29 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 28 Ottobre 2020 alle 19:53:45

Cronaca News

Taranto, scoperte due case a luci rosse in via Duca degli Abruzzi e in via Magnaghi

Scoperte case a luci rosse
Scoperte case a luci rosse

Giro di vite con­tro la prostituzione: smantellate dalla Polizia di Stato due case a “luci rosse”

Gli agenti delle Squadra Mobi­le al termine di articolate inda­gini sono riusciti a individuare, nel pieno centro cittadino, due appartamenti in cui veniva eser­citato il mestiere più antico del mondo .

Secondo gli investigatori della Questura è un fenomeno am­piamente diffuso negli apparta­menti del Borgo che viene per questo costantemente monitora­to anche attraverso il controllo di siti internet dedicati ad in­contri a sfondo sessuale.

In questo modo i poliziotti in borghese della Squadra Mobile hanno scoperto un primo ap­partamento ubicato all’interno di un edificio di via Duca degli Abruzzi.

Dopo alcuni giorni di apposta­mento nei pressi dello stabile, che hanno dato modo ai poli­ziotti di registrare un sospetto andirivieni di uomini, gli agen­ti, fingendosi clienti, hanno fis­sato un incontro presentandosi così alla porta della casa d’ap­puntamento.

All’interno hanno trovato una donna, ventisettenne di origini colombiane, in abiti succinti ed un ambiente soffuso che non la­sciava alcun dubbio sulla natu­ra della sua attività. La giovane sudamericana non ha potuto far altro che confermare agli agenti la fondatezza dei loro sospetti .

I poliziotti hanno, poi, accer­tato che la donna, pur non co­noscendo l’affittuario dell’im­mobile, che lei contattava solo con il telefonino cellulare, gli corrispondeva un canone di 300 euro settimanali, troppo eleva­to in ragione delle condizioni poco curate dell’immobile: una somma che secondo gli investi­gatori sarebbe da considerare piuttosto il risultato della spar­tizione dei guadagni provenien­ti dall’attività di meretricio.

Le ulteriori indagini hanno consentito di accertare che la gestione dell’immobile era in mano all’amministratore di una società sulla quale sono in cor­so verifiche.

La casa “a luci rosse” è stata posta sotto sequestro con l’ap­plicazione dei sigilli e la donna sudamericana è stata accompa­gnata negli uffici della Questu­ra per gli accertamenti di rito al termine dei quali è stato emesso nei suoi confronti il decreto di espulsione dal territorio italia­no.

Un’altra casa di appuntamento è stata scoperta non molto distan­te, in via Magnaghi.

Anche questa abitazione era tenuta sotto osservazione da qualche settimana: la casa del “piacere” era ufficialmente un “centro massaggi”.

Gli agenti in borghese della Questura, adottando un analogo modus operandi, e cioè fingen­dosi clienti, sono riusciti , senza destare sospetti, ad entrare e ha sorprendere una donna, questa volta originaria dell’Est Euro­peo, in biancheria intima ed in compagnia di un cliente.

La trentanovenne, di origi­ni moldave, ha raccontato agli agenti della Mobile di essere giunta a Taranto dall’Emilia Romagna, in cerca di lavoro e che, una sua conoscente resi­dente in questo capoluogo le ha proposto l’attività, accordando­si per dividerne i guadagni in parti uguali.

Al termine dei rilievi, anche in quest’ultima circostanza, sono stati apposti i sigilli all’appar­tamento.

È stata identificata successiva­mente la donna, di origini ta­rantine, proprietaria dell’immo­bile la quale, come raccontato dalla giovane moldava, fungeva da intermediatrice.

Ulteriori indagini sono in corso da parte degli agenti della Pol­zia di Stato per verificare even­tuali responsabilità delle perso­ne coinvolte.

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