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Madonna del pane e della neve

La nostra rubrica sulla “tarantinità”

La parrocchia Santa Maria della Neve di Crispiano
La parrocchia Santa Maria della Neve di Crispiano

La settimana che va dal 2 all’8 agosto vede una serie di interessanti appunta­menti tradizionali che saranno trattati dal prof. Antonio For­naro, ideatore e curatore di que­sta rubrica.

Fornaro fa subito sapere che la settimana non si caratterizza soltanto per la festa in onore della Madonna del Pane a No­voli e di quella della Neve a Crispiano, ma nella settimana si festeggiano anche la Trasfigu­razione di Cristo, Sant’Emidio, patrono di Leporano, San Gae­tano, venerato a Taranto e Liz­zano e San Domenico, venerato a Taranto e Martina Franca.

Questi i santi della settimana: Sant’Eusebio da Vercelli, San Pietro di Anagni, San Giovanni Maria Vianney, Sant’Emodio, la Trasfigurazione del Signore, San Gaetano da Thien e San Domenico di Guzman.

Questi i detti della settimana: “Volpe che dorme è sempre ma­gra”, “Chi cammina lecca, chi sta a casa secca”, “Vende il sole e compra l’olio”.

In questa settimana la Chiesa cattolica festeggia la Madonna sotto i titoli di: Madonna de­gli Angeli, Scala del Paradiso, Madonna del Grappa, Madonna della Neve, Del Pane e Delle Lacrime.

Giuseppe Cravero ci ricorda che la notte del 2 agosto 1916 in Mar Piccolo saltò in aria la Corazzata Leonardo Da Vin­ci. Morirono 21 ufficiali, 227 membri dell’equipaggio e il comandante della stessa nave. I loro corpi riposano nel Cimite­ro di Taranto. Nel 1923 la nave fu venduta per 4 milioni di lire ad una ditta che la demolì. Pri­ma della demolizione la nave fu ormeggiata in via Garibaldi e fu presa d’assalto dai tarantini che volevano portare nelle loro case un ricordo della sfortunata corazzata. Nel 1928 la Marina Militare consegnò al sindaco di Taranto il busto di Leonardo da Vinci che oggi si può ammirare nella villa Peripato.

Ritornando ai santi Fornaro ri­corda che durante la Trasfigu­razione del Signore il volto di Gesù risplendente come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. La Trasfigurazio­ne viene festeggiata per ricor­dare la notizia della vittoria di Belgrado contro i Turchi che giunse a Roma il 6 agosto 1456.

A Novoli, il paese conosciuto per la grande focara in occasio­ne della festa di Sant’Antonio Abate, dal 1707 si festeggia la Madonna del Pane, una icona di Costantinopoli. Nel 1707 ci fu a Novoli una grande pestilenza e la Madonna, vestita di bianco e con un pezzo di pane si pre­sentò ad una povera analfabeta dicendo di andare dal parroco e di invitarlo a distribuire il pane miracoloso agli ammalati di peste. Il parroco sulle prime non credette, ma poi di fronte al miracolo si arrese. Ancora oggi i devoti di Novoli pregano da­vanti alla statua della Madonna del Pane recitando la Salve Re­gina.

La Madonna della Neve si fe­steggia a Crispiano. Il 5 agosto a Roma e a Crispiano si festeg­gia la Madonna sotto questo titolo perché apparve ad un pa­storello e al Papa indicando il luogo dove voleva che sorgesse una chiesa a Lei dedicata. Si tratta dell’attuale Basilica ro­mana di Santa Maria Maggiore.

A Crispiano la Madonna della Neve si venera dal 1826 quando fu fondata la prima parrocchia. Ai crispianesi tale culto fu in­segnato dai martinesi.

San Domenico di Guzman nac­que nel 1170 e morì nel 1221. Da giovane abbracciò la pover­tà ed era convinto che anche il clero dovesse tornare all’au­sterità delle origini. Ordinato sacerdote nel 1196 fondò l’Or­dine dei Domenicani e si battè perché anche alle donne fosse consentito di raggrupparsi in ordini e comunità monastiche e religiose. A Taranto San Dome­nico viene venerato nel trecen­tesco tempio della città antica da dove il Giovedì Santo esce la Processione dell’Addolorata. A Martina Franca una bella e grande parrocchia è intitolata a San Domenico. Sant’Emidio nacque in Germania tra il 273 e il 279. Fu consacrato vescovo e fu decapitato ad Ascoli Piceno il 5 agosto del 309 ad appena 30 anni. Nel 1710 Leporano fu risparmiata da un terremoto e dal 1742 tra i leporanesi si dif­fuse il nome di Emidio la cui pianta devozionale è il basilico. Si racconta che, all’indomani dello scampato pericolo del ter­remoto, un pescatore di nome Arcangelo vide nel porticciolo di Leporano una bella statua di un santo, era quella di Sant’E­midio che fu miracolosamen­te strappata dallo scoglio da 4 giovani, pur essendo pesantis­sima. La statua fu portata nella chiesa e sullo scoglio rimasero per ben tre secoli le orme del santo che oggi è patrono di Le­porano. San Gaetano è patrono di Lizzano dal 1656 e si festeg­gia anche a Massafra. Della antica chiesa di San Gaetano nella città antica di Taranto sono rimaste soltanto le pareti esterne e la facciata risalenti al 1796. La Chiesa fu dismessa nel 1968. Taranto conserva anche una statua miracolosa del santo del 1600 di scuola napoletana. E’ miracoloso perché nel 1658, quando imperversava la peste, sotto l’occhio sinistro della sta­tua apparve un rigonfiamento che poi scomparve come segno che la peste si era allontana­ta da Taranto. Anticamente la chiesa di San Gaetano era di origine medievale ed era inti­tolata a San Nicola alla Cava. A Taranto i cittadini che por­tano il nome di Gaetano sono conosciuti anche con quello di Tanino.

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