06 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 06 Maggio 2021 alle 15:58:04

Cronaca News

Caffè e notizie: i giornali tornano nei bar

«Più attenzione alla filiera dell’editoria»

Caffè e giornale
Caffè e giornale

Il primo passo lo ha fatto Luca Zaia, ora si è ag­giunta anche la Toscana e presto, finalmente, il divieto si dissolve­rà anche nel resto del Paese. Par­liamo dei giornali nei bar, l’ama­ta consuetudine degli italiani di leggere al mattino i propri quoti­diani preferiti mentre si degusta la tazzina di caffè al tavolino o al banco del bar di fiducia.

Per mesi questa piacevole abi­tudine italiana è stata interrotta dall’irruenza del Covid-19. Bar chiusi, niente giornali; poi bar riaperti, ma ancora senza gior­nali. Ora questa barriera sta per cadere. Come detto, in Veneto e in Toscana il via libera c’è già, ora si attende che anche nel resto d’Italia arrivi il lasciapassare che agli italiani restituirà una con­suetudine perduta e che servirà a ridare fiato alle vendite dei quo­tidiani, che hanno pagato questa paralisi ad un prezzo altissimo in termini di copie perdute.

Dalla Fieg è arrivato il plauso alle regioni che hanno già deciso per il ritorno dei giornali nei bar. «I giornali, anche negli esercizi pubblici – ha detto Andrea Rif­feser, presidente della Federazio­ne degli editori – sono garanzia di informazione di qualità per i cittadini e presidio contro le fake news. Soddisfazione».

Di qui la soddisfazione per «il ritorno dei quotidiani, possibil­mente in più copie, a disposizio­ne dei clienti e dell’utenza nei bar, nei ristoranti, negozi, eser­cizi commerciali, nei centri di servizi e nei circoli ricreativi». Riffeser ha anche sottolineato una funzione fondamentale della presenza dei giornali negli eser­cizi pubblici,

«che è quella di costituire un prezioso ed insostituibile collan­te della comunità. È importante ora, consentire a tutta la stampa, sia quotidiana sia periodica, la presenza negli esercizi pubblici in tutto il territorio nazionale».

Dalle altre associazioni degli ei­tori arriva un appello a riservare maggiori attenzioni alla filiera della cultura e dell’editoria.

Alleanza delle Cooperative ha infatti preso parte alle audizioni della Commissione Cultura del Senato: «Serve più attenzione a tutta la filiera della Cultura, dello Spettacolo, dell’Editoria», spiegano i Presidenti Giovanna Barni, Irene Bongiovanni, Carlo Scarzanella.

«Oggi – affermano i vertici di Alleanza – manca una visione di medio e lungo periodo per aiutare la filiera Culturale a so­pravvivere a questo periodo di emergenza. Abbiamo indicato alcuni punti per un Piano Strate­gico che garantisca innanzitutto la sopravvivenza e la continuità in tutte le dimensioni (impresa, lavoro, domanda, qualità dell’of­ferta) ma anche, con uno sguardo al futuro, interventi per il rilan­cio di tutta la filiera. In partico­lare: misure urgenti di ristoro che arrivino anche alle imprese, misure straordinarie di sostegno alle imprese, misure per la tutela e la dignità del lavoro culturale, semplificazione nei rapporti con la Pubblica Amministrazione, sburocratizzazione e adozione di un regime speciale per uno svi­luppo sostenibile di aree urbane e territori; piano di sostegno alla domanda e per l’audience deve­lopment; piano di investimenti (a partire dai fondi europei del Next Generation Plan, verso i Fondi per la coesione 2021.27) per pro­getti territoriali partecipati di ri­qualificazione della infrastruttu­ra culturale, paesaggistica e dei servizi turistici; piano di investi­menti per il sostegno alla transi­zione digitale dei servizi offerti dalle imprese culturali; sostegno alla internazionalizzazione, e in­fine, ma non da ultimo, accelera­re la definizione di normativa per il riconoscimento di uno status comune di tutte le imprese cultu­rali e creative, superando l’attua­le frammentazione e debolezza».

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