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Cultura, proviamo a diventare Capitale

Presentata la candidatura di Taranto per il 2022

Il sindaco Melucci e il vicesindaco Marti
Il sindaco Melucci e il vicesindaco Marti

Taranto ci prova. Anzi, ci riprova. Il Covid ha fatto slittare le date: Parma si godrà il 2021 e per il 2022 è pronta la can­didatura della Città dei Due Mari. Non da sola, ma attraverso un in­telligente gioco di squadra con i Comuni della Grecìa salentina. Il dossier, pronto già prima della quarantena, è stato nel frattempo irrobustito.

«Nel nostro dossier c’è più anima», ha detto il sindaco Rinaldo Meluc­ci alla presentazione ufficiale che si è tenuta giovedì 30 luglio al Teatro Fusco. Nutrita la rappresentanza istituzionale: oltre al primo citta­dino, a svelare i segreti del dossier sono stati gli assessori Fabiano Marti (cultura), Fabrizio Manzulli (turismo), Ubaldo Occhinegro (la­vori pubblici). Con loro il sindaco di Castrignano de’ Greci, Roberto Casaluci, accompagnato da Massi­mo Manera, sindaco di Sternatia e presidente della fondazione “Notte della Taranta”, nonché componen­te del comitato scientifico che so­sterrà la candidatura di Taranto e della Grecìa. Presenti, fra gli altri, il presidente della Camera di Com­mercio, Luigi Sportelli, e l’onore­vole Rosa D’Amato.

Per il sindaco Melucci la candida­tura a Capitale della Cultura è un ulteriore segno di svolta nel processo di sviluppo ecosostenibile della città: «Stiamo entrando in una dimensione nuova di questa città, la immaginiamo per come sarà domani». E non a caso a in­trodurre il dossier c’è il richiamo ai «bambini non ancora nati», alla città che dovranno vivere domani.

«Vogliamo dare spazio – è sempre il sindaco a parlare – alle energie positive di questa città, risorse che c’erano anche prima ma che non erano messe a sistema e non erano valorizzate dagli enti locali. Ci sia­mo scrollati di dosso l’immagine di città lamentosa. Se ci riusciamo, la storia cambia davvero», anche se ha ricordato che in questi percorsi non c’è soltanto la qualità tecnica delle proposte a fare puntrggio ma… il peso della politica.

«Dobbiamo vedercela con concor­renti importanti (in totale sono 44 le candidature, tra cui la pugliese Trani, ndr) ma abbiamo profuso il massimo impegno per farcela», ha osservato il vicesindaco Marti.

Casaluci ha ricordato le comuni radici greche, «che hanno favorito l’incontro fra Taranto e la Grecìa. Un incontro visto con grande favo­re da Manera: «Da decenni i nostri 12 comuni lavorano sinergicamen­te sui temi della cultura, abbiamo pensato di allargare questo approc­cio rinunciando alla nostra candidatura e abbracciando la visione di Taranto e la nostra storia comune, puntando sulla contemporaneità dell’elemento ambientale».

Il saluto del presidente della Re­gione, Michele Emiliano, lo ha portato il suo consigliere per l’am­biente e già vicesindaco di Taran­to, Rocco De Franchi: «Ci sono realtà che dimostrano di sapersi rialzare, Taranto è fra queste. Qui c’è stato un lavoro che ha saputo unire la comunità. Se vince Ta­ranto avrà vinto la Puglia intera». Ma quali sono i pilastri sui quali si fonda la candidatura? Eccoli: la Concattedrale di Gio Ponti, MarTa, i Delfini, la Magna Grecia, eventi come il Medimex, la Biennale del Mediterraneo, il Festival della So­stenibilità, il Festival della Valle d’Itria, Paisiello, artisti come Edo­ardo Tresoldi, intellettuali come Alessandro Leogrande, istituzioni come il National Geographic. Piut­tosto assortito il comitato scientifi­co: Alessandro Melis (architetto), Manoocher Deghati (fotografo), Antonella Viola (scienziata), Gian­carlo De Cataldo (scrittore), Edo­ardo Tresoli (artista), Massimo Manera (manager culturale), Nico­la Martinucci (cantante lirico), Be­nedetta Pilato (atleta), Angelo Mel­lone (giornalista), Roberto Ferri (artista).

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