Cronaca News

«La bonifica di Taranto modello per l’Italia»

Presentato nei giorni scorsi il piano di monitoraggio integrato del capoluogo ionico. Ecco tutti gli interventi

Vera Corbelli con i vertici dell’Arma dei Carabinieri
Vera Corbelli con i vertici dell’Arma dei Carabinieri

«La bonifica di Ta­ranto modello per l’Italia»

Il commissario straordinario per gli interventi di bonifica, Vera Cor­belli, ha presentato nei giorni scorsi il Piano di Monitoraggio Integrato che prevede accordi di collabora­zione istituzionale, con l’Arma dei Carabinieri – specificatamente Nucleo Antisofisticazioni e Sani­tà, Nucleo Operativo Ecologico e Comando Provinciale di Taranto – e con l’Istituto Superiore di Sanità.

«L’attuazione della rete di Moni­toraggio Integrato ha preso il via sulla base del progetto redatto. Nel prossimo mese di ottobre ripren­deranno le nuove attività di rile­vamento dei dati ambientali così come previsto dal progetto elabo­rato dal Commissario Straordina­rio per la Bonifica di Taranto, Vera Corbelli. Conclusa la progettazio­ne, sono ora in corso le procedure per l’espletamento delle gare de­dicate all’acquisto delle forniture, delle strumentazioni e dei servizi necessari, prevalentemente stru­menti di indagine e software per l’elaborazione dei dati. Un “mega cervellone informatico”, riceverà le informazioni dagli oltre cinque­cento siti o stazioni mobili e fisse di monitoraggio e dai laboratori di analisi e li incrocerà e rielaborerà fornendo informazioni sulla quali­tà delle acque e dei suoli e dei sedi­menti. I rilievi su base annua lungo tutta la rete di monitoraggio vede per le acque superficiali 227.760 dati, 777.813 dati per le acque sot­terranee, 1.909.680 per il comparto mare, 24.136 per il comparto suolo, 6.237 per la matrice alimentare. Il comparto mare si avvarrà di 16 piattaforme di rilevamento, 8 nel Mar Piccolo di Taranto e 8 nel Mar Grande di Taranto, 12 camere ben­tiche nel Mar Piccolo e 41 stazioni mobili, di cui 24 nel Mar Piccolo e 17 tra Mar Jonio e Mar Grande.

Per la prima volta si si attua un per­corso innovativo più̀ ampio rispet­to a quello delineato nell’ambito del Protocollo d’intesa del 2012 (in linea con i contenuti della Legge 20/2015, valutata e condivisa dal Tavolo Istituzionale Permanente nell’ambito del Contratto Istitu­zionale di Sviluppo), condotto con l’attuazione di una serie di azioni/interventi in serie ed in parallelo, a medio e lungo termine, che af­fronta le problematiche ambientali nella loro interezza per fornire ri­sposte efficaci ed efficienti basate su valutazioni di altissimo valore tecnico e scientifico, continua­mente e costantemente controllate attraverso: una cooperazione delle forze dell’ordine e delle istituzioni scientifiche, la partecipazione at­tiva degli Enti preposti ed il coin­volgimento di tutti stakeholder, un costante monitoraggio. La proget­tazione sviluppata costituisce un “prodotto” del percorso tecnico-scientifico-gestionale innovativo multiscalare e multidisciplinare, che in una visione in una visione in­tegrata e di tipo “top down”, è stato realizzato sull’area di crisi ambien­tale. Percorso che si è fondato sul­la conoscenza: dello stato attuale, dell’evoluzione del sistema fisico/ambientale e dei processi geo-che­mio-meccaniciche agiscono al suo interno, in una visione integrata ed olistica. Il percorso innovativo, così circoscritto, ha consentito di determinare e declinare un siste­ma di monitoraggio finalizzato alla tutela della salute e dell’am­biente e rappresenta, nel contem­po, il presupposto ineludibile, per la progettazione e realizzazione di ulteriori interventi di bonifica, am­bientalizzazione e rigenerazione dell’area di riferimento. Il Piano di Monitoraggio Integrato contempla l’intera Area di Crisi Ambientale di Taranto essendo le cause e le sorgenti di contaminazione molteplici e diffuse su tutto il territorio ed i vettori di trasporto condizionati da domini fisici ben più̀ ampi dei siti interessati dagli interventi.

Le ri­sultanze del monitoraggio consen­tiranno di valutare l’efficacia delle differenti azioni/interventi poste in essere e, eventualmente, rivedere alcune delle misure in atto e/o pro­grammate. Un aspetto fondamen­tale derivante da questa iniziativa risiede appunto nel fatto che, me­diante il monitoraggio dinamico di tutti gli aspetti relativi alle pressio­ni ambientali, sarà̀ possibile iden­tificare l’impatto delle pressioni anche sugli insediamenti di produ­zione e salvaguardare la sicurezza alimentare rispetto alle produzio­ni locali In tale ambito, potendo contare su strumentazioni che in­viano dinamicamente indicazioni sulla presenza e concentrazione di inquinanti. Attraverso la strumen­tazione e lo studio del territorio in relazione ai suoi vari aspetti, sarà̀ possibile anche avviare azioni di contrasto alle eco-mafie (discari­che abusive di materiali tossici, oc­cultamento sotto i terreni di invo­lucri contenenti sostanze tossiche) e limitarne l’impatto rispetto ai cit­tadini ed alla sicurezza alimentare. il “Sistema di Monitoraggio inte­grato Acqua e Suolo”, un progetto, scaturito da una partecipazione e condivisione con tutti soggetti in­teressati, quali: Mattm, Iss, Ispra, Arpa ed Asl. L’attuazione del “Si­stema di Monitoraggio”, finalizza­to alla tutela delle risorse ambien­tali ed alla sicurezza per la salute umana, vede la partecipazione di­retta, mediante accordi di colla­borazione istituzionale, dell’Arma dei Carabinieri – specificatamente Nucleo Antisofisticazioni e Sanità, Nucleo Operativo Ecologico e Co­mando Provinciale di Taranto – e dell’Istituto Superiore di Sanità. Il Piano di Monitoraggio consente il controllo, nel tempo, delle matrici ambientali: acque, suolo e sotto­suolo, nonché quello delle matrici alimentari di origine vegetale; e la costante verifica dell’evoluzione degli scenari di contaminazioni.

592 sono le stazioni di monitorag­gio all’interno dei 564 chilometri quadrati di area di crisi ambientale, attraverso le quali sarà: controllato lo stato qualitativo e quantitativo delle acque superficiali e delle ac­que sotterranee; rilevati i fattori me­teomarini-oceanografici e i fattori fisici, fisico-chimici, ambientali ed ecotossicologici del Mar Piccolo e del Mar Grande; controllato lo sta­to qualitativo dei suoli; monitorata la matrice alimentare di origine vegetale destinata sia all’alimenta­zione umana sia all’alimentazione zootecnica. Nelle more dell’attiva­zione della rete di monitoraggio integrato, il Commissario Straordi­nario ha già̀ eseguito, attività̀ di monitoraggio: dello stato qualitati­vo della colonna d’acqua e dei sedi­menti nel Mar Piccolo di Taranto; dello stato quali-quantitativo della falda sotterranea; meteo-climatico, mediante l’istallazione di n.3 sta­zioni presso i Comuni di Statte e Montemesola e presso la sede del Poliba di Taranto; idrometrico, me­diante l’istallazione di n. 1 stazione presso il Fiume Galeso; dello sta­to quali-quantitativo dei principali corsi d’acqua. «Abbiamo aderito molto volentieri a questo progetto proprio per la sua importanza in un’area che merita grande atten­zione da parte delle istituzioni per riportare luoghi importanti per l’e­conomia nazionale ad un migliore livello di qualità della vita». Lo ha detto il generale Adelmo Lusi del Comando carabinieri per la Tutela della salute, intervenendo a Roma, nella sede del comando dei Nas, alla presentazione del piano di monitoraggio integrato acqua e suolo dell’area di Taranto, iniziati­va che parte dal commissariato di Governo per la bonifica di Taran­to e vede coinvolto anche l’Istituto Superiore di Sanita (Iss), Arma dei Carabinieri attraverso i nuclei spe­cializzati Nas e Noe e il comando provinciale di Taranto, e l’Ispra. «I Carabinieri – ha detto il generale Lusi – cercheranno di portate nei nei prossimi giorni, nei prossimi mesi, il proprio contributo profes­sionale, con l’esperienza che i Nas hanno acquisito nel tempo, per migliorare se possibile il lavoro che è stato svolto». Per il generale Maurizio Ferla, del comando Ca­rabinieri Nucleo operativo ecologi­co (Noe), «siamo stati come Noe pionieri per questa esperienza visto che aderiamo dal 2016». Quello di Taranto, ha aggiunto Ferla, «è un territorio che purtroppo conoscia­mo bene e lo conoscevamo già in quanti destinatari di molte deleghe dell’autorità giudiziaria. Sappiamo – ha sostenuto Ferla – che è un terri­torio molto problematico ma quel­lo che noi abbiamo eseguito lì, sul campo, quello che abbiamo notato, non è stato niente di più e niente di meno rispetto allo scempio che possiamo osservare in varie parti del territorio nazionale». «Abbia­mo compiuto decine di sopral­luoghi e visto oltre 400 siti». «Per ogni sito – ha proseguito il generale Ferla – abbiamo trovato rifiuti che dimostrano la crisi del ciclo dei rifiuti che riguarda l’Italia e il Sud in particolare, tranne qualche ecce­zione. Si tratta di abbandoni incon­trollati ma non è una caratteristica peculiare di Taranto» ha rilevato Ferla che poi, fornendo alcuni dati dell’attività dei Carabinieri, ha cita­to la scoperta di 89 siti contenenti amianto e i 5 siti sottoposti a se­questro.

