04 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 04 Dicembre 2021 alle 17:42:00

News Provincia di Taranto

«Sessismo per quella foto sul web»

Il caso della responsabile cittadina di Laterza di Puglia Popolare approdato sulle cronache nazionali

Caterina Zilio, responsabile cittadina di Puglia Popolare a Laterza
Caterina Zilio, responsabile cittadina di Puglia Popolare a Laterza

LATERZA – Di sicuro, dal pun­to di vista politico non è stata la migliore campagna possibile. Poi, il sessismo sul web è sicu­ramente da condannare, a mag­gior ragione in epoca di #metoo e lotta per i diritti delle donne. Sta facendo discutere il caso di Caterina Zilio, responsabile cittadina di Puglia Popolare a Laterza: un manifesto sul web in cui la ‘fisicità’ ed un messag­gio non felicissimo ha scatena­to, oltre a qualche ironia, anche messaggi sessisti. A parlare è il presidente provinciale di Puglia Popolare, Massimiliano Stella­to: «Caterina Zilio non è can­didata alle elezioni regionali in Puglia e che questa è la prima volta che ricopre un ruolo poli­tico.Dopo essere stata nominata responsabile cittadina di Puglia Popolare a Laterza, Caterina Zilio ha avviato una campagna di adesione a livello locale. Ha preso la prima foto carina che le è capitata davanti e che è balzata persino alla ribalta delle testate giornalistiche nazionali, e l’ha postata su Facebook accom­pagnandola al logo del nostro movimento con una frase che i malpensanti hanno interpreta­to, ad arte, in maniera equivo­ca attribuendole un increscioso e sessista “doppio senso”» dice Stellato.

Il presidente provinciale di Pu­glia Popolare difende Zilio, anche se ammette che – forse per “inesperienza politica” – il messaggio andava veicolato di­versamente: «Preciso che Ca­terina Zilio, che da anni dedica la sua attenzione alle persone fragili con gravi disabilità, non ha concordato – dichiara Massi­miliano Stellato – tale, forse mi­gliorabile, strategia comunicati­va nè con il sottoscritto nè con i referenti regionali del nostro movimento ma ritengo che una donna in politica debba essere valutata per il suo impegno e la sua dedizione e non per il suo dècolletè».

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