16 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Giugno 2021 alle 10:30:59

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Una messa a Grottaglie in ricordo di medici e infermieri vittime del Covid

Cave di Fantiano
Cave di Fantiano

GROTTAGLIE – Una messa per ricordare i 176 medici e i 40 infermieri rimasti vittime del Covid 19.

In loro memoria ed in loro ono­re il Comune di Grottaglie e l’Associazione Medici per San Ciro si sono ritrovanti insieme nella volontà di organizzare una Santa Messa che sarà celebra­ta giovedì 3 settembre alle ore 18.30 alle Cave di Fantiano.

A presiedere la cerimonia, mon­signor Dario Edoardo Vigano, vice Cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze e del­la Pontificia Accademia delle Scienze Sociali.

“L’iniziativa che abbiamo con­diviso con l’associazione Me­dici per San Ciro- spiega il sindaco di Grottaglie, Ciro D’Alò- intende riunire la no­stra comunità e quanti vorran­no partecipare in un momento di preghiera e di riflessione per rendere il doveroso omaggio alle vittime del Covid nell’am­bito delle professioni sanitarie.

Ora, più che mai, anche di fron­te alla recente impennata di contagi, questa commemorazio­ne si fa necessaria per richiama­re a quel senso di responsabilità e a quell’impegno comune per la tutela della salute propria e altrui che devono guidare ogni nostra azione se non vogliamo fare passi indietro e disperdere troppo in fretta quel bagaglio di sofferenza che abbiamo vissuto nei mesi più difficili. Più di un indizio rivela una certa disin­voltura e un certo disimpegno nei comportamenti mentre cre­scono le semplificazioni della realtà, si esibisce il negazioni­smo e scalpita quella voglia di normalità che invece ha ancora bisogno di molte cautele. Non è ancora il momento di abbassare la guardia e l’attenzione deve ri­manere alta.

E da primo cittadino sento il do­vere di ricordarlo finché il virus non ci darà tregua. Allo stesso tempo, intendo ricordare quella solidarietà che si è fatta strada tra le pieghe del lockdown e rinnovare la fiducia e la gratitu­dine nei confronti di coloro che si sono impegnati come volon­tari in prima linea. Con il loro supporto è stato possibile fron­teggiare le criticità conseguenti all’epidemia, nella consapevo­lezza che forse da soli, come istituzioni, non ce l’avremmo mai potuta fare!”.

Il presidente dell’associazione Medici per San Ciro, Salvato­re Lenti, interviene a riguardo: “Il primo nome sarà quello di Roberto Stella, medico respon­sabile dell’Area Formazione della FNOMCeO, e presidente dell’OMCeO di Varese.

E’ rimasto vittima del Covid lo scorso 11 marzo. L’ultimo nome sarà quello di Javier Chunga, morto proprio pochi giorni fa dopo tre mesi di trascorsi intu­bato in terapia intensiva, nello stesso reparto dove lavorava. Nel mezzo un elenco dramma­tico, straziante e angosciante di nomi di medici ed infermieri che saranno ricordati nel corso della cerimonia commemorati­va affinché ogni vita spezzata tra le fila dei camici bianchi non conosca l’oblio e riecheg­gi in ciascuno di noi con il suo dramma, il suo lamento moren­te in solitudine, il suo carico di storia, di identità stroncata e di affetti strappati.

La loro memoria deve farsi sto­ria e deve guidarci ad affrontare con prudenza e senso di respon­sabilità i colpi di coda di questa terribile pandemia. La nostra associazione che si ispira all’o­pera di un medico e martire cri­stiano ritrova in queste vittime lo stesso sacrificio fino al mar­tirio di San Ciro.

Né devono essere dimenticati gli uomini e le donne che a vario titolo con spirito di abnegazione e nel rispetto dei valori umani di solidarietà e di altruismo hanno agito in ogni momento della clinica, dell’assistenza e della cura dei pazienti contagia­ti, sfidando ed affrontando ogni giorno il terribile virus”.

Hanno accolto con favore l’ini­ziativa, patrocinandola e con­fermando la partecipazione, il presidente della FNOMCeO, dott. Filippo Anelli, che giun­gerà appositamente da Roma unitamente al segretario dott. Roberto Monaco, il presidente della OMCeO della provincia di Taranto dott. Cosimo Nume, il presidente dell’OPI Taranto, dott.ssa Benedetta Mattiacci anche in rappresentanza della FNOPI.

“Nella celebrazione ricordere­ mo tutti i medici caduti nella lotta contro il virus – afferma il presidente della Fnomceo, Filippo Anelli – sono 176, così come più di 120 sono i sacer­doti che, in Italia, hanno perso la vita nel corso dell’epidemia, rimanendo, come i medici, ac­canto ai malati e ai morenti, una comunanza di destini, questa, che nasce da una contiguità di valori e di obiettivi.

Sono convinto che alla profes­sione medica vada riconosciuta una peculiarità: il fatto che il medico non è soltanto definito dalle sue competenze, dalle sue abilità, ma dai suoi valori. Il medico trasforma così la sua co­noscenza – che è un patrimonio immenso, ma anche un grande potere – in qualcosa di diverso perché la orienta al bene. Lo aveva già intuito Ippocrate nel 400 avanti Cristo, quando ave­va condizionato questo potere che deriva dalla conoscenza al bene.

Il medico è dunque colui che non solo ha le competenze, ma che consacra tutta la propria vita al bene.

Siamo orgogliosi di Roberto Stella, di tutti i 176 medici e odontoiatri che hanno perso la vita nel corso dell’epidemia, per tener fede ai valori del Codice Deontologico, alle promesse del Giuramento.

Di tutti i medici che si sono adoperati senza sosta, per por­tare cure e conforto, per essere, ad ogni costo, prossimi al pa­ziente. Ed è stata proprio questa vicinanza, questa familiarità, questa intimità e cordialità di rapporti con le persone, insieme a condizioni spesso poco sicure, a provocare la morte dei sanita­ri.

Una strage silenziosa, che non va dimenticata e che invece deve essere di monito perché non abbia mai più a ripetersi. I medici sono i garanti del diritto alla Salute.

Dobbiamo sempre ricordare che tale diritto è intrinsecamente le­gato a quello della sicurezza de­gli operatori”.

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