09 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 09 Maggio 2021 alle 08:03:03

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Statte, nell’area confiscata alla mafia nascerà un canile sanitario

Statte, nell’area confiscata alla mafia nascerà un canile sanitario
Statte, nell’area confiscata alla mafia nascerà un canile sanitario

STATTE – «Un tempo in quel­la auto carrozzeria è probabile siano passati i boss della mala locale, quelli che negli anni ‘80 gestivano non solo affari illega­li, ma anche l’importante colle­gamento con i clan della camor­ra e della Sacra Corona Unita. Per questo restituire agli usi ci­vici un patrimonio confiscato è non solo colpire nel profondo gli interessi economici della delin­quenza locale, ma, in qualche maniera, anche riabilitare un pezzo di territorio per troppo tempo associato alla mala».

Parla così l’assessore all’ecolo­gia e ambiente del Comune di Statte, Angelo Miccoli, dei lavo­ri appena partiti all’interno del complesso immobiliare confi­scato alla criminalità organizza­ta nel novembre del 2009. «L’area dell’ex Italferro Sud – spiegano dall’amministrazione comunale – a ridosso della zona Pip del Comune di Statte, tra circa 300 giorni potrà ospita­re infatti il canile sanitario del Comune di Statte. 3mila metri quadrati in cui troveranno rico­vero 114 cani e in cui si potrà affrontare anche la problematica del randagismo con le armi della consulenza sanitaria e medico-veterinaria adeguata».

Il cantiere interamente finanzia­to dalla Regione Puglia è il pri­mo progetto sui beni confiscati alla mafia approvato per l’intero territorio regionale.

«Si tratta di 892mila euro, a va­lere sulla dotazione dell’Azione 9.14 “Interventi per la diffusio­ne della legalità” del Por Puglia 2014/2020 – spiega il sindaco di Statte, Franco Andrioli – che consentiranno all’ente civico di potersi dotare di una eccellenza e affrontare anche con maggiore incisività il problema dell’ab­bandono dei cani e della loro si­curezza, nonché dell’incolumità dell’intera popolazione.

Il canile sanitario sarà dotato di spazi adeguati per il ricove­ro, aree per lo sgambettamen­to, locali di servizio e ambienti destinati al controllo e alle cure medico veterinarie. Come previ­sto dal bando regionale dopo la realizzazione della struttura (il cantiere è partito lo scorso lu­nedì), l’amministrazione comu­nale dovrà realizzare un bando contestuale per la gestione ad una associazione riconosciuta in tema di protezione e tutela degli animali».

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