tratto compreso tra vico Via Nuova e piazza Democrate (5 milioni), che si integrerà con il progetto Sisus che riguarda l’altro lotto.

Il recupero dei palazzi storici del centro sto­rico è un’altra direttrice di investimento. Con le risorse attivate dalla firma dei disciplinari saranno riqualificati Palazzo D’Ayala (ri­cettività, 7,2 milioni), Palazzo Delli Ponti (università, 2,8 milioni) e Palazzo De Bellis (servizi universitari, 1 milione). «A questi si aggiungono Palazzo Carducci, Palazzo Troi­lo e Palazzo vico Novelune – ha spiegato Me­lucci – già finanziati complessivamente con 15 milioni di euro, intervento presto oggetto di altri disciplinari». Chiude la serie degli in­terventi la misura da 3 milioni di euro che prevede azioni a sostegno dell’insediamento di imprese culturali e innovative in Città Vecchia. «Quest’ultima misura rappresenta il corollario delle precedenti – ha concluso il primo cittadino – perché riattivare la vitalità produttiva dell’Isola Madre, diversificando i settori tradizionali, garantirà a tutti questi investimenti di trovare concreto riscontro».

Con la firma dei disciplinari si potrà proce­dere alle gare per la progettazione esecutiva degli interventi, cui seguirà l’affidamento dei lavori. Entro dicembre 2020 si prevede di ter­minare la parte progettuale, con l’avvio dei cantieri già nei primi mesi del 2021.

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