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Doppia preferenza di genere, «Brutto segnale per la politica e non solo»

Il parere di Lopane dopo la mancata approvazione della legge

Gianfranco Lopane
Gianfranco Lopane

«Il Consiglio re­gionale avrebbe dovuto dimo­strare molto più coraggio in me­rito ad una situazione che in altri contesti istituzionali è già acqui­sita da molti anni».

Così Gianfranco Lopane, ex sindaco di Laterza, candidato al Consiglio regionale nella li­sta “Con”, a sostegno di Michele Emiliano, in riferimento al caso relativo alla mancata approva­zione della legge sulla doppia preferenza di genere a tutela del­le donne. Nei giorni scorsi, in­fatti, il Consiglio regionale non è riuscito ad approvare la doppia preferenza di genere alla legge elettorale regionale, nonostante già il 23 luglio fosse arrivata la diffida firmata dal premier Giu­seppe Conte e dal ministro per gli affari regionali, Francesco Boccia.

«Viviamo ormai da tempo in contesti dove la parità di genere è già concreta – evidenzia Lopa­ne – la Pubblica Amministrazio­ne ha già potuto sperimentare come il supporto del genere fem­minile sia positivo e determi­nante. Ritengo che un intervento legislativo in questo senso sia improcrastinabile A questo pun­to l’auspicio è che il Governo, at­traverso i poteri sostitutivi, possa porre rimedio quanto prima».

E, in merito alla bagarre in aula durante i lavori della massima assise regionale, Lopane ag­giunge «non voglio entrare nel­le dinamiche che hanno portato alla mancata approvazione della legge sulla doppia preferenza di genere, dico semplicemente che un politico non può permettersi di guardare al passato. In que­sto senso – conclude Gianfranco Lopane – non posso evitare di sottolineare come i 2000 emen­damenti presentati dall’opposi­zione siano stati un brutto segna­le per la politica e per la vita in generale».

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