«L’iniziativa messa in campo per Taranto è meritevole della massi­ma attenzione, conosco il lavoro che il commissario di governo, Vera Corbelli, ha effettuato e ades­so la collaborazione dell’Arma dei carabinieri assicura un nuovo suc­cesso, un nuovo traguardo di quella che è un’opera di risanamento ne­cessaria e che penso possa essere un modello anche per altre parti d’Italia». È quanto ha dichiarato Gianni Letta, ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio, inter­venendo alla presentazione del pia­no di monitoraggio integrato. «È un modello – ha detto Letta – che spesso esaltiamo solo a parole ma quando poi si vedono i risultati, si deve prendere il coraggio di repli­care anche altrove, in altre aree del Paese, questo modello. La presen­za dei Carabinieri è una garanzia di successo, augurandoci di essere fuori dalla pandemia – ha prosegui­to Letta – per riprendere non dico la normalità ma per mobilitare tut­te le energie del Paese sulla strada dello sviluppo e della crescita. E il Paese – ha sostenuto ancora Letta – potrà crescere e tornare allo svi­luppo, se affronta i problemi di cui si parla oggi, mobilitando le ener­gie in una comunanza di visione». Il commissario di Governo per la bonifica di Taranto, Vera Corbelli, rispondendo a Letta, ha detto che col monitoraggio ambientale inte­grato «le forze sane dello Stato si sono messe insieme per portare avanti dei percorsi virtuosi e dare così risposte concrete ai mali di cui è afflitto il nostro territorio». Per Corbelli, «queste forze sono chia­mate, al di la delle persone che le rappresentano, a continuare a lavo­rare insieme per dare un esempio all’italia e all’Europa. Con questo monitoraggio integrato, abbiamo una stretta connessione tra ambien­te e salute».

«L’esperienza di Taranto in materia di bonifica e risanamento ambien­tale ci richiama la necessità di un approccio sì complesso ma integra­to e multidisciplinare. Ma questo è anche il modo in cui deve lavorare la pubblica amministrazione. Il la­voro fatto a Taranto dal commis­sario Vera Corbelli è un modello anche per altre realtà italiane. Un modello che si basa anche sul dia­logo col territorio e quindi esprime l’idea di una burocrazia moderna e non chiusa in se stessa. Un modello di buona pubblica amministrazio­ne che dobbiamo valorizzare per il futuro». Lo ha dichiarato il sotto­segretario all’Ambiente, Roberto Morassut, al seminario.

«L’Istituto Superiore di Sanità col­laborerà al piano integrato di mo­nitoraggio ambientale di acqua e suolo dell’area di Taranto – ha det­to Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto (Iss), intervenendo al seminario – È un momento molto importante che abbiamo costru­ito nel tempo – ha detto Brusafer­ro – ed io mi sono unito a questa iniziativa personalmente l’anno scorso e da quel momento abbiamo avviato una collaborazione intensa. La collaborazione – ha aggiunto il presidente dell’Iss – è poi continua­ta la scorsa estate, è sfociata anche in questo accordo, che è poi una parte degli altri accordi che sono in atto per fare di Taranto un mo­dello dove la scienza, la tecnologia, le migliori risorse del Paese, nell’ analisi dei fattori di rischio, trova­no anche gli spunti e le risorse per superarli e farli diventare un’op­portunità di crescita per il nostro Paese”. “Di questo certamente il commissario Corbelli è un’anima – ha sottolineato Brusaferro – e l’Isti­tuto Superiore di Sanita è presente, può essere presente, certamente lo sarà, in quest’opera che riguar­da certamente Taranto e che può rappresentare un paradigma per il Paese».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche