Cronaca News

«Ilva non si spegne con un interruttore»

Il sottosegretario Turco e la riconversione economica

La conferenza stampa in Prefettura del Sottosegretario Mario Turco
La conferenza stampa in Prefettura del Sottosegretario Mario Turco

C’è una scadenza temporale, per la “riconversione economica del territorio di Ta­ranto”: il 2026. Quando, in coin­cidenza con i Giochi del Mediter­raneo, ci dovrà essere anche – tra l’altro – l’apertura dell’Acquario (la cui sede sarà la Banchina Torpediniere) oltre ad una nuova visione di città. È stata una confe­renza stampa densa di argomen­ti quella tenuta ieri pomeriggio in Prefettura dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Ma­rio Turco. Si è partiti dal Cis, il Contratto di Sviluppo, che come sottolineato anche dal prefetto Martino «da marzo ha cambiato totalmente passo, con una accele­razione importante».

Ha insistito molto, Mario Turco, sul concetto che quello strumento che dal 2015 era sostanzialmente fermo oggi è diventato produtti­vo, con i 90 milioni di euro già disponibili per la Città Vecchia, l’attrazione di investitori privati come Ferretti all’ex Yard Belle­li, Agromed – che, al di là delle beghe giudiziarie, avrà sede prin­cipale a Castellaneta ed un am­pliamento a Grottaglie – il Centro di ricerca su salute, ambiente e prevenzione delle malattie del la­voro ed il Tecnopolo. Con l’espo­nente del governo anche Gerardo Capozza, Responsabile Unico del Contratto, il quale ha parlato di «attività per dare speranza e superare la sfiducia dei cittadini verso le istituzioni», rimarcato che «in 45 giorni si sono sbloccati i lavori» e che la stazione appal­tante Invitalia sta facendo la sua parte e che, ad esempio, la Scuo­la Allievi Carabinieri di Taranto porterà non 400, ma 800 giovani in città, «con l’indotto che questo comporta».

Sull’Acquario che verrà, è stato spiegato che il soggetto proponen­te è il Ministero per i Beni Cultu­rali e che – «a tempo di record» – al Cipe arriveranno non una ma due delibere: una per il finanzia­mento della struttura da 50 mi­lioni, l’altra (da 200 milioni) per l’ammodernamento della Base Navale, operazione necessaria e contestuale per la Marina Milita­re ora che sarà “privata” dell’area individuata. Proprio l’Acquario era stato citato domenica dal sin­daco, Rinaldo Melucci, nell’annunciare che non avrebbe parte­cipato «ad alcun sopralluogo o iniziativa che il sottosegretario di Stato Mario Turco ha organizzato in città per la giornata di lunedì 6 luglio. Per la stessa data l’Am­ministrazione comunale è impe­gnata con l’Assessore Annalisa Adamo e i tecnici della Direzione Ambiente ad analizzare gli inter­venti conseguenti ai gravi fatti registrati dallo stabilimento side­rurgico in data 4 luglio», quando una gigantesca nube di polvere rossa ha avvolto la città come conseguenza del forte vento.

«Lo avevamo già segnalato ed ora diventa persino più urgente, inutile parlare di acquari se non si affronta prima la riconversione radicale dell’ex Ilva, altrimenti tutte le misure hanno solo il sa­pore della beffa e di un palliativo pressoché inutile» l’affondo del sindaco Melucci. «Stiamo inoltre valutando un esposto per i fatti di ieri (domenica, ndr), nessu­no può pensare di distrarci dalla gravità di questa situazione. Non coopereremo col Governo, se co­operazione non è garantita anche su questioni dirimenti come lo è, per l’appunto, quella dello stabili­mento siderurgico. Il Comune di Taranto è da tempo in prima linea con azioni molto forti e concrete, spesso da solo, ma ha competenze sullo stabilimento siderurgico as­sai limitate dalla legge, cosa che ormai dovrebbe essere chiara a tutti. Le parti sociali, l’ambienta­lismo sano, il sistema economico di questa città incomincino con raziocinio ad attribuire le giuste responsabilità ai ministri di que­sto Governo ed ai parlamentari ionici, o saremo sconfitti da tutta questa approssimazione, da tutto questo pregiudizio, da tutta que­sta mancanza di conoscenza dei fatti e delle carte, che sono i soli oggettivamente giudicabili in uno stato di diritto». Al fianco del Co­mune sabato, in una conferenza congiunta, c’erano anche la Pro­vincia, la Camera di Commercio ed i sindaci dell’area di crisi a chiedere un Accordo di Program­ma e lo stop alla gestione Arcelor Mittal.

Impossibile, quindi, non toccare il tema Ilva, ed il conseguente conflitto tra Enti locali e Gover­no, nell’incontro con Turco.

«Ilva non è un problema del Cis» ha voluto sottolineare il Sottose­gretario «ed io mi occupo pret­tamente di investimenti. È chiaro che quanto accaduto sabato non è accettabile. Il governo saprà dare in tempo rapido delle risposte, e lo Stato entrerà nella risoluzione del problema Ilva». E in settima­na si saprà se e come la partner­ship con Mittal arriverà in porto, anche se «l’attuale gestore non ha rispettato le attese» e non si sta avendo «un rapporto costruttivo». Di certo la gigantesca fabbrica che incombe sulla città «non si spegne con un interruttore» e Turco, esponente Cinquestelle, parla del rischio di «una Bagnoli all’ennesima potenza» se l’accia­ieria più grande d’Europa non verrà resa compatibile «non solo a livello sanitario ed ambientale, ma anche economico» in un mo­mento più che difficile sul fronte del mercato. C’è la scadenza di novembre, la possibile exit stra­tegy della multinazionale, ma «l’auspicio è che non sia neces­sario aspettare così tanto per ave­re un quadro chiaro». Turco non nasconde che «rispetto agli Enti locali il mio paradigma è diver­so, altrimenti non partiremo mai con la riconversione» che passa da ricerca, università, porto, il possibile inserimento nella Via della Seta; ma traspare come la questione dell’acciaio, nella sua complessità, sia un tema più che sensibile e sul quale ci sarà anco­ra molto da dire.

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