06 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 06 Maggio 2021 alle 15:58:04

Cronaca News

Ambiente Svenduto, nuovo stop. Forfait dei testimoni e così salta l’udienza

Ordinanza della Corte d’assise

L'ex Ilva di Taranto
L'ex Ilva di Taranto

Cinque testimoni hanno dato forfait e l’udienza di ieri mattina del processo Am­biente svenduto è saltata.

I testi, tecnici e docenti univer­sitari esperti di problematiche industriali e ambientali, prove­nienti da diverse regioni d’Ita­lia, tutti citati dalla difesa degli imputati, per motivi diversi non si sono presentati in udienza e hanno inviato delle giustifica­zioni, con motivazioni diverse, che sono al vaglio della Corte d’assise di Taranto. Per alcuni testi che hanno spiegato l’assen­za adducendo motivi di salute i giudici hanno disposto anche la visita medico-fiscale, riservan­dosi ulteriori valutazioni quan­do conosceranno l’esito dell’ac­certamento. Inoltre, a quattro di essi la Corte ha inflitto una multa di 500 euro.

Si tratta di provvedimenti con­siderati drastici ma che vengono adottati quando i testimoni con­vocati non si presentano in aula.

Nell’ordinanza, letta in aula dal presidente Stefania D’Er­rico, la Corte d’assise ha cen­surato i difensori lamentando un atteggiamento finalizzato a rinviare le ultime udienze, che poi sono anche le prime dopo la lunga sospensione imposta dal lockdown. “Nonostante lo sforzo organizzativo profuso per la regolare celebrazione del processo e la costante disponi­bilità della Corte alla program­mazione delle attività proces­suali, si è registrato – si legge nell’ordinanza- un intollerabile atteggiamento ostruzionistico delle difese degli imputati che ha sostanzialmente reso vano l’impegno profuso per la ripresa dell’attività giudiziaria”.

L’assenza dei testi dell’udienza di ieri ha scatenato una dura re­azione del Codacons. Usando parole pesanti, in una nota, l’as­sociazione, che fra le parti civili nel processo, ha accusato la di­fesa dei Riva di adottare strate­gie dilatorie minacciando espo­sti all’Ordine degli avvocati nei confronti dei difensori degli imputati e denunce nei confron­ti dei periti assenti in udienza. Secondo il Codacons ci sareb­bero gli estremi per presentare denunce per “per rifiuto di atti dovuti e favoreggiamento”.

I testi in calendario ieri, tecni­ci e docenti universitari, sono stati citati di nuovo per il 3 e il 4 settembre come ha disposto il presidente della Corte con l’ordinanza. Anche tre testi la cui audizione è stata fissata per oggi hanno presentato una giu­stificazione con motivazioni ri­tenute dalla Corte non sufficien­temente provate.

In considerazione dell’ordinan­za emessa ieri occorrerà veri­ficare cosa accadrà oggi e se saranno presenti. Sembra che l’udienza dovrebbe svolgersi re­golarmente con l’esame di alcu­ni consulenti della difesa.

Questa breve ma infuocata ap­pendice del processo, dopo mesi di stop dovuti al lockdown, vol­ge al termine. Si tornerà in aula (nella vecchia sede della Corte d’appello di Paolo VI) in legge­ro anticipo, il 3 settembre e non il 7, per recuperare l’udienza di ieri.

Si riprenderà con l’esame dei consulenti della difesa dei 47 imputati, di cui 44 persone fisi­che e tre società.

I vertici dell’Ilva gestione Riva sono accusati di reati che van­no dal disastro ambientale, all’avvelenamento di sostanze alimentati a reati contro la pub­blica amministrazione. Su alcu­ni capi d’imputazione relativi a queste ultime contestazioni incombe il rischio prescrizione. Anche per questo la Corte tenta di accelerare i tempi sin dall’i­nizio del dibattimento. Da gen­naio 2016 sono passati ormai più di quattro anni.

 

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