23 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Giugno 2021 alle 11:00:13

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Il culto della nostra terra a Sant’Anna

La nostra rubrica sulla “tarantinità”

Una processione dedicata a Sant'Anna
Una processione dedicata a Sant'Anna

Il prof. Antonio Fornaro, ideatore e curatore di questa rubrica, incentra il suo intervento sulla devozione dei tarantini per Sant’Anna e San Gioacchino, genitori della Ma­donna e nonni di Gesù. Questi i santi della settimana: Sant’Anna e San Gioacchino, San Pantale­one, Santi Nazario e Celso, San­ta Marta, San Leopoldo, Sant’I­gnazio e Sant’Alfonso.

Questa settimana la Chiesa ve­nera la Madonna sotto i titoli di Madonna del Buon Incontro, Della Speranza, Del Mirteto, Della Vita e Dei Laghi.

Questi i detti della settimana: “Il marito avaro a nessuna don­na è caro”, “Se non ti muovi ti mangiano le mosche”, “Tavola piena porta compagni, quella vuota cerca compagni”, Se vuoi vivere beato non ti piangere il passato”.

Questi gli approfondimenti su alcuni santi della settimana: i Santi Nazario e Celso furono martiri perseguitati da Diocle­ziano. Sant’Ambrogio scoprì i loro corpi in un giardino fuori città. Trasportò il corpo di Na­zario in una Chiesa davanti a Porta Romana che da allora pre­se il suo nome. Sulle reliquie di san Celso fu costruita una nuova Basilica.

Santa Marta è protettrice delle casalinghe. Alla morte del fra­tello Lazzaro corse da Gesù e ne chiese la resurrezione. Una reliquia del suo corpo, traspor­tata in una chiesa, diede forse il nome all’isola Martana nel lago di Bolsena.

San Leopoldo nacque in Dal­mazia ed è uno dei santi più re­centi della Chiesa. Era piccolo e malaticcio ma era un grande confessore e, anche quando fu ricoverato in ospedale perché colpito da un tumore, trascorse gli ultimi giorni della sua vita confessando.

Sant’Ignazio di Loyola fu il fondatore dei Gesuiti conosciu­ti come “Compagnia di Gesù”. Fu autore degli “Esercizi spiri­tuali”. Fu fedele alla Chiesa e al Papa e morì a Roma all’età di 65 anni il 31 luglio 1556. E’ il santo patrono dei militari.

Papa Francesco appartiene ai Gesuiti. Il nome di Ignazio a Ta­ranto è stato diffuso dai Gesuiti che per secoli hanno operato nel santuario della Madonna della Salute. Al loro santo fondatore è dedicata nello stesso santua­rio la prima cappella a sinistra. Quando i Gesuiti operavano nel santuario della Madonna della Salute il 31 luglio bevevano l’ac­qua benedetta e miracolosa del Santo.

Sant’Alfonso Maria dei Liguori fu avvocato napoletano e lasciò la toga per la tonaca. Dedicò la sua vita per i poveri di Napoli e per gli abitanti dei paesi vicini e dell’intera Campania. Fondò la Congregazione dei Redento­risti. Essi sono presenti a Fran­cavilla Fontana nella grande e bella chiesa vicino alla Chiesa Madre e il tempio da loro curato è conosciuto con l’appellativo di “Chiesa d’oro”.

Questa settimana Giuseppe Cra­vero ci ricorda che il 30 luglio 1977, dopo 6 anni di lavoro, fu inaugurato il lungo Ponte Pun­ta Penna Pizzone che l’anno successivo fu intitolato ad Aldo Moro.

Il Ponte fu inaugurato dal sot­tosegretario ai Lavori Pubblici on.le Antonio Laforgia. Il ponte venne a costare 40 miliardi di lire comprensivo delle spese per gli espropri dei terreni. E’ lun­go circa 2 mila metri e largo 27 metri e mezzo e alto 45 metri.

Sant’Anna era sterile e veniva per questo considerata una don­na afflitta. Era anche anziana. Il marito Gioacchino, dopo un di­giuno di 40 giorni nel deserto, fu raggiunto da un angelo con la notizia della nascita della figlia che fu poi la Madonna.

La storia di San Gioacchino, il cui nome significa “Dio mi ha innalzato”, è stato tramandato da una antica tradizione cristia­na. Era uomo virtuoso e si sposò a Gerusalemme in età avanzata con una vedova di nome Anna. Per molto tempo i due sposi non ebbero figli, ma poi ebbero la gioia di mettere al mondo la mamma di Gesù.

La parola Anna significa “Colei che rende grazie”. Un tempo San Gioacchino veniva festeggiato il 16 agosto e Sant’Anna il 25 lu­glio.

Oggi entrambi sono festeggiati il 26 luglio.

E’ molto antica la devozione dei tarantini a Sant’Anna che ha la radice nella Città Antica dove da sempre nella Chiesa intito­lata alla Santa le gestanti e le nonne si radunavano per prega­re per l’intera giornata davanti alla statua della Santa che viene affiancata dalle statue dei Santi Gioacchino e Omobono.

La chiesa ospita la statua ope­ra dell’autore tarantino Saverio Oliva e fu realizzata nel 1914. Nello stesso periodo fu realiz­zato l’altare in marmo.

Lo storico tarantino De Vin­centis e Mons. Blandamura ci hanno fatto conoscere la seco­lare storia di questa chiesa che nel passato fu usata anche come convento con l’annesso orfano­trofio femminile diventato poi ricovero di mendicità. A destra della chiesa c’era il ghetto de­gli Ebrei. L’antica chiesa fu poi abbattuta perché fatiscente e ri­costruita nella forma attuale nel 1913.

Nella Chiesa fu trovato allora un sepolcreto con ossa umane che furono traportate con due camion al cimitero di San Bru­none. Si legge che sotto il pavi­mento dell’abbattuta chiesa ve­nivano sepolte le persone uccise. Nella stessa c’erano reliquie di Sant’Anna e San Gioacchino provenienti dal vicino Conven­to di San Giovanni Battista. In ogni casa sul comò dei taranti­ni era presente nella stanza da letto una statuina di Sant’Anna sotto una campana di vetro e le gestanti e le nonne la pregavano in dialetto tarantino. Le gestanti portavano anche devotamen­te l’abitino di Sant’Anna e chi aveva la febbre guariva bevendo l’acqua benedetta di Sant’Anna.

Nei tempi passati si confezio­nava anche la rosa artificiale di Sant’Anna nel momento in cui era prossimo il parto.

Sant’Anna è patrona di Caser­ta, Vernole ed è molto venerata anche a Lecce e Ceglie Mes­sapica. Protegge le partorienti, le lavandaie, le ricamatrici, gli orefici, i falegnami, gli ebanisti, i naviganti ed è invocata dagli agonizzanti.

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