19 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Giugno 2021 alle 18:23:13

Cronaca News

La “conoscenza” vista da Michele Mirabella

Michele Mirabella
Michele Mirabella

Martedì 1° set­tembre alle ore 19, per inizia­tiva del Lions club Taranto Aragonese (presidente Angela Matera), nella masseria Fran­cesca (agro di Crispiano, adia­cente alla superstrada Taranto-Martina), Michele Mirabella, regista, attore e divulgatore cul­turale e scientifico, terrà una conversazione sulla conoscen­za come “virtuosa condizione umana”, all’insegna di un verso dantesco, “ma misi me per l’alto mare aperto”, dedicato alla fi­gura di Ulisse.

Si accede solo per invito, per garantire il distanziamento so­ciale. Michele Mirabella, classe 1943, da Bitonto, è noto al pub­blico televisivo come divulgato­re scientifico di gran classe e di rara capacità comunicativa. Il programma televisivo sui temi della salute e del farmaco, Eli­sir, che ha condotto su Rai 3 dal 1996 al 2017, ha riscosso un generalizzato apprezzamento, e gli è valso tra l’altro due lauree honoris causa: in Farmacia ed in Medicina (anche per il suo supporto all’Airc, l’Associa­zione italiana per la ricerca sul cancro). Come padronanza del mezzo e capacità di comunicare è paragonabile solo a Piero ed Alberto Angela.

Ma Mirabella non è soltanto, né principalmente, un divulgatore. Conosciuto dal grande pubblico anche per la apprezzata parte­cipazione a trasmissioni con Renzo Arbore (esilarante la sua partecipazione al programma tv “Il caso Sanremo”, del 1990, con Arbore giudice, Mirabella pubblico ministero e Lino Banfi avvocato difensore, sotto pro­cesso celebri canzoni del festi­val) , Mirabella “nasce” come attore e registra teatrale nei goliardici anni dell’Università, nel Centro universitario teatra­le dell’Università di Bari, da lui frequentata all’inizio degli anni ’60. Dalla Goliardia passa subi­to al teatro vero e proprio, cu­rando la messinscena di opere di Shakespeare, Goldoni, Ruzante, Brecht, Beckett e Buchner, e di­ventando il regista del Cut. Lau­reato in Lettere, entra nel 1970 nel teatro professionale: attore ma soprattutto aiuto regista (con Franco Enriquez) e poi regista; iniziano anche comparsate in film e tv, e non trascura il teatro in vernacolo.

Trasferito a Roma entra in Rai nel 1973, con una borsa di stu­dio, e cura e conduce numerose trasmissioni radiofoniche, men­tre intensifica la partecipazione a film e sceneggiati tv, spazian­do dal drammatico all’horror al comico, senza trascurare impe­gnative regie teatrali e quelle di opere liriche. In televisione collabora con Garinei e Garrani in varie trasmissioni, compresa una rubrica divulgativa sulla lingua italiana in collaborazio­ne con Serianni, fino alla longe­va trasmissione di divulgazione Elisir (ne parla nel suo libro “La lunga vita di Elisir”).

Nella nostra città curò negli anni ’90 la messinscena di uno spettacolo eroicomico sulle ori­gini di Taranto.

Giornalista, collabora con vari quotidiani ed insegna Sociolo­gia della comunicazione nell’U­niversità di Bari; disciplina che ha insegnato anche a Lecce ed all’Università Iulm di Milano, mentre alla Sapienza di Roma ha tenuto corsi su Giornalismo e divulgazione scientifica. Alcu­ne sue lezione sono raccolte nel saggio “La più bella del villag­gio”. Sempre ai temi della co­municazione sono dedicati “Lo spettatore vitruviano” e “Canta­mi, o mouse”. Il suo ultimo li­bro, “Quando c’è la salute. Sto­rie vere o supposte: curiosità, miti e dicerie della medicina”, è una ironica cavalcata su casi e aneddoti su salute e Medicina. A proposito dell’Ulisse dante­sco al quale è intitolata la sua conversazione, “Ulisse – rileva Mirabella – inventa Internet, come è noto a tutti: in acqua puoi cambiare strada, sempre, fino all’ultimo secondo perché le vie sono innumerevoli. Que­sto è Internet, la rete, che si identifica con l’acqua; questa è una verità inerziale che è sotto gli occhi di tutti. Quindi noi non facciamo che replicare per mi­liardi di volte la battuta con cui io ho inaugurato questa conver­sazione: ‘ma misi me per l’alto mare aperto’. È l’alto mare aper­to la cultura, il metodo culturale che si amplifica davanti a noi”.

Sorridente, garbato, sempre ri­goroso e preciso quando si oc­cupa di divulgazione, scientifica o linguistica, Mirabella conti­nua purtuttavia a coltivare un sano spirito goliardico, con la capacità di ironizzare su tutto e tutti, a partire da sé stesso, sen­za mai dimenticare che, come proclamarono i principi di Go­liardia nel rifondarla dopo la ce­sura della guerra e gli anatemi di Starace, Goliardia è assoluta libertà di critica, è divertimento, ma è innanzitutto “cultura e in­telligenza”.

 

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