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Radiologi in fuga da Taranto: a rischio l’erogazione di servizi essenziali


Radiologia

«Continua inarrestabile l’emorragia dei medici che abbandonano l’ASL Jonica. L’esodo verso altre strutture che offrono condizioni lavorative o contrattuali  più favorevoli  è un fenomeno nazionale che tuttavia a Taranto sta mettendo a rischio la copertura dei turni e l’erogazione di servizi essenziali. Mancano Radiologi, Anestesisti, Ortopedici, Pediatri, Cardiologi, Medici dell’Emergenza-Urgenza. Alcuni scelgono ASL limitrofe che, anche per medici Tarantini,  risultano più attrattive».

E’ quanto denuncia, in una nota, il sindacato Fassid, la Federazione Aipac, Aupi, Simed, Snr Dirigenti.

«Le motivazioni – spiega la sigla sindacale – sono molteplici. Il ricorso allo straordinario per l’ordinaria organizzazione del lavoro  genera un sovraccarico lavorativo intollerabile. L’assenza di un PACS (sistema per la trasmissione e l’archiviazione delle immagini) rallenta il lavoro dei radiologi e tutti i percorsi diagnostico-terapeutici. Il disagio dei medici è acuito dalla vacanza gestionale delle Unità Operative che determina inevitabilmente caos organizzativo: più di 40 Strutture Aziendali (tra Semplici e Complesse) risultano tuttora vacanti; tra queste le Strutture Complesse di Radiodiagnostica dei P.O. Valle d’Itria e San Pio. In questi presidi i Radiologi affrontano quotidianamente  carichi di lavoro fuori norma assumendosi al contempo gravose responsabilità di ordine gestionale senza alcun riconoscimento giuridico-economico.»

Una situazione che rischia di avere conseguenze sull’offerta sanitaria.

«Le dimissioni volontarie di tantissimi Radiologi nell’ultimo anno – conferma la Fassid – si traduce in una riduzione dell’offerta sanitaria ai cittadini: nel versante Orientale dell’ASL si avvertono le maggiori criticità. A Grottaglie è rimasto un solo Radiologo e sono stati interrotti i Servizi di Senologia Clinica ed Ecografia Pediatrica. A Manduria non è possibile redigere una turnazione mensile ed uno dei tre radiologi rimasti ha recentemente  comunicato le proprie dimissioni. Eppure il Presidio Orientale dell’ASL  copre un vasto bacino d’utenza ed è dotato di apparecchiare di altissima fascia tra cui una RM, attualmente sottoutilizzata. Non va meglio altrove; a Taranto e a Martina i turni notturni, massacranti, gravano su un numero esiguo di Radiologi. L’ospedale di Castellaneta perderà a breve diversi Radiologi. La Struttura Semplice di Radiologia Senologica di Taranto lavora da Struttura Dipartimentale, dovendo garantire la lettura degli esami di screening eseguiti in tutta la Provincia; i senologi del Centro Donna sono inoltre impiegati anche per sopperire alle necessità della Struttura di Radiologia. Temiamo che con le dimissioni di altri colleghi ulteriori servizi non saranno più garantiti. Sorprende l’immobilismo dell’ASL, considerato che le dimissioni sono rassegnate con congruo preavviso (almeno 3 mesi)».

«Nell’incontro sindacale del 13 Luglio scorso – prosegue il documento della sigla sindacale – il Dott. Antonio Saponaro, Coordinatore Provinciale FASSID e Consigliere Regionale del Sindacato Nazionale Radiologi, ha invitato la Direzione Strategica Aziendale a  bandire tempestivamente un concorso e a designare i responsabili delle Strutture vacanti di area radiologica. Le rassicurazioni verbali non si sono per ora tradotte in atti concreti. Nel frattempo apprendiamo dalla stampa che fioriranno nel territorio Jonico nuovi centri privati diagnostici: a Taranto il privato prolifera sulle ceneri del pubblico, sempre più depotenziato e disorganizzato. Attendiamo da diversi mesi la designazione dei Responsabili delle Strutture vacanti a Martina ed a Castellaneta ma abbiamo elementi per poter supporre che tali strutture saranno presto cassate. Auspichiamo che la Direzione Strategica accolga le nostre istanze, dimostrando di voler investire in risorse umane oltre che in apparecchiature. Siamo orgogliosi di sapere che il parco macchine è pieno (il Direttore Generale ha recentemente annunciato ai Sindacati l’acquisto di una nuova TC per il P.O. Moscati), ma vorremmo anche intravedere un maggiore sforzo assunzionale ed interventi finalizzati alla valorizzazione dei professionisti in servizio. Ad essere a rischio non è solo il benessere lavorativo dei pochi radiologi rimasti  ma  la sicurezza delle cure e  l’erogazione di servizi essenziali».

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