18 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Giugno 2021 alle 15:55:45

Cronaca News

Ex Ilva, la Fiom boccia ancora l’idrogeno: «Ipotesi fantasiosa»

L'ex Ilva
L'ex Ilva

Credo che l’intervento dello Stato in certe situazioni sia quasi ineludi­bile, ma ho sempre detto che deve essere un intervento temporaneo e a supporto di quelle aziende che lo meritano”. Così il presidente di Federacciai, Alessandro Ban­zato, risponde interpellato sulla possibilità di un ritorno dello Stato nel capitale dell’ex Ilva, ma anche in altre aziende italiane. “Aiutiamo le aziende che lo meritano ad uscire dal momento di crisi ma una volta che si sono ristabilite le buone condizioni di competitività, credo sia necessario rida­re le aziende in mano al privato in modo che possano competere in totale liberta’”, aggiunge Banzato, durante il webinar “Mercato & Dintorni” organizzato da Si­derweb.

Il settore dell’acciaio potrebbe chiudere il 2020 con un calo della produ­zione del 15%. La previsione è del presi­dente di Federacciai e di Acciaierie Vene­te, Alessandro Banzato, durante il webinar. Il settore arriva da un pesante calo a marzo (-40%) e aprile (-42,5%), per registrare “un piccolo recupero a maggio (-16%) e giugno (-13%) e, gioco forza, chiudere il primo se­mestre dell’anno a -19,7%”, spiega Banzato. Sulla vicenda Arcelor Mittal “il sindacato non è convocato da due mesi” mentre noi “vorremmo fare una discussione che allo stato ci è totalmente negata” ha detto inve­ce la segretaria generale della Fiom Cgil, Francesca Re David, in occasione dell’in­contro organizzato a Bari sul tema ‘L’indu­stria metalmeccanica in Puglia. Strategie per superare la crisi e sostenere sviluppo e occupazione’.

Per Re David, si tratta di “un nodo irrisolto enorme, perchè l’Ilva sta in queste condizioni da dieci anni e non si capisce cosa succede”. “Il sindacato non è convocato da due mesi – ha precisato – e l’ultima volta che è stato convocato è per­chè abbiamo scioperato in tutti gli stabi­limenti. Quando veniamo convocati non ci viene detto nulla”. “Noi – ha prosegui­to – abbiamo fatto un accordo che non è stato rispettato dal Governo e da Mittal. Non sappiamo di cosa stanno discutendo, sentiamo delle cose fantasiose, anche inte­ressanti, ma fantasiose. Perchè pensare di sostituire oggi con l’idrogeno il ciclo inte­grato significa far finta che non ci voglio­no dieci anni per l’idrogeno”. “Quindi – ha evidenziato – vorremmo capire che cosa succede in questa fase, se vengono rispet­tati gli accordi, se lo Stato pensa di entrare e porre il problema dei licenziamenti che noi avevamo risolto con un accordo che ne prevedeva zero”. “Attendere settembre per ArcelorMittal , o meglio, l’esito della campagna elettorale e le elezioni regionali in Puglia dove si gioca una partita crucia­le, è scorretto. E’ cosa grave. Avevamo già intuito che orientamento del Governo era quello di prendere tempo e ogni giorno ne abbiamo conferma”. Lo ha dichiarato all’a­genzia Agi Francesco Brigati della Fiom Cgil. Il sindacato tiene oggi una iniziativa a Bari, presente Francesca Re David, se­gretaria generale dell’organizzazione. “Al momento non sono in calendario incontri con ArcelorMittal per discutere della nuo­va fase di cassa integrazione, quindi resta confermato, dal 3 agosto prossimo, l’avvio di 13 settimane di cassa integrazione or­dinaria per un numero massimo di circa 8.150 addetti”. “A settembre bisognerà poi vedere se e come il siderurgico riparte e se per caso ci sono nuove commesse in entra­ta”, afferma Brigati. “Se consideriamo che l’ultimo confronto con i ministri l’abbiamo fatto il 9 giugno e che allora ci fu detto che si saremmo reincontrati – presente pure Arcelor che era invece assente il 9 giu­gno – a stretto giro, mentre non è accaduto assolutamente nulla, si evidenzia come il rinvio, l’attendismo, il prorogare, siano tut­ti elementi gravi che certo non aiutano la soluzione del problema, ma la complicano ulteriormente”.

 

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