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Ilva, acciaio pulito. L’Ue ora rilancia

Timmermans: «Sì all’idrogeno». Ma i tempi sono lunghi

Le nuvole di polveri rosse avvolgono Taranto
Le nuvole di polveri rosse avvolgono Taranto

I sessant’anni, oggi, della posa della prima pietra dello stabilimento side­rurgico di Taranto cadono in un momento particolarmente com­plesso per l’ex Italsider, ex Ilva oggi Arcelor Mittal.

La tempesta di polvere rossa di sabato ha fatto riaccendere i fari sulla questione ambientale, assolutamente cruciale non solo per la fabbrica, ma per la città. Il vicepresidente esecutivo della Commissione europea respon­sabile per l’Energia e il Green Deal, Frans Timmermans, ha confermato ieri di credere un un futuro green per l’acciaio a Ta­ranto, che passa dall’ambiziosis­simo progetto di conversione a idrogeno di impianti attualmente alimentati dal carbone altamente inquinante.

Timmermans lo ha detto – in italiano – durante la conferenza stampa via web di presentazione della “strategia per l’idrogeno pulito”, varata dalla Commis­sione guidata da Ursula von der Leyen. «Ne sono convinto, assolutamente, perché so che possiamo dare delle possibilità a Taranto; ne ho parlato anche con il governo italiano. E adesso il governo italiano sta pensando ai progetti per i prossimi vent’an­ni; perché questa trasformazio­ne prenderà molto tempo, non è una cosa che facciamo dall’oggi al domani» le parole di Timmer­mans. «Io credo – ha continuato – che, se abbiamo un piano per i prossimi vent’anni potremo dare un futuro veramente sostenibi­le a Taranto. E questo ci aiuta a fare parecchie cose: a mantene­re l’acciaio in Europa, e anche a dare un’aria molto più pulita alla popolazione di Taranto; e ci dà la possibilità di dare a Taranto un futuro in cui si può credere: non è un futuro illusorio, ma veramente concreto. Mi auguro – ha aggiunto il vicepresidente della Commissione – che il go­verno italiano abbia questo inte­resse a lavorare con noi, utilizza­re anche il ‘Just Transition Fund’ e altre possibilità per permettere a Taranto di reinventare l’econo­mia, e di mantenere anche un’in­dustria dell’acciaio, ma – ha av­vertito – un acciaio verde».

Nei giorni scorsi si era parla­to della possibilità che Taranto potesse essere esclusa dal ‘Just Transition Fund’, «notizie false e fuorvianti» dichiarano in una nota congiunta l’eurodeputata Pina Picierno, il deputato Ubal­do Pagano e il Consigliere della Regione Puglia Michele Mazza­rano. «Le proposte italiane rela­tive alle aree di intervento sono già state valutate positivamente dalla Commissione e l’area di Taranto è ovviamente tra queste. Difatti, l’allegato D della Rela­zione per Paese relativa all’Italia sugli “Orientamenti in materia di investimenti del fondo per una transizione giusta 2021-2027 per l’Italia” fa esplicito riferimento agli stabilimenti della zona di Taranto. In particolare, nel do­cumento si afferma che “la forte dipendenza della zona dai com­bustibili fossili rappresenta una sfida enorme per quanto riguarda la decarbonizzazione e richiede notevoli sforzi per sostenere una strategia di transizione integrata, che accompagni lo spostamento a lungo termine di Taranto ver­so alternative economiche e un ulteriore sviluppo del polo side­rurgico” e che, pertanto, “sem­bra necessario che il Fondo per una transizione giusta concentri il suo intervento in questa zona.” “Il Fondo è stato immagina­to esattamente per garantire la transizione ecologica di produ­zioni industriali come quella tarantina e non si comprendono le ragioni per cui si diffonda­no notizie prive di fondamento. Nessuna ragione elettorale può indurre a simili mistificazioni della realtà. L’Europa con le sue istruzioni, a partire dal Parla­mento, ha deciso di puntare tutto sul Green Deal, di cui il fondo di transizione è componente es­senziale» dicono i tre esponenti del Partito Democratico. A par­lare della possibile esclusione di Taranto era stato Raffaele Fitto, parlamentare europeo di Fratelli d’Italia, candidato per il centro­destra alla presidenza della Re­gione Puglia. Ma, come detto, quanto accaduto sabato, con la tempesta di polvere rossa che ha investito la città, ricorda l’urgen­za della questione ambientale. Sul caso la Procura di Taranto ha aperto un’inchiesta e ha delegato gli accertamenti al Nucleo ope­rativo ecologico dei Carabinieri. Anche Arpa Puglia, Asl e Spe­sal hanno effettuato sopralluogi, mentre il Comune di Taranto ha presentato un esposto. «Appe­na ho saputo della tempesta di polveri su Taranto, ne ho subito parlato con il presidente di Ispra, Stefano Laporta, e abbiamo deciso di inviare un’ispezione straordinaria, quindi a sorpresa, anche con Arpa» ha dichiarato il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, che ha aggiunto «voglia­mo che Taranto sappia che non è sola e che l’appello lanciato nella lettera aperta scritta dai comitati cittadini non è caduto nel vuoto. Abbiamo preferito rimanere si­lenti fino all’ispezione per non vanificare l’effetto sorpresa».

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