25 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 25 Ottobre 2021 alle 06:48:05

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Crispiano / Armistizio dell’8 settembre 1943, il dramma dei soldati italiani

Il Palazzo di Città di Crispiano
Il Palazzo di Città di Crispiano

CRISPIANO – L’8 settembre ci ricorda uno dei momenti più tragici della storia italiana. Quel giorno prese il via il piano tede­sco per il disarmo delle truppe italiane.

Una data importante nella storia nazionale: è la data dell’annun­cio dell’armistizio con gli alleati e della fine dell’alleanza milita­re con la Germania, ma anche la data della cattura di centinaia di migliaia di militari.I nostri sol­dati vennero posti davanti alla scelta di continuare a combattere nelle file dell’esercito tedesco o, in caso contrario, essere depor­tati nei campi di lavoro in Ger­mania. 815 000 soldati vennero catturati dall’esercito germanico, e destinati a diversi Lager.

Tra quei soldati c’erano tanti gio­vani tarantini che di fronte a quel­la difficile scelta, decisero di non venire meno ai loro doveri nella consapevolezza che solo così la loro Patria un giorno avrebbe riacquistato la propria dignità di Nazione libera. Rifiutando l’ar­ruolamento nelle file dell’esercito tedesco, vennero fatti “prigio­nieri” e internati in un campo di concentramento in condizioni di vita disumane e sottoposti a pri­vazioni di ogni sorta.

Finita la guerra, grazie ai loro sacrifici, abbiamo conquistato la democrazia, lo stato sociale e i diritti costituzionali.Tra quei soldati c’era anche Donato Ta­gliente padre del prefetto Fran­cesco Tagliente che nella veste di delegato nazionale ai rapporti istituzionali dell’Associazione Nazionale insigniti dell’Ordine al Merito della Repubblica Ita­liana (ANCRI), insieme al vice­presidente nazionale Francesco Avena e all’assessore alla Cul­tura del Comune di Crispiano Aurora Bagnalasta, ha organiz­zato un momento di riflessione sul “dramma dei soldati italiani che, dopo l’8 settembre 1943, rifiutando l’arruolamento nelle file dell’esercito tedesco, venne­ ro fatti prigionieri e internati in campi di concentramento” e sul “significato autentico del Canto degli italiani”.

L’Associazione ANCRI infatti per finalità statutarie, opera per divulgare, a tutti i livelli e in ogni forma, i principi e i valori della Costituzione Italiana, special­mente quelli incarnati nei simbo­li ufficiali della Repubblica come l’Inno Nazionale e la nostra Ban­diera Tricolore. L’Amministra­zione comunale di Crispiano ha condiviso con l’ANCRI l’impor­tanza della trasmissione di mes­saggi educativi anche di quel pa­trimonio culturale.

E sarà proprio l’’Inno Naziona­le, intonato dal tenore Francesco Grollo, la voce Ufficiale delle Frecce Tricolori e dell’ANCRI, ad introdurre le celebrazioni del­la ricorrenza della proclamazio­ne dell’Armistizio organizzate dalle ore 18.00 dell’8 settembre nel Teatro comunale di Crispia­no.

Dopo i saluti del sindaco Luca Lopomo, dell’assessore Bagna­lasta, del presidente dell’ANCRI Tommaso Bove e di altre Istitu­zioni governative sono program­mati gli interventi del Prof Pietro Speziale (autore del libro “Cri­spiano – uno sguardo al passato per capire il presente e orientare il futuro”) e del generale Fulvio Poli, Capo Ufficio Generale Pro­mozione Pubblicistica e Storia dello Stato Maggiore dell’Eserci­to, per ricordare il “dramma dei soldati italiani che, dopo l’8 set­tembre 1943, rifiutando l’arruo­lamento nelle file dell’esercito tedesco, vennero fatti prigionieri e internati in campi di concentra­mento, in condizioni di vita disu­mane e sottoposti a privazioni di ogni sorta”.

Seguirà una chiacchierata briosa sul Canto degli Italiani da parte del socio onorario dell’ANCRI, prof Michele D’Andrea storico, scrittore, araldista, già dirigente della Presidenza della Repubbli­ca, esperto della materia onorifi­ca e cerimoniale, studioso della musica risorgimentale, autore dello stendardo presidenziale, dello stemma dell’Arma dei Ca­rabinieri e delle revisioni degli stemmi della Marina e dell’E­sercito. Per ultimo ha disegnato i nuovi distintivi di qualifica della Polizia di Stato.

Michele D’Andrea, svelerà il significato autentico dell’Inno Nazionale con una passeggiata a ritroso nel tempo, con il passo dell’ironia e del disincanto, tra le pieghe della storia ufficiale con le curiosità e gli aneddoti che ne hanno accompagnato la nascita, il successo, il significato. Non mancheranno i richiami ad altri celebri canti dell’indipenden­za italiana e i confronti con gli inni degli altri Paesi, ricchi di retroscena tanto gustosi quanto sconosciuti. Attraverso la chiac­chierata leggera e briosa accom­pagnata dalla musica si potranno comprendere, da una prospettiva diversa e originale, alcuni aspetti emblematici del nostro Risorgi­mento.Le nuove misure di con­tenimento per contrastare e con­tenere il diffondersi di Covid-19 hanno suggerito di rinviare ad altra data lo spettacolo teatrale dl titolo “Tra il filo spinato e l’E­ternità” che parla dell’Olocausto dalla parte delle donne crispia­nesi, e “assolve” al dovere inces­sante di rinnovare la memoria di una delle pagine più nere della storia d’Europa. E’ programma­to anche l’intervento via Zoom della Presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane Noemi Di Segni.L’evento sarà moderato dal prefetto Francesco Tagliente nella veste di delegato ai rapporti istituzionale dell’AN­CRI. Sono stati invitati tutti i vertici istituzionali governativi della provincia, il Consiglio co­munale al completo, gli ex Sin­daci del Comune e i delegati An­cri della Regione.

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