05 Dicembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 05 Dicembre 2020 alle 16:02:00

Cronaca News

Indotto ex Ilva, vertice fissato per il 2 settembre

L'ex Ilva
L'ex Ilva

Si terrà alle 15.30 del 2 settembre, con il coordinamento della presidenza del Consiglio, il vertice per la situazione dell’indotto-appalto del si­derurgico ArcelorMittal che avanza da mesi il pagamento delle fatture scadute relative a lavori e forniture. L’incontro vedrà la presenza dei sottosegretari alla presidenza del Consiglio, Mario Turco, e del ministero dello Sviluppo economico, Alessandra Todde, dell’amministratore delegato di ArcelorMittal, Lucia Morsel­li, dei presidenti di Camera di Commer­cio, Confindustria e Confapi Taranto, del prefetto di Taranto, Demetrio Martino, e del consigliere per il Sud della presiden­za del Consiglio, Gerardo Capozza.

Non ci saranno i sindacati metalmeccanici e confederali. Lo ha annunciato all’agen­zia giornalistica Agi Mario Turco, sot­tosegretario alla presidenza con delega alla programmazione economica, inve­stito dalle imprese e dalle associazioni di categoria della crisi che attraversano da molti mesi con ArcelorMittal. “L’in­contro è organizzato in presenza – spiega Turco – ma chi non potrà essere presente a Palazzo Chigi, si collegherà in remo­to”. La call del 2 settembre è quella che avrebbe dovuto tenersi il 10 agosto, poi annullata perché l’Ad Morselli non era presente e il Governo, attraverso i sot­tosegretari, ritiene che la problematica indotto appalto siderurgico sia ormai giunta ad un punto di criticità tale da esi­gere non più incontri interlocutori, come avvenuto sinora, anche per ammissione di Confindustria Taranto, ma “impegni certi” da parte di ArcelorMittal. Dopo la call saltata prima di Ferragosto, Prefettu­ra Taranto e Governo si sono attivati per la riconvocazione.

È partita così una let­tera della Prefettura di Taranto, a nome del Governo, per ArcelorMittal chieden­do esplicitamente la presenza al confron­to dell’ad Morselli. ArcelorMittal, a sua volta, ha risposto dando la disponibilità di tre date: 1, 2 e 3 settembre. Alla fine la scelta è ricaduta sul pomeriggio del 2. Non è nuovo il problema dell’indotto ap­palto non pagato. Già a novembre scor­so ci fu un altro, importante caso, con i trasportatori e gli imprenditori che per una decina di giorni presidiarono la por­tineria C dello stabilimento e andarono anche in delegazione al Mise per incon­trare il ministro Stefano Patuanelli. Nel­le ultime call con Confindustria Taranto, ArcelorMittal, col direttore delle Risorse Umane, Arturo Ferrucci, ha dato noti­zia di alcuni pagamenti fatti, ma per le imprese di tratta di cifre piccole rispet­to allo scaduto che solo per le associate di Confindustria è di circa 38 milioni di lire. Parlando della situazione che si vive dentro il sideurgico, “la tensione è altis­sima tra lavoratori” si legge in una nota del coordinamento Usb di Taranto, per il quale “da un lato si annuncia la tra­sformazione tecnologica, dall’altro si ta­gliano proprio gli organici tecnologici”. Il sindacato rileva che “ArcelorMittal, attraverso le parole di Francesco Tran­quillino delle Risorse Umane e del capo­area ingegnere Cordisco, conferma che si sta procedendo a ridurre gli organici anche per quel che riguarda gli impianti in attività. A noi dell’ Usb sembra chiara l’intenzione di ridurre le unità lavorative in ottica ingresso Invitalia”. E questo, “ in netta contraddizione – sostiene l’or­ganizzazione sindacale – con le dichia­razioni che vengono veicolate attraverso i video promozionali dell’azienda in cui viene descritta una realtà dorata, assolu­tamente distante dalla verità”.

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