Cronaca News

Spacciavano 100 dosi al giorno: 9 arrestati

Blitz “Saved Tenants”
Blitz “Saved Tenants”

I carabinieri stoppano un giro di droga in palazzi stuati tra via Dan­te e via Minniti e salvano diversi nuclei familiari, i quali, pur non denunciando per paura di ritorsioni, auspicavano un intervento da parte delle forze dell’ordine per “liberarsi” dalla oppressiva presenza dei pusher.

Con il blitz “Saved Tenants” ovvero “In­quilini Liberati”, condotto dai carabinieri della Compagnia di Taranto, otto persone sono finite in carcere e una agli arresti do­miciliari.

All’alba di ieri i militari della Sezione operativa del Nucleo operativo e radiomo­bile della Compagnia di Taranto, coadiu­vati dai loro colleghi del Comando pro­vinciale con il supporto di unità cinofile del Nucleo di Modugno, hanno notificato nel rione Borgo provvedimenti restrittivi emessi dal gip del Tribunale di Taranto, dott. Francesco Maccagnano, su richiesta del sostituto procuratore, dott. Francesco Ciardo.

Sono finiti in carcere il ventinovenne Lu­igi Agrosì, il quarantaduenne Antonio Greco, la cinquantunenne Anna Nigro, il trentunenne Mirko Nocito, la trentatre­enne Marianna Pignatelli, il quaranta­settenne Domenico Talamo, la quaran­taquattrenne Annunziata Tolisano e il ventiduenne Alessio Donnaloia. Ai “do­miciliari” è finito il ventiseienne Carme­lo Speranza.

Le indagini, avviate nel mese di genna­io del 2019 dai carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Taranto, hanno fatto luce sull’attività di spaccio di un gruppo che operava nel capoluogo jonico, con epicentro tra via Dante e via Minniti,

L’operazione “Saved Tenants” eseguita dopo diverse attività di polizia giudiziaria, con contestuali sequestri di droga e ripe­tute segnalazioni alla Prefettura di giova­ni sorpresi in possesso di piccole quantità di sostanze stupefacenti, a ridosso delle abitazioni sulle quali si sono successi­vamente concentrate le investigazioni.I carabinieri, grazie alle testimonianze di numerosi acquirenti, a intercettazioni te­lefoniche, a riprese filmate e a lunghi ser­vizi di appoostamento e e pedinamento, sono riusciti a documentare tutti i movi­menti del gruppo di spacciatori.

Gli investigatori hanno accertato una continua attività di spaccio di droga in un isolato del rione Borgo, in cui, nono­stante i numerosi arresti in flagranza, nel corso del tempo, di singoli spacciatori da parte delle forze dell’ordine, è stato dif­ficile svolgere mirate indagini antidroga, per la presenza di una fitta rete di vedette e di telecamere utilizzate per sorvegliare la zona. Inoltre, è stata identificata e se­gnalata alla Prefettura una folta schiera di giovani che facevano uso di droga. I cara­binieri hanno accertato circa 100 cessioni di sostanza stupefacente al giorno con un introito stimato intorno ai tremila/quat­tromila euro. Tutti gli arrestati abitano tra le vie Capecelatro, Dante e Minniti e dal­le indagini è emerso che si sono mossi con un analogo modus operandi. A ridosso di palazzi ubicati in via Dante e in via Min­niti, si aggiravano alcuni “collaboratori” del gruppo i quale avevano il compito di fare la vedetta e di fornire indicazioni agli acquirenti sulle procedure da seguire per l’acquisto dello stupefacente, con veri e propri turni di sorveglianza.

I tossicodipedenti una volta avuto un cen­no di consenso da parte delle “sentinelle”, accedevano all’interno del condominio, dove attraverso una grata in ferro, veniva fornita la sostanza stupefacente. In altre circostanze gli acquirenti, una volta en­trati negli androni degli stabili , veniva­no avvicinati da uno spacciatore, il quale, intascato il denaro, andava a prelevare lo stupefacente dall’appartamento utilizzato per la detenzione della droga, apparta­mento in cui c’erano anche minori. Gli indagati, poi, non parlavano al telefono di droga, utilizzando per le comunicazioni principalmente le chat, che puntualmen­te venivano cancellate per paura di esse­re intercettati: “elimina la mia chat… no la cronologia… elimina proprio la chat”. Dalle conversazioni telefoniche, nono­stante l’utilizzo di un linguaggio criptico, per sviare eventuali intercettazioni, erano chiari i riferimenti agli acquisti di droga: “per fare la spesa mi hai lasciato 1.300 euro… le hai tolte dal debito?… riman­gono 2.350… devo pagare la bolletta”. Secondo l’accusa la quasi totalità degli indagati avrebbe messo a segno un nu­mero esorbitante di cessioni di cocaina, eroina e hashish, utilizzando quale punto di distribuzione le proprie abitazioni di via Dante e via Minniti e avvicendandosi in modo continuativo per assicurare agli acquirenti l’approvvigionamento anche notturno. L’attività investigativa ha fatto emergere il ruolo predominante delle cop­pie Nocito-Pignatelli e Greco-Tolisano le quali predisponevano il controllo della strada attraverso “vedette”, capaci di ac­compagnare gli acquirenti e nel contempo di assicurare che non vi fossero nelle vi­cinanze appartenenti alle forze dell’ordi­ne. Infatti per gli investigatori dell’Arma Mirko Nocito e la sua compagna Ma­rianna Pignatelli, già coinvolti nell’opera­zione “Civico 18” (20 arresti), incuranti delle disposizioni impartite dalla autorità giudiziaria., una volta tornati a piede li­bero, avrebbero ripreso la loro attività il­lecita presso la loro abitazione. I dettagli del blitz illustrati durante una conferenza stampa a cui ha preso parte il comandante provinciale, col. Luca Steffensen.

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