19 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Giugno 2021 alle 18:23:13

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Bentornata Fiera del Mare, ma che sia l’inizio di un nuovo corso

La Fiera del Mare 2019
La Fiera del Mare 2019

 Dal 3 al 6 settembre Taranto ospiterà la Fiera del Mare, che si terrà al molo Sant’Eligio. Al proposito riceviamo e pubblichiamo questo intervento del professor Franco Dell’Erba.

Caro Direttore, ho letto sul suo “Buonasera” che anche quest’anno sarà allestita la seconda edi­zione della “Fiera del Mare” e siccome conosco bene la sua storia e per vissuto, e perché riletta su una preziosa edizione del 2003 dell’Editrice Scorpione, voluta dalla Camera di Commercio di Taranto a cura di Giovanni Acquaviva con i contributi di alcuni dell’intellighenzia tarantina, la mente e il cuore si sono illuminati. Il suono “Fiera del Mare” mi è caro e suscita in me il ricordo delle visite nella mia infanzia in occasione delle prime quattro edizioni, ma dopo, l’orgoglio della mia Taranto che crescendo nel tempo avrebbe potuto mostrare una vetrina illuminata, visitata finanche dall’Europa fino ai Paesi del Mediterraneo, purtroppo si spense.

Oggi viene riesumato solo il ricordo nominale che è già una intenzione lodevole, ma non basta! Perché sono state ignorate le prime edizioni senza il supporto a monte di un rinnovato “Ente Autonomo Fiera del Mare” che dia concretezza al significato di Fiera. Qualsiasi rassegna che abbia la velleità di una esposizione nazionale o internazionale, deve disporre di una superficie di migliaia di metri quadri, con ampi padiglioni attrezzati con stand adeguati, aree destinate a servizi amministrativi e commerciali, sale convegni, punti di ristoro, e non per ultimo deve disporre di ampi parcheggi. In definitiva, si dovrebbe costruire una Struttura complessa allocata in un punto facilmente rag­giungibile con ogni mezzo per il trasporto di espositori, merci e visitatori. Comunque ben venga questo rigurgito di rinascita, purché rappresenti l’inizio di un percorso che porti nel tempo a edizioni più prestigiose che implementino un sistema economico complementare o alternativo a quelli già esistenti sul territorio. Ovviamente questa ripresa deve prevedere investimenti pubblici e privati non di migliaia, ma di milioni di euro, se si vuole una rinascita che recuperi il successo con quella che dovrebbe definirsi la quinta edizione, degna di una Città terza per importanza nel Mezzogiorno dell’Italia continentale. I tempi sono maturi e propizi perché Taranto chieda all’I­talia un congruo contributo per i servigi che ha reso alla Nazione anche con sacrifici umani e danni materiali, ad iniziare dall’Arsenale Militare per le sue navi, fino all’Impianto Siderurgico, ma nel frattempo spogliata di altro.

Franco Dell’Erba

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