14 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Giugno 2021 alle 08:14:58

Cronaca News

Sos artigiani: si rischia il collasso

La crisi rischia di travolgere le piccole imprese

Sos artigiani: si rischia il collasso
Sos artigiani: si rischia il collasso

La prospettiva è fosca. Il nostro giornale lo aveva certificato pubblicando il rapporto Cerved sull’economia del territorio dopo il Covid. Emergeva un qua­dro preoccupante, con centinaia di piccole imprese che rischiano di essere spazzate via per l’impatto della crisi prodotta dalla pande­mia.

Ora sono le stesse categorie pro­duttive a confermare la dramma­ticità del momento e a chiedere interventi mirati per evitare i disa­stro. Tra i primi a lanciare l’allarme ci sono gli artigiani che aderiscono a Confartigianato, che chiedono «alla politica che ci rappresenta e ci amministra un forte senso di re­sponsabilità civile».

«Le note grandi crisi aperte sul territorio, in primis quella del side­rurgico ma anche quella del com­mercio e della piccola impresa in grande affanno – afferma la Con­fartigianato – disegnano un quadro produttivo e di mercato difficilissi­mo, con l’economia del nostro ter­ritorio che probabilmente, proprio subito dopo l’estate, presenterà un conto salatissimo proprio nei set­tori principali, con rischi di gravi flessioni produttive e di un netto calo dei posti di lavoro».

L’associazione degli artigiani ri­vendicano il ruolo di «piccole im­prese, gli artigiani, i commercianti che stanno tirando il faticoso carro dell’economia e del sociale, giorno per giorno, con grande impegno, con la loro attività di imprenditori alle prese con la difficilissima re­altà attuale che tutti conosciamo».

Confartigianato «ritiene necessa­ria, come assoluta priorità in que­sto momento, una grande coesione di tutti gli attori, sia pubblici che privati, in modo che possano con­tribuire allo sviluppo del sistema locale, attraverso un dialogo aperto e responsabile fra tutti i soggetti in gioco e in particolare con le pic­cole e medie imprese della produ­zione perché non si può pensare di governare un territorio prescinden­do da questa realtà». «Per questo – afferma l’associazione – è indi­spensabile che l’Amministrazione comunale di Taranto si confronti e si consulti con i rappresentanti, per acquisire dei pareri e elabora­re strategie di crescita complessiva per la città, ed in questo caso, ad esempio, ben venga la disponibili­tà manifestata dal nuovo assessore alle Attività produttive Fabrizio Manzulli ad agire in questa dire­zione, come ci auguriamo avven­ga anche nei maggiori comuni del­la provincia.

Crediamo che le Amministrazio­ni comunali del territorio, in pri­mis quella del capoluogo, possano svolgere un ruolo determinante per contribuire a sbloccare que­sta situazione di grave difficoltà economica e di prospettiva post covid (speriamo che sia davvero post), dando il giusto peso all’im­portanza strategica delle attività produttive del territorio, in modo che a fronte di un grande potenzia­le di attrarre risorse, a volte anche molto importanti, che comunque ci sono, si dia spazio, assieme alle associazioni di categoria del setto­re, ad opportunità di innovazione o di rinnovamento sulle quali ov­viamente come Confartigianato Taranto ci rendiamo disponibili a collaborare».

«Le amministrazioni locali – con­tinua l’associazione – devono infat­ti potenziare il confronto costrut­tivo con le maggiori associazioni imprenditoriali sulle strategie di sviluppo del territorio, ed è fonda­mentale un confronto costante per rilevare l’evoluzione delle necessi­tà delle imprese e per monitorare l’impatto delle azioni dell’ammini­strazione pubblica verso le attività produttive, vista la diffusa pre­senza di imprese artigiane e com­merciali. Così come è altrettanto indispensabile che le stesse mag­giori associazioni rappresentative si parlino e confrontino tra loro per trovare una sintesi condivisa da proporre alla politica su tutte le tematiche più importanti, com­preso tutti i DUC attivi nel territo­rio provinciale. Le nostre imprese necessitano ora più che mai di ri­sposte, di attenzione, di misure per l’innovazione, per il rafforzamento dell’internazionalizzazione e per gli investimenti, per lo sviluppo di reti infrastrutturali e logistiche, telematiche ed energetiche, e per un sano accesso al credito, solo per citare alcuni dei temi sui quali il confronto con le istituzioni del territorio è fondamentale. È infatti necessario, ognuno per la propria parte di responsabilità, rimboccar­si ancora di più le maniche, e lavo­rare senza soste per portare Taran­to e la sua economia al più presto fuori da questa drammatica crisi».

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