21 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 20 Giugno 2021 alle 16:41:48

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L’innarestabile groove dei London Afrobeat Collective

In giro per il mondo fra dj, producer e consolle: si va nel Regno Unito

I London Afrobeat Collective
I London Afrobeat Collective

Questa settimana rieccoci