29 Novembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 28 Novembre 2020 alle 16:10:37

Sposi
Sposi

Il settore del wedding ‘made in Puglia’ stenta a ripartire, malgrado l’ordinan­za regionale dal 15 giugno scor­so, abbia dato il via libera alle cerimonie.

«Molti dei matrimoni program­mati per la primavera/estate sono slittati al 2021, nonostante le linee guida, emesse dalla Re­gione Puglia, non strettamente vincolanti, ma comunque rite­nute non compatibili per una tipologia di evento dove pre­valgono gli abbracci – spiegano dalla Confcommercio di Taran­to – Distanziamento, mascheri­ne e timore che una nuova chiu­sura possa nuovamente bloccare tutto continuano a rallentare il settore anche in questi ultimi mesi della fase tre post-covid. Le cerimonie programmate dal 2019 per l’estate in corso, sono state annullate ormai già da mesi, nonostante l’ordinanza 259 della Regione abbia prov­veduto ad emanare linee guida che rendono sicuri gli eventi. In questi giorni la Regione nel tentativo di dare una spinta alla filiera del matrimonio ha emanato una misura ‘Puglia Wedding Travel Industry’: un bonus di 1500 euro per chi si sposa nel 2020. Il voucher ha valore retroattivo e può essere utilizzato come sconto sui costi della festa. A chiederlo sono gli sposi, ma è a favore delle sale ricevimenti e delle imprese del settore».

«Un segnale – commenta la co­stituenda categoria Wedding Confcommercio Taranto – di ‘incoraggiamento’ modesto rispetto alla difficile situazio­ne del settore. Appena 30 mila euro, è l’importo della intera misura valevole per tutta la Pu­glia. Come dire, conti alla mano che possono beneficarne appe­na 20 sposi. Una cifra davvero simbolica che non serve a dare l’auspicata spinta ad un settore economico che genera un indot­to non solo turistico, ma anche commerciale importante e che coinvolge dai wedding planner ed organizzatori di eventi, alle sale da cerimonia e servizi ca­tering, agenzie immobiliari specializzate in location esclu­sive, hotel e agenzie viaggi, stu­di fotografici, servizi noleggio auto, atelier, hairstylist, makeup artist, oggettistica ed articoli da regalo, fioristi, servizi audio/video, luci e tant’altro ancora. Sarebbe auspicabile che la Re­gione – commentano gli opera­tori – destinasse al settore aiuti più consistenti, considerato che l’80 % del fatturato del 2020 è andato perso».

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