12 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 11 Maggio 2021 alle 21:25:15

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Mons. Santoro: «Farò incontrare parroco e sindaco di Lizzano»

Scontro per la veglia di preghiera: interviene l’arcivescovo

Mons. Filippo Santoro
Mons. Filippo Santoro

“Esprimo vivo rammarico per i fatti recentemen­te verificatisi nella Parrocchia di S. Nicola a Lizzano e che hanno avuto una grande eco mediatica.

Un momento di preghiera, che per natura, è, e dovrebbe essere un momento aggregativo, che riu­nisce la Comunità Cristiana, è di­ventato, purtroppo, un motivo di divisione e di contrapposizione”.

A parlare è l’arcivescovo di Ta­ranto, mons. Filippo Santoro, il quale si farà promotore di un incontro tra il parroco don Giu­seppe Zito e il sindaco Antonietta D’Oria dopo il duro scontro sul momento di preghiera contro la legge anti-omofobia.

“Piazza e Chiesa a Lizzano de­vono continuare ad essere faro di accoglienza . di incontro e di cre­scita civile- dice l’arcivescovo- la Chiesa è Madre di tutti i suoi figli, e come tale accoglie e ama tutti senza distinzione alcuna.

Nella scia del luminoso insegna­mento di Papa Francesco, ribadi­sco come Padre e Pastore della Chiesa di Taranto che il mio desi­dero è quello di aiutare e accom­pagnare tutti a sostenere la fede del nostro popolo costruendo un clima di solidarietà, di rispetto reciproco e di collaborazione per il bene comune.

Desidero che cresca una Chiesa che sia capace di gettare “ponti” per allacciare rapporti, per co­struire opportunità più che ergere muri di separazione.

Le persone vanno “guardate” nel­le nostre comunità con gli occhi di Dio, nel pieno diritto, cioè, di ricevere, sentire e vivere da figli di Dio in un’unica famiglia dove ciascuno è simile, ma diverso, e dove la diversità di ognuno è un dono per la ricchezza della comu­nità, e dove si vive la fatica quo­tidiana verso la pienezza che il Vangelo ci indica e che illumina tutti gli aspetti della vita familia­re e sociale.

Così come non si brandisce l’ar­ma della fede- prosegue mons. Santoro- al contempo non si può brandire quella di qualsiasi ideo­logia. Per tale ragione condividia­mo la nota del 10 giugno del card. Bassetti, presidente della Cei, che sostiene che non è necessaria una nuova legge perché ‘esistono già adeguati presidi con cui preveni­re e reprime ogni comportamento violento o persecutorio’.

Insieme alla Cei, facciamo nostra l’affermazione di papa France­sco: “Nulla si guadagna con la violenza e tanto si perde”.

Il Papa mette “fuori gioco” “ogni tipo di razzismo o di esclusione come pure ogni reazione violen­ta destinata a rivelarsi a sua volta autodistruttiva”.

Auspico, pertanto, un confronto dialogico, franco e costruttivo fra le varie parti per lavorare in un clima di pace e serenità, co­struttivo e propositivo per tutta la bella comunità lizzanese.

Ho fiducia nella comunità lizza­nese perché si ristabilisca la sere­nità e il dialogo franco”.

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