19 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Giugno 2021 alle 18:23:13

Gabriella Ressa - foto di Rosa Colacoci
Gabriella Ressa - foto di Rosa Colacoci

“La radio mi ha fatto pensare in grande. Mi ha fatto pen­sare a dove mi avrebbe potuto con­durre il potere delle parole” (Jay -Z).

Vera, fortemente reale, questa affer­mazione relativa alla radio, a questa scatola magica che da un secolo por­ta parole e suoni nelle case di tutto il mondo.

Erano gli anni del dopoguerra, non c’era ancora la TV e la gente si ritro­vava nelle case attorno alla radio.

Giornalista e direttrice di Radio Cit­tadella da 26 anni, Gabriella Ressa, prota­gonista di questo racconto di Neruda Award, con la sua preziosa collabo­razione ed interviste nelle ultime due edizioni del premio internazionale.

«Il giornalismo è arrivato per caso. Laureata in lingue, lavoravo, molto giovane in una multinazionale e mi recai a Radio Cittadella per un even­to. Nel corso dell’intervista la re­sponsabile Maria Silvestrini mi invi­tò a provare questa strada. Da allora (1994) non l’ho più lasciata», esordi­sce con questo ricordo la giornalista.

In questo quarto di secolo ha saputo dimostrare le sue doti professionali ed umane.

«Una persona speciale, vivace, aper­ta, amica di tutti grazie alla sua leal­tà», mi dice Maddalena Orlando, sua amica e collega.

Tra l’altro in tutti questi anni Radio Cittadella è stata fucina per tanti nuovi giornalisti, oggi affermati ed apprezzati.

«Abbiamo di recente festeggiato l’anno del nuovo corso, con informa­zione, musica, programmi di qualità. Mi è sembrato un segno…

La radio e la condivisione giornalie­ra hanno creato legami consolidati nel tempo. E mi piace percorrerlo con le persone che mi conoscono nell’anima. Questi legami sono per me fondamentali ed aiutano a rac­contare meglio il territorio, le perso­ne, i fatti, gli accadimenti sperando in un cambiamento ed esultando per le buone notizie – sempre Gabriella a raccontarsi – Finalmente Taranto cerca di staccarsi, con fatica, dalla dipendenza dell’acciaio, cercando nuove strade».

Oggi la radio è cambiata ritagliando­si il suo spazio nonostante la presen­za ingombrante della TV e sfruttan­do le sinergie con il web ed i social network.

Radio Cittadella si è appunto innova­ta su tre direttrici: conoscenza, con­fronto e libere opinioni. In tale ottica la trasmissione “Le buone notizie” di Gabriella Ressa, in onda dalle 11.00 alle 12.00 da lunedì a venerdì, per parlare di cultura, sociale, spettacolo,

ambiente, salute, ecclesiale.

Un taglio fortemente propositivo per far risaltare i tanti eventi del nostro territorio e far germogliare speranza.

“E se le nostre mani si stringeranno in un altro sogno, noi costruiremo un’altra torre nel cielo”, affermava il poeta K. Gibran.

Altro tratto distintivo e caratteriz­zante la nostra protagonista è la fede, certamente più profonda e consape­vole rispetto alla ragazza di anni or sono. Una fede più matura ed anche immersa nel sociale.

Ed ecco la costituzione assieme ad altre amiche dell’associazione Ami­cA, di cui è presidente, con l’intento e l’operato di seguire ed aiutare le famiglie in grave stato di bisogno.

«Recarsi in casa, entrare in punta di piedi, essere un supporto silenzioso e vedere i bambini contenti…», ag­giunge Gabriella, facendomi ricor­dando un pensiero di Madre Teresa:

“Chi nel cammino della vita ha acce­so anche soltanto una fiaccola nell’o­ra più buia di qualcuno non è vissuto invano”.

La conversazione con la direttrice di­venta sempre più intensa e profonda, quasi come se fossimo alla radio, e lei aggiunge la domanda più crucia­le dell’esistenza umana: «D’altronde, chi siamo noi? Perché siamo nati in questo periodo storico ed in questo posto? Tante, tante volte questa do­manda, ma non ho una risposta.

So solamente che devo sfruttare tut­te le mie risorse per operare bene. Anche se il tempo scorre ed i segni sul mio volto lo raccontano, ciò che importa veramente è la luce negli oc­chi. Quella vorrei che non si spegnes­se fino all’ultimo dei miei giorni».

“Ho passato la vita a guardare negli occhi della gente. È l’unico luogo del corpo dove forse esiste ancora un’a­nima” (José Saramago).

Buon lavoro e lunga vita, Gabriella Ressa, e… continua a regalare un sorriso a chi non l’ha mai avuto!

Saverio Sinopoli
Presidente associazione
culturale “Pablo Neruda”

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