19 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Giugno 2021 alle 18:23:13

Diodato
Diodato

MELPIGNANO – «Credo tan­to nel potere della musica per abbattere muri e barriere, nel suo potere terapeutico, nel­la sua forza comunicativa. Al Concertone canterò “Beddha ci dormi”. Quando ho ascoltato l’arrangiamento realizzato da Buonvino per questo brano, ho subito capito che parlavo con un’anima molto simile alla mia. C’era tutta l’intensità e la gioia di raccontare un vissuto, che mi ha fatto pensare al mio vissuto, alla mia terra, all’importanza che questa musica ha per questa gente. È per me un grande onore poter interpretare un brano così importante di questa tradizione: ci metterò dentro tutta la mia terra. Sono onorato di essere venuto alla Notte della Taranta per la mia musica: ringrazio chi mi ha voluto in questa edizione così speciale».

Con queste parole Diodato ha presentato la sua partecipa­zione alla Notte della Taranta, una edizione molto particolare, quella del 2020, perché per la prima volta si terrà senza pub­blico a causa delle restrizioni dloviute alla pandemia da Co­vid-19.

Il concertone sarà possibile ve­derlo in tv, su Rai 2 alle 22.50 di venerdì 28 agosto

La manifestazione è stata pre­sentata venerdì 21 agosto al Palazzo Marchesale di Melpi­gnano.

E veniamo ai contenuti del­la serata. Fimmene Fimmene, Beddra ci dormi e Sabry 2aleel canto d’amore in arabo portato alla ribalta da Shereen, sono i tre brani che Gianna Nannini, appunto Diodato, e Mahmood, interpreteranno al Concertone.

Ha scelto un canto di protesta, Gianna Nannini che dopo 16 anni torna a dare voce alle don­ne: le tabacchine sfruttate fino agli anni 70 nel duro lavoro dei campi per la raccolta del tabac­co.

Quello di Diodato è un racconta i sospiri di chi ama, l’attesa di vivere l’amore.

Un’interpretazione di grande pathos che crea un inevitabile ponte di bellezza tra il Salento e la città di Taranto. Mahmood in arabo regala al pubblico un viaggio tra le sonorità del Medi­terraneo senza confini. La Notte della Taranta in questa edizione diretta da Paolo Buonvino tor­na dunque con la sua energia ancestrale e a 23 anni dalla na­scita omaggia la memoria mu­sicale del Salento, crocevia di culture, nel concerto più atteso dell’estate italiana. Sarà l’attore Sergio Rubini a condurre i te­lespettatori nel viaggio emozio­nale voluto dal maestro concer­tatore Buonvino per narrare una terra e raccontarla attraverso le sue donne e i suoi uomini e la sua musica, quella più antica, spontanea.

«Una sorta di viaggio all’essen­za, all’origine della musica, ca­pace di curare e guarire, e della danza liberatoria che diventa un antidoto contro il malessere. È una musica capace di abbattere i muri», ha spiegato il maestro Buonvino. Da qui l’abbraccio tra Orchestra Popolare e Or­chestra Roma Sinfonietta con le voci di Antonio Amato, Gian­carlo Paglialunga, Salvatore Cavallo Galeanda, Enza Paglia­ra, Consuelo Alfieri, Alessan­dra Caiulo, Stefania Morciano e i suoni delle tabla di Vito De Lorenzie del didgeridoo di Gio­ele Nuzzo. Non mancheranno le pizziche più amate dal pubbli­co: Torchiarolo, San Vito e una nuova composizione di Daniele Durante scritta per l’occasione dal titolo TarantaÈ e i canti in grico Ela-ela mu condà e Cali­nitta.

«Sarà un concertone diverso – ha spiegato Massimo Manera presidente della Fondazione La Notte della Taranta – un vero e proprio omaggio alla musica e alla danza del Salento per rega­lare al pubblico, che ci segue da 23 anni, 90 minuti di sogno. Vo­gliamo fortemente restituire al popolo della Taranta che ci se­guirà da casa tutta l’energia po­sitiva che in Italia e nel mondo ci manifesta quotidianamente. Grazie alla collaborazione con Puglia Promozione regaleremo le immagini straordinarie delle meraviglie della nostra regione.

La forza di questi intrecci di culture e la bellezza etica di lavorare a un progetto comune hanno condotto Dior e il suo direttore creativo Maria Grazia Chiuri a continuare il dialogo con la Fondazione La Notte del­la Taranta avviato in occasione dello show in piazza Duomo a Lecce».

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