30 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 29 Ottobre 2020 alle 09:13:06

Cronaca News

Hotspot, Lucaselli scrive al Prefetto e al Sindaco

Migranti in fuga: Vietri attacca, Cataldino risponde

Hotspot di Taranto
Hotspot di Taranto

“Come, purtroppo, si paventava da tempo, ven­ti immigrati ospiti dell’hotspot sono riusciti a scappare; non si conoscono le loro intenzioni, né le condizioni di salute di queste persone che potrebbero aggirarsi indisturbate in città o in zone limitrofe compromettendo la sicurezza dei cittadini”. E’ un passaggio della lettera inviata dalla deputata di Fratelli d’Italia, Ylenja Lucaselli, al prefetto Demetrio De Martino e al sindaco Rinaldo Melucci riguardo alla situazione del lo­cale hotspot.

“Per quanto a conoscenza della scrivente- pro­segue- l’hotspot di Taranto, da centro di prima accoglienza, identificazione e smistamento per non più di 72 ore è stato trasformato in una struttura per il ricovero in quarantena di cittadini stranieri, sbarcati e già identificati a Lampedusa. In condizioni inaccettabili opererebbero anche le forze dell’ordi­ne, donne e uomini che svolgono estenuanti turni sotto tempe­rature cocenti e, soprattutto, senza la dotazione dei necessari presidi di sicurezza”. Nella missiva, inoltre, si fa riferimento all’ispezione della parlamentare negata la settimana scorsa: “domenica 12 luglio avrei voluto fare visita all’hotspot di Taranto proprio per verificare le effettive condizioni di ac­coglienza dei migranti ospitati, ma l’accesso alla struttura mi è stato negato senza, peraltro, una minima giustificazione in merito al diniego. È, forse, il caso di rimarcare che il mandato parlamentare si attua grazie alle prerogative che ne tutelano la libertà d’esercizio, tra cui rientrano pienamente le attività di ispezione anche al di fuori del Parlamento, espressamente contemplate dall’articolo 3, comma 1, della legge 20 giugno 2003, n. 140”. Sulla questione è intervenuto anche Giampaolo Vietri, consigliere provinciale e comunale di Fratelli d’Italia. “Il sindaco di Taranto non resti silente dinnanzi alle vicende che riguardano l’hotspot. Come già ebbi modo di denuncia­re alcuni anni fa presentando una mozione consiliare contro la realizzazione dell’hotspot per l’identificazione di migranti nell’area portuale di Taranto, la struttura si dimostra inadegua­ta e non andava qui realizzata visti gli innumerevoli problemi che già affliggono il territorio e a cui le istituzioni sono chia­mate a far fronte- dice Vietri- a Taranto ci mancava l’hotspot dal quale gli immigrati irregolari addirittura fuggono facendo perdere le proprie tracce, mentre dovevano trascorrere il pe­riodo di quarantena preventiva. Ora chissà dove sono questi clandestini e chissà quali sono le loro condizioni sanitarie. È inoltre inammissibile che, nonostante la circolazione dei citta­dini tra i vari stati e regioni, sia sottoposta a rigidi protocolli, il governo italiano, che non ha decretato la fine dello stato d’emergenza, consenta ancora l’ingresso di immigrati irrego­lari nel nostro paese. Questo politica irresponsabile espone i nostri territori a gravi rischi sanitari e di sicurezza”.

C’è la risposta dell’assessore alla Polizia Locale, Gianni Ca­taldino. “L’amministrazione Melucci è solita non intervenire su argomenti così delicati, come la gestione dell’hotspot di Ta­ranto, per non cadere in strumentalizzazioni di pessima quali­tà che invece appassionano altri- dice Cataldino-come noto a chiunque abbia la competenza di approfondire i temi, prima di trattarli, quella struttura è gestita dalla Prefettura e vigilata dalla Questura, come avviene altrove ai sensi delle disposi­zioni del Ministero dell’Interno. Chiunque abbia un minimo senso delle istituzioni, inoltre, e non le usa per rivendicare posizioni politiche, dovrebbe evitare di essere così irrespon­sabile da parlare di rischi sanitari e di sicurezza, sminuendo il lavoro svolto dalla Prefettura e dalla Questura. Normalmen­te tendiamo a ignorare le uscite di rappresentanti politici che non si basino su solide posizioni giuridico-amministrative, ma nel caso del consigliere Giampaolo Vietri le lacune sono tali da non poter evitare di stigmatizzare un comportamento in linea con una scomposta e indecorosa campagna elettorale populista, tesa a disinformare e a cavalcare le ansie dei citta­dini. Forse al consigliere converrebbe occuparsi di temi meno impegnativi, per il bene delle sue ambizioni e, soprattutto, per il bene dell’opinione pubblica”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche