02 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 01 Agosto 2021 alle 22:53:00

Cultura News

Aspettando la Madonna del Carmine

La nostra rubrica sulla “tarantinità”

La chiesa del Carmine di Taranto
La chiesa del Carmine di Taranto

Il prof. Antonio Fornaro, ideatore e curatore di questa rubrica, per la settimana che va dal 12 al 18 luglio ha vo­luto intitolare il suo intervento con l’espressione: “Aspettan­do la Madonna del Carmine”. Il titolo è stato suggerito dal fatto che, pur non essendoci la processione e i festeggiamenti degli altri anni, tuttavia per i tarantini quello della festa del­la Madonna del Carmine resta un appuntamento che va a col­locarsi nel cuore dell’estate ta­rantina.

Fornaro accennerà in maniera particolare anche alla festa di San Martino a Marina Franca, anch’ essa mutilata della pro­cessione e di altre importanti manifestazioni che davano il via alla lunga estate martinese.

Questi i santi della settima­na: San Giovanni Gualberto, Sant’Enrico II, San Camillo De Lellis, San Bonaventura, la Madonna del Carmine, Santa Marcellina e San Federico di Utrecht.

Questa settimana la Chiesa cat­tolica venera la Madonna sotto i titoli di Madonna della Pergola, Di Lucera, Del Roveto Arden­te, Della Bruna, Del Redentore, Dell’Umiltà, Della Liberazione e Del Carmine.

Questi i detti della settimana: “Chi va a mare l’acqua deve im­barcare”, “Chi risparmia sudo­re, risparmia dolore”, “Vento di fessura, vento di sepoltura”, “Se presti i soldi agli amici, perdi i soldi e ti fai i nemici”.

Non ci sono effemeridi e per­tanto inizia l’approfondimento su alcuni santi tradizionali che si venerano a Taranto e in pro­vincia.

A Taranto nella Chiesa di San Francesco di Paola un altare con relativa statua è dedicato a San Giovanni Gualberto Abate, fondatore dell’Ordine dei Val­lombrosiani.

San Camillo De Lellis è patro­no della Croce Rossa Italiani, degli ospedali, degli ammalati e degli infermieri. Nacque nel 1550 in provincia di Chieti, fu sacerdote e fondò l’Ordine dei Camilliani, oggi presenti in tutti gli ospedali del mondo. Morì a Roma a 64 anni. I pa­dri camilliani furono presenti a Taranto dal 1947 al 1973 nella parrocchia della Stella Maris a Porta Napoli e come cappellani dell’Ospedale tarantino.

San Bonaventura fu l’autore della biografia di San Francesco d’Assisi.

Martina Franca festeggia nel corso dell’anno il patrono San Martino tre volte: il 17 marzo, con la festa indicata come quel­la di “San Martino del sacco”, quella di luglio indicata con il nome di “San Martino della Aia” e quella dell’11 novem­bre indicata con il nome di San Martino delle Sementi. Delle tre feste la più antica è quella dell’11 novembre che risale al 1610.

Sn Martino fu vescovo di Tours in Francia, per 26 anni, ed an­cora oggi in Francia 500 città e 4 mila chiese portano il suo nome. E’ patrono delle diocesi di Tours, di Magonza, di Rot­temburg e di numerose città italiane. Il suo culto a Martina Franca è attestato fin dal 1260. Oggi è venerato dai martinesi nella splendida Basilica a lui intitolata in stile barocco. Pro­tegge i viaggiatori, i poveri, i fuggitivi, i prigionieri, i pastori, i soldati, i cavalieri, gli armaio­li, i tessitori, i commercianti di stoffe e di animali domestici e, in particolare, dei cavalli e delle oche. Viene invocato per la fer­tilità dei campi e per la guari­gione delle malattie infettive e contro il morso dei rettili.

Il 16 si festeggia la Madonna del Carmine, in modo solenne a Taranto, a Talsano, Faggia­no, Fragagnano, Pulsano, Grot­taglie, Mottola e Laterza. La domenica successiva al 16 per tradizione viene festeggiata a Martina Franca.

Quella della Madonna del Car­mine è la processione estiva per eccellenza. Fino allo scor­so anno sono stati numerosi i confratelli e le consorelle che si sono strette intorno alla bella statua lignea. Dal 1900 la pro­cessione fa una breve sosta nel­la Chiesa Carmelitana del SS. Crocifisso. Fino al 1900 la pro­cessione si svolgeva la Dome­nica successiva al giorno della festa e si raggiungeva anche la Città Antica. La parola Carme­lo, di origine ebraica, significa giardino.

La Madonna del Carmine si festeggia il 16 luglio perché in quel giorno del 1251 la Ma­donna apparve a Cambridge, a San Simone Stock e gli donò lo scapolare. In tale circostanza la Madonna promise che chiunque morirà con il suo scapolare non patirà il fuoco eterno. Nel 1322 in una Bolla Giovanni XXII aggiungeva che il primo sabato dopo la morte l’anima dei fedeli carmelitani sarebbe stata libe­rata dal Purgatorio.

Anche Giovanni Paolo II indos­sava l’abitino della Madonna del Carmine.

Promuovono la devozione alla Madonna i Padri Carmelitani, le Suore Carmelitane, il Terz’Or­dine Carmelitano e le Confra­ternite intitolate alla Madonna del Carmine.

Le nostre nonne nel passato avevano in casa l’immagine della Madonna. La Confraterni­ta del Carmine di Taranto, che oggi conta circa 3 mila iscritti, fu fondata il 10 agosto del 1675, mentre i Padri Carmelitani giunsero a Taranto la prima vol­ta nel 1460.

L’attuale Chiesa del Carmine fu costruita tra il 1500 e il 1600 e l’attuale facciata fu realizzata nel 1937

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche