23 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Giugno 2021 alle 20:01:57

Le messe ai tempi del covid
Le messe ai tempi del covid

Archiviato anche il Ferragosto targato “coronavi­rus 2020” ci si avvia verso la se­conda parte della stagione estiva. Il prof. Antonio Fornaro, ideato­re e curatore della presente ru­brica, fa notare con rammarico che continua la serie delle feste tradizionali religiose e popolari con l’assenza delle bande, delle luminarie e delle processioni.

Questi i santi della settimana: Santa Rosa da Lima, che allestì nella sua casa un ricovero per assistere i bambini e gli anziani abbandonati; San Bartolomeo Apostolo che secondo la tradi­zione vide le sue reliquie vagare su una barca che arrivò a Roma dove si fermò nell’Isola Tiberi­na; San Luigi Ludovico, re di Francia con il nome di Luigi IX comprò a peso d’oro la corona di spine di Cristo. Protegge la Francia, i ciechi, i pellegrini, i terziari, i barbieri e altre catego­rie; Sant’Alessandro di Bergamo predicò a Bergamo ma fu impri­gionato e decapitato. E’ patrono di questa città; Santa Monica ebbe tre figli, ma il più famoso fu Sant’Agostino che seguì dopo la morte del marito. A Taranto la statua di Santa Monica è pre­sente sulla facciata della Chie­sa di Sant’Agostino che si trova nella Città Antica di Taranto; Sant’Agostino di Canterbury è certamente il maggior teologo della Chiesa ed è uno dei quattro grandi padri della Chiesa Occi­dentale.

A Taranto è nota la Chiesa di Sant’Agostino nella Città Anti­ca. Da antico tempio dedicato a Venere fu poi dedicato a San Ca­taldo. Diventò chiesa di Sant’A­gostino nel 1402. Gli agostiniani restarono a Taranto fino al 1808 quando la Chiesa diventò di pro­prietà del Municipio e nel 1816 fu trasformata in caserma di gendarmeria e tale rimase fino al 1860 quando subentrarono nella Chiesa e nell’annesso convento le suore Figlie della Carità. Nel­la stessa Chiesa ci sono gli altari delle storiche famiglie nobiliari tarantine Calò ed Aquino. Dal 1964 le ceneri di Tommaso Ni­colò D’Aquino sono racchiuse in un’urna murata nella stessa Chiesa.

Dopo la Seconda Guerra Mon­diale la Chiesa rimase chiusa per restauri ed attualmente è Rettoria. In provincia Sant’Ago­stino è molto venerato a Martina Franca nel santuario della Ma­donna della Sanità. Ricordiamo che nel 2003 a Martina Franca, nella stessa Chiesa, giunsero le spoglie del Santo.

Santa Sabina è patrona di Roma ed è invocata per far cessare o venire la pioggia.

In questa settimana la Chiesa cattolica festeggia la Madon­na sotto i titoli di: Madonna dei Bambini, Nostra Signora dell’Avvenire, Madonna della Stella, Madonna del Cingolo e Madonna della Guardia. Questi i detti della settimana: “Il lupo non mangia il lupo”, “Il pezzen­te ha sempre torto”, “La carne magra patisce sempre”, “Chi ha polvere spara”, “L’asino picchia l’acquaiolo”, “Le pecore contate se le mangia il lupo”, “Beato chi ha un occhio particolare”.

A Capurso, in provincia di Bari, 158 anni fa fu incoronata la Madonna del Pozzo che è un grande santuario che raccoglie molti fedeli e devoti. Tra questi dobbiamo ricordare il nostro Sant’Egidio di Taranto che, pri­ma di recarsi definitivamente a Napoli, fece sosta nella Chiesa di Capurso e portò nel capoluo­go partenopeo una copia della bella immagine miracolosa del­la Vergine. Sant’Egidio pregava la Madonna del Pozzo, prima di diventare frate laico alcanta­rino sotto l’arco della Madonna del Pozzo a metà tragitto su via Duomo.

L’ultimo Santo di cui si interes­sa questa settimana Fornaro è Sant’Oronzo che viene festeg­giato ad Ostuni, Lecce e in altri comuni del Salento.

Oronzo nacque a Lecce da nobi­le famiglia pagana e fu converti­to al Cristianesimo da San Giu­sto, uno dei discepoli di Gesù. Trovò rifugio in una grotta a 3 chilometri da Ostuni perché per­seguitato da un tale Antonino. Si narra che sia vissuto in questa grotta e che, battendo la roccia della stessa grotta con un basto­ne, abbia provocato la presenza della fonte miracolosa conosciu­ta dagli ostunesi.

In seguito ritornò a Lecce dove fu catturato dai romani e decapi­tato il 26 agosto del 68. Ad Ostu­ni Sant’Oronzo viene venerato come patrono perché risparmiò la loro città dalla peste nel 1656. Gli ostunesi hanno eretto nel 1834 una statua in pietra calca­rea riproducente il santo benedi­cente. La statua fu fatta costruire da Don Paolo Tanzarella che fu miracolato dal Santo dal colera che lo aveva ridotto in fin di vita. La guglia misura 20 metri.

Lecce festeggia non uno ma tre patroni: i Santi Oronzo, Giusto e Fortunato. Purtroppo quest’an­no non ci saranno le belle lu­minarie, la grande processione, i grandi e accorsati mercatini a causa delle ristrettezze dovute al coronavirus. I leccesi venerano Sant’Oronzo come patrono dal 1656 quando il Santo risparmiò la città da una epidemia di peste. Nel 1688 i leccesi chiesero che fossero ben 13 in santi patroni da venerare, ma la Sacra Congrega­zione dei Riti disse di fermarsi a 12. Prima di Sant’Oronzo i lec­cesi veneravano come loro pa­trona Sant’Irene, una santa nota e venerata anche a Taranto.

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