04 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 04 Dicembre 2021 alle 08:41:00

Cronaca News

«La Basilicata nega l’acqua ai nostri agricoltori»

Vito Rubino e Pietro De Padova
Vito Rubino e Pietro De Padova

«La diga di San Giuliano non è ad uso esclusi­vo della Basilicata: per il 50% appartiene alla Puglia, ma la gestione è totalmente a trazione lucana a causa dell’assenza del Consorzio di Bonifica Stornara e Tara.

A pagare le conseguenze di que­sto stato di cose, lo ripetiamo, sono gli agricoltori del Taranti­no, ai quali viene negata la pos­sibilità di avere a disposizione lo stesso quantitativo d’acqua a uso irriguo che è invece garan­tito alle aziende agricole della Basilicata. Vogliamo un trat­tamento equo e giusto per gli agricoltori pugliesi, ne hanno pieno diritto. Le altissime tem­perature di queste settimane, in assenza di interventi adeguati di irrigazione, mettono a rischio le colture. La situazione è grave, ingiusta e inaccettabile».

Sono Vito Rubino e Pietro De Padova, rispettivamente diretto­re e presidente di CIA Agricol­tori Italiani Area Due Mari (Ta­ranto-Brindisi) a tornare, per l’ennesima volta, sull’annosa questione inerente alla gestione delle risorse idriche afferenti alla diga di San Giuliano, inva­so che ricade territorialmente in Basilicata ma la cui gestione, almeno sulla carta, dovrebbe essere condivisa al 50% con la Puglia.

«Di fatto, invece, la parte lu­cana continua ad avere un po­tere decisionale esclusivo sulle quantità da erogare.

Inspiegabilmente e in maniera del tutto ingiustificata – hanno aggiunto Rubino e De Padova – Agli agricoltori pugliesi vie­ne negato ciò che alle aziende agricole lucane è giustamente garantito. Noi non vogliamo né una goccia di più né una goc­cia di meno di acqua rispetto a quanto viene assicurato agli agricoltori della Basilicata.

Pretendiamo un trattamento equo, giusto, con l’erogazione di quantitativi d’acqua sufficienti a sostenere il lavoro, il sudore e i sacrifici attraverso i quali le aziende agricole del Tarantino cercano, con fatica, di portare avanti la propria attività per non vedere andare al macero le loro produzioni.

Facciamo appello all’Autorità di Bacino, alla Regione Puglia, all’ente regionale della Basili­cata, al Consorzio di Bonifica Stornara e Tara e, più in gene­rale, al livello politico-istitu­zionale: basta con i rimpalli di responsabilità, con le scusanti, con le risposte parziali e le for­mule astratte, occorre rispetta­re concretamente i diritti degli agricoltori pugliesi». «Non è possibile continuare a essere inattivi rispetto a chi, in Basilicata, fa il bello e il cattivo tempo su una questione idrica sempre più drammatica e strin­gente, tutto questo soprattutto a causa dell’assenza della diri­genza del Consorzio Stornara e Tara e della mancanza di qual­cuno che contrasti decisioni unilaterali.

È necessario che la Puglia sia coinvolta e pretenda di avere voce in capitolo nella gestione delle risorse idriche destinate all’irrigazione nelle disponibi­lità della diga di San Giuliano, per questo facciamo appello diretto anche a Michele Emi­liano a impegnarsi affinché le autorità funzionali della Regio­ne Puglia prendano immediata contezza del problema e una po­sizione decisa su tutta la vicen­da e, inoltre, si faccia portavoce presso il suo collega presidente della Regione Basilicata per ripristinare la regolarità dell’e­rogazione idrica da parte della struttura lucana», hanno con­cluso i dirigenti provinciali di CIA Due Mari.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche