05 Dicembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 04 Dicembre 2020 alle 22:06:49

Cultura News

La leggenda di Caterina, principessa “a mezzo busto”

Nelle notti di luna piena sembra che appaia al Castello di Pulsano

Il Castello De Falconibus a Pulsano
Il Castello De Falconibus a Pulsano

Al Castello De Falconibus di Pul­sano è legata, oltre alla eroica parte­cipazione di Giovanni Antonio De Falconibus e di 40 giovani pulsa­nesi accorsi nella difesa di Otranto nel 1480 (come abbiamo ricordato quanche settimana fa), la leggen­da della cosiddetta principessa “a mezzo busto”. È una leggenda che i pulsanesi, ma anche gli abitanti dei paesi viciniori conoscono bene, che si perde nella notte dei tempi, ma che si tramanda ancora ai nostri giorni. È una leggenda che cattura e sgomenta per la sua crudeltà. Si racconta che nelle notti di luna pie­na una bellissima ragazza, vestita di bianco e dai lunghi capelli bion­di, appaia “a mezzo busto” sugli spalti del castello per scomparire subito dopo. Il suo nome? Caterina. Della nobile famiglia dei signori di Pulsano, figlia di Renzo De Fal­conibus. Siamo nel 1300 e la bella ragazza andò in sposa ad un perso­naggio senza scrupoli, anzi dovrei dire losco. Pare che costui, dopo la morte di Renzo (1286 – 1326), caduto in battaglia con i suoi fede­lissimi per difendere la sua gente dalle orde africane (lungo il litorale pulsanese c’è una zona detta “Ter­ra rossa” per il sangue, si racconta, versato nell’occasione) l’abbia ven­duta in cambio di alcune proprietà nell’agro di Ugento agli zii, i quali si impossessarono dei suoi beni, la rinchiusero in prigione e, infine, la decapitarono gettandola nella torre rotonda.

Un’ altra versione, piuttosto fan­tasiosa, racconta del presunto tra­dimento della bella Caterina : il marito, tornato all’improvviso nel castello, la trovò a letto con l’aman­te. A questo punto la disconobbe e la riconsegno’ ai parenti perché la rinchiudessero nella torre e se ne li­berassero. Ma il fatto che il marito e i parenti cercassero con le buone e le cattive di convincere i paggi e i servi a deporre contro la ragazza, getta una luce bieca sul loro opera­to e, in qualche modo, libera Cate­rina dall’atroce sospetto.

Saperne di più, come sarebbe au­spicabile, purtroppo non è possibi­le. Ma se è vero che ogni leggenda nasconda una parte di verità an­che questa di Caterina, tra l’ altro tramandata anche con il nome di Angelica per la sua splendida bel­lezza, può celare qualche verità : le immancabili trame di palazzo, l’in­gordigia dei parenti (zii compresi), la pochezza e miseria spirituale del marito ci riportano ad un Medioe­vo fosco, che ci ha regalato molte storie simili, ricche di mistero e di crudeltà, e non si finisce di fanta­sticare!

Una cosa è certa: la leggenda della principessa “a mezzo busto” ha re­sistito nel tempo e la vecchia, anzi vecchissima, custode del castello, da un po’ di anni scomparsa all’e­tà di 91 anni, nota a Pulsano come Mamma ‘Cia (al secolo Lucia Fri­scina), che ha trascorso tutta la vita in un alloggio attiguo al Castello, vivendo umilmente e occupandosi con premura della manutenzio­ne delle aree esterne e del grande giardino, ricco di fiori e di piante da frutto che circondava le torri del castello, non mancava di rievocare, con rispetto e discrezione, la leg­genda della principessa. Anzi, era convinta di vederla nelle notti di luna piena sugli spalti del castello e di scambiare con lei qualche fra­se. Pura fantasia? Certo, non c’è da giurare sulla veridicità delle sue af­fermazioni, ma è innegabile che la leggenda abbia un suo fascino. Al punto che, alcuni anni fa (2013), la Pro Loco di Pulsano invitò il team dei Ghost Hunters Puglia a fare delle ricerche sul campo con vide­ocamere e fotocamere particolari, registratori di ultrasuoni e infra­suoni e rilevatori di campi elettro­magnetici e le televisioni locali si sbizzarrirono a tal punto da richia­mare sul posto schiere di visitatori e di curiosi. Come sia andata non so, ma penso che i risultati siano stati scarsi, visto il poco seguito della cosa.

Quello di Caterina resta comun­que, come tante cose nella vita e nella storia, un mistero insoluto, ma non finisce di catturarci ed inquietarci. E, anche se inventata, mi chiedo da quale mente sia stata partorita una simile leggenda dal sapore elisabettiano… e perché vi abbia posto al centro una innocente creatura, bella, anzi bellissima ma sfortunata.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche