24 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 24 Ottobre 2020 alle 07:06:06

Cronaca News

Appalto, primi spiragli. «Ma Mittal chiarisca»

ArcelorMittal
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Revocati i due scioperi, due ore per turno, indetti dalla Uilm in due aziende dell’indotto appalto siderur­gico ArcelorMittal di Taranto a seguito delle mancate retribuzioni del persona­le dipendente. Ad annunciarlo all’agen­zia giornalistica Agi il segretario Uilm, Antonio Talò. Le aziende in questione, come da comunicato Uilm del 25 agosto, erano la Cnm Service e la Idrotecnica.

In quest’ultima, la Uilm chiedeva il sal­do della retribuzione di luglio mentre per la prima azienda il sindacato chiedeva il saldo dello stipendio di giugno e il paga­mento di tutto luglio. “Con Cnm – spiega Talò ad AGI – non ci siamo incontrati ma l’azienda ci ha dichiarato che regolariz­zerà tutto. Per Idrotecnica, invece, ab­biamo fatto un incontro, la società ci ha assicurato che nella prossima settimana effettuerà i pagamenti, e quindi le due ore di sciopero inizialmente previste per oggi, le abbiamo trasformato in assem­blea”.

Idrotecnica, col suo amministratore uni­co Aldo Taglialatela, aveva dichiarato che l’indizione della protesta sindacale era intervenuta proprio mentre con “l’uf­ficio acquisti ArcelorMittal Italia si stava definendo l’entità dell’acconto che garan­tisce il pagamento del saldo (70%) dei salari di luglio 2020”. “Queste situazioni sono rientrate ed è un bene – le parole di Talò – ma non è che il problema indotto appalto che attende i pagamenti da Ar­celorMittal per fatture scadute, non si è certo risolto. E noi non siamo più dispo­nibili a dover intervenire ogni mese, fare questo pressing, anzi direi meglio que­stua, perché i diritti dei lavoratori alla re­tribuzione siano rispettati”. “Ci aspettia­mo risposte concrete dal confronto che nel pomeriggio del 2 settembre si farà, presente il Governo, con ArcelorMittal e le associazioni delle imprese – afferma ancora Talò -. È quantomai ormai oppor­tuno fare un piano di rientro, rimettere in ordine una situazione che si ripete con sin troppa frequenza, anzi molto proba­bilmente non è mai rientrata”. Per Talò, “c’è bisogno di un atteggiamento respon­sabile da parte di ArcelorMittal, e invece negli ultimi giorni, a fronte di mancati pagamenti, abbiamo visto comunicati delle aziende chiamate in causa che di­cevano invece che era tutto a posto, che i rapporti col committente Mittal sono ottimi. Comunicati che, in qualche pas­saggio, dichiaravano tutti la stessa cosa e pure con gli stessi termini, come se ci fosse una qualche manina o un “sugge­ritore”, un “regista” di questi interventi, ovviamente per niente disinteressato”. “Le aziende vanno pagate, lo abbiamo detto ad ArcelorMittal – prosegue Talò -, non pressate dal committente affinché descrivano una situazione che non c’è”. E anche da fonti Confindustria Taranto emerge che “c’è attesa per il confronto del 2 settembre dopo che quello del 10 agosto non si è svolto perché non c’era l’amministratore delegato ArcelorMittal, Lucia Morselli. Sarà importante capire a che punto sono i pagamenti – dicono ad Agi le fonti industriali – cosa il com­mittente intende fare, ma sarà soprattutto capire, visto che ci saranno anche i sotto­segretari Turco della presidenza del Con­siglio e Todde del Mise, quali rapporti ArcelorMittal vuole avere con l’indotto appalto di Taranto visto che registriamo aziende estromesse, inserite in una blac­klist, e sostituite con imprese esogene”. Al confronto del 2 settembre ci sarà per Confindustria Taranto il presidente An­tonio Marinaro.

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