25 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 24 Giugno 2021 alle 18:55:18

Cronaca News

Arcelor, stop impianti per manutenzione

La comunicazione dell’azienda. Patuanelli: il futuro non è il carbone

Arcelor Mittal
Arcelor Mittal

ArcelorMittal Italia chiude gli uffici per ferie, ferma – per effettuare manutenzione – alcune attività dell’area a freddo, ma altiforni e acciaieria di Taranto, essendo a ciclo continuo, restano in mar­cia. Lo annuncia la stessa multinazionale in una nota. In particolare gli uffici di Ar­celormittal Italia “effettueranno due setti­mane di chiusura, in questo periodo estivo, dal 3 al 16 agosto prossimi. Durante le due settimane, per quanto riguarda nello spe­cifico lo stabilimento di Taranto, è previ­sto il regolare mantenimento in esercizio dell’area a caldo e la fermata di alcuni re­parti per finalizzare interventi di ordinaria manutenzione che interesseranno, in par­ticolare, il Treno Lamiere, il Decapaggio, il Decatreno e la Zincatura 1 e 2”. “Tutti gli impianti dello stabilimento di Novi Li­gure osserveranno le stesse due settimane di chiusura, mentre in quello di Genova, sempre dal 3 al 16 agosto, si fermeranno la Zincatura 5 e il Decatreno” annuncia ArcelorMittal specificando infine che “gli uffici riapriranno regolarmente lunedì 17 agosto”.

Di Ilva e Taranto è tornato a parlare il mi­nistro per lo Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli: “C’è un accordo del 4 marzo che ha all’interno un piano industriale. Quell’accordo, su cui si sta confrontando Invitalia con Ami, prevede una serie di cose già comunicate dal 4 marzo. Io credo che però vada fatta una riflessione molto importante sul futuro dell’area a caldo a Taranto, ma adesso dobbiamo lasciare che Invitalia e Ami verifichino l’effettiva vo­lontà di Mittal sul sito di Taranto” ha di­chiarato Patuanelli a margine di un incon­tro organizzato da Confindustria Liguria, rispondendo ai giornalisti sul futuro di Ar­celor Mittal, del piano industriale e dell’a­rea a caldo di Taranto: “Ho già detto chia­ramente che non è più pensabile rivedere le scene del 4 luglio con quei polveroni che si alzano invadono la città di Taranto e tutta un’area della Puglia – ha sottolineato il mi­nistro – Il futuro non può essere il carbo­ne”. “Io ricevo ogni giorno richieste di con­vocazioni al tavolo, ma io convoco i tavoli quando ho novità da comunicare o scelte da fare assieme alle parti sociali. Convoca­re un tavolo tanto per, non credo che sia di utilità per nessuno” ha proseguito.

“In questo momento, come tutti sanno, c’è un percorso che deve portare alla Due di­ligence che Invitalia ha chiesto e ottenuto per vedere quanto vale Ami – ha detto Pa­tuanelli – quindi credo che in quel momen­to, penso a settembre, sarà la volta in cui ci confronteremo con le parti sociali sul percorso da svolgere”.

Altra questione, quella delle acque reflue, di cui è tornato a parlare il sottosegretario Turco: “ArcelorMittal, gestore del siderur­gico di Taranto, ci ha comunicato che per loro è superfluo l’impianto che prevede, per le necessità produttive dello stabilimento, l’uso delle acque reflue dei depuratori di Taranto al posto dell’attuale acqua del Sin­ni, in quanto non utilizzabili”. Sette giorni fa il progetto per l’uso dei reflui in acciaie­ria è stato stoppato in un vertice presieduto dallo stesso Turco.

“ArcelorMittal ci ha dichiarato, e io l’ho fatto mettere a verbale perché non esisteva alcuna comunicazione scritta al riguardo, che per l’azienda quelle acque non sono utilizzabili nel processo produttivo”, ha ri­ferito il sottosegretario.

“Attendiamo adesso una comunicazione scritta di ArcelorMittal che ci specifichi le motivazioni perché queste acque non si possono utilizzare, benché conformi a uno specifico decreto ministeriale”.

“Noi abbiamo comunque intenzione di realizzare questo piano”, ha confermato Turco, “anche perché c’è una norma che prevede l’uso dei reflui per le esigenze produttive dell’acciaieria. Abbiamo anche delle risorse: l’impianto lo faremo e ab­biamo chiesto ad Acquedotto Pugliese il cronoprogramma dei lavori e la dotazione finanziaria complessiva che è necessaria. Di usare i reflui per il siderurgico si parla da 30 anni ma non esiste alcun progetto, né c’è una programmazione di Aqp circa i tempi e le risorse che servono”, ha ricor­dato il sottosegretario. “Attendiamo entro il 13 agosto le risposte sia di ArcelorMit­tal che di Acquedotto pugliese, dopodiché, con questo quadro, andremo sia a una ac­celerazione della fase progettuale, sia alla ricerca delle fonti di finanziamento”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche