25 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 24 Giugno 2021 alle 18:55:18

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C’erano una volta le processioni settembrine

Processione a mare della Stella Maris (foto d’archivio)
Processione a mare della Stella Maris (foto d’archivio)

Con la rubrica di questa settimana si entra nel mese di settembre caratterizzato per i tarantini da ben 5 processioni di stampo tradizionale e secolare. Tutto ciò mette il prof. Antonio Fornaro, ideatore e curatore di questa rubrica, nelle condizioni di esprimere liberamente il suo di­sappunto per le cancellate processioni tradizionali. La sua non è una protesta per la protesta, infatti Fornaro fa presente che tutto ciò non ci sarebbe stato se non avessimo dovuto combattere contro il Covid 19. Ebbene, fa osservare lo stes­so, le regole vengono applicate in maniera molto confusa al punto tale da porsi la domanda se sia ancora opportuno mantenere il divieto delle processioni che nel mese di set­tembre avrebbero riguardato le festività in onore della Stella Maris, di Sant’Egidio, dell’Addolorata, dei Santi Medici e della Madonna della Pace, senza dimenticare in provincia la festa massafrese del Bambino Miracoloso e quella grot­tagliese per San Francesco De Geronimo.

La settimana che va dal 30 agosto al 5 settembre vede in ca­lendario le festività già nominate e le feste in onore dei san­ti: Felice, Raimondo, Gregorio I, Rosalia e Pietro Ngvyen Van Tv.

Di San Felice si racconta che con un semplice soffio fece crollare la statua di un Dio pagano e sradicò gli alberi de­dicati al culto degli idoli. Fu martirizzato intorno all’anno 300.

San Raimondo Nonnato è patrono della Catalogna e il suo soprannome significa “non partorito dalla madre viva”, da ciò non nato. Entrato nell’Ordine dei Mercedari si dedicò alla liberazione degli schiavi finendo egli stesso schiavo in Algeria. Liberato, fu nominato cardinale da Gregorio IX.

San Gregorio I convisse con i Longobardi che convertì al Cristianesimo. Fu lui l’autore dei canti gregoriani e i suoi scritti formarono intere generazioni dei Cristiani nel Me­dio Evo. Santa Rosalia, patrona di Palermo, fu vergine ed eremita. Visse sotto la dominazione normanna in Sicilia. Si ritirò in preghiera in una grotta sul Monte Pellegrino sopra Palermo. Le sue reliquie, scoperte nel 1624, furono traspor­tate nella città colpita da una pestilenza che subito cessò.

San Pietro Ngvyen Van Tv, vietnamita, fu un domenicano che, nonostante i divieti, continuò ad esercitare il suo mini­stero clandestinamente. Fu giustiziato a 42 anni.

Questa settimana la Chiesa cattolica festeggia la Madon­na sotto i titoli di Madonna del Pozzo, Madonna di Monte­vergine, Della Misericordia, Della Divina Pastora e Della Pietà. Questi i detti della settimana: “Abbi fortuna e getta­ti a mare”, “Dove si è visto!”, “Chi si alza a mezzogiorno guadagna un corno”, “La moglie degli altri piace a tutti”, “Se non ti muovi ti mangiano le formiche”, “Chi dice che la donna è mobile, non conosce l’uomo”, “Bere l’acqua al mattino è una buona medicina”. Queste le effemeridi della settimana riportate da Giuseppe Cravero in “Strenna perpe­tua tarantina”. Il 30 aprile 1926 Vittorio Emanuele III fece visita a Taranto. Il 2 settembre 1923 Taranto diventò provin­cia autonoma distaccandosi da Lecce. Il primo presidente della provincia jonica fu Nicola Mattei. Il 2 settembre 1901 in San Domenico si svolse il Congresso cattolico nazionale, ma non ci fu la programmata processione a causa di pole­miche anticlericali. Il 5 settembre 1803 moriva il generale Laclos che fu sepolto per suo espresso desiderio sull’Isola di San Paolo. Successivamente la salma fu trafugata e si disse che forse era stata trasportata nel cimitero urbano di Taranto. Al generale Laclos è intitolata una strada cittadina. In questa settimana a Massafra si festeggia il centosettanta­quattresimo anno del Bambinello miracoloso. Si tratta di un piccolo bambinello in cera di proprietà della signora Isabel­la Accolti Gil di Conversano e di suo marito, il massafrese Francesco Broja. I due si sposarono nel 1821 ed andarono ad abitare in via Vittorio Veneto 19 a Massafra. Nel 1831 Isabella visitò a Monopoli una sorella sposata e conobbe una donna che plasmava statuine in cera di Gesù Bambino. Ne ordinò tre trattenendone una per la sua casa. Nel 1840 il marito si ammalò e la moglie chiese l’intervento di Gesù Bambino promettendo che avrebbe diffuso la devozione per il presepe. Il marito guarì e il 24 dicembre 1846 la statuina fu adagiata nel presepe della loro casa. La stessa sera una nipote del miracolato vide che la statua del Bambinello tra­sudava e la asciugò con panni di vino. Il miracolo si ripetè il 25 e da quel momento la statuina fu custodita nell’oratorio di famiglia. Nel 1847 morì il miracolato e a Natale del 1849 comparvero sulla statuina goccioline sulla parte destra del petto. Altri miracoli si ripetettero finchè fu definitivamente portata nell’attuale chiesa dove si trova dal 1858. L’ultimo miracolo risale al giugno 1997. I grottagliesi ricordano in questo mese anche San Francesco De Geronimo che è com­patrono della città delle Ceramiche insieme a San Ciro.

Infine Fornaro ricorda con grande nostalgia la bella pro­cessione della Stella Maris che dal 1989 muoveva dalla cappella della Ferrovia dello Stato di Taranto. Era la festa dei pescatori che vestivano i loro abiti tradizionali, porta­vano la loro protettrice sul peschereccio per Mar Grande e Mar Piccolo. La Vergine veniva salutata con lo spettacolo di fuochi d’artificio dal Castello Aragonese fino a due anni fa la domenica successiva al sabato della festa si teneva la Sagra della Cozza e del pesce tarantino.

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