29 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 28 Ottobre 2020 alle 19:53:45

Cronaca News

Processo Ambiente Svenduto, si ritorna in aula

Prima della pausa estiva si terranno cinque udienze

L'ex Ilva
L'ex Ilva

Il processo Ambiente sven­duto riprende, nessuno stop dopo quattro mesi e mezzo dall’ultima udienza.

Prima della pausa estiva si terranno cin­que udienze, tre delle quali nella prossi­ma settimana, lunedì, martedì e mercole­dì. E le altre due il 20 il 21 luglio.

Venti i testimoni, consulenti tecnici citati dalla difesa, dei quali si prevede l’audi­zione.

Il calendario è stato stilato dopo il ri­getto delle richieste di rinvio presentate da alcuni difensori degli imputati prove­nienti dalle zone maggiormente colpite dalla pandemia, in Lombardia.

La Corte d’assise presieduta dal giudice Stefania D’Errico (giudice togato a latere Fulvia Misserini e sei giudici popolari) ha respinto le istanze di cinque avvocati che chiedevano il rinvio dell’udienza per ragioni legate alla provenienza geogra­fica, alle misure di contenimento della diffusione del virus ancora in corso e, in un caso, anche a questioni di familiari colpiti dal Covid-19 e ancora in terapia.

Secondo l’ordinanza emessa dalla Corte lunedì, le ultime disposizioni contenute nella legge di conversione n. 70 del 25 giugno scorso del Dl 28/2020 prendono atto del miglioramento della situazione epidemiologica in Italia e prevedono una ripresa anticipata delle attività giudizia­rie, ovviamente nel rispetto delle norme e delle misure a tutela della salute, a co­minciare dal distanziamento interperso­nale e dall’uso delle mascherine.

Anche in virtù di questo e della capien­za dell’aula bunker della vecchia Corte d’appello di Paolo VI, il neo presidente del Tribunale di Taranto Rosa Anna De Palo il 30 giugno scorso ha autorizzato la ripresa del processo sul disastro am­bientale.

Nell’ordinanza, la Corte ha spiegato che l’aula e l’impianto di aerazione sono stati sottoposti ad interventi di sanificazione nei giorni precedenti l’udienza di lunedì scorso. Quindi, il processo può prosegui­re secondo la Corte che, come si evince dal calendario, ha intenzione di impri­mere un ritmo serrato all’attività istrut­toria, anzi di accelerare rispetto agli ultimi mesi. Infatti il programma stilato da settembre fino a dicembre prossimo prevede tre udienze a settimana, eviden­temente anche nel tentativo di recuperare parte del tempo perduto nel periodo del lockdown.

L’attività istruttoria è ferma all’udienza del 19 febbraio scorso, considerando che il 3 marzo si è tenuta un’udienza lampo per il tempo necessario a disporre il pri­mo rinvio su richiesta degli avvocati pro­venienti dalle zone rosse. Si riprende con l’audizione dei testi della difesa, quasi tutti consulenti tecnici.

Il processo è contro 47 imputati, di cui 44 persone fisiche e tre società.

Dai fratelli Fabio e Nicola Riva, ai mas­simi dirigenti dello stabilimento taran­tino gravati da accuse che vanno dal disastro ambientale, all’avvelenamento di sostanze alimentari, a reati contro la pubblica amministrazione (la maggior parte dei quali a rischio prescrizione) dei quali sono chiamati a rispondere anche ex amministratori e personaggi politici come l’ex governatore della Puglia Nichi Vendola.

 

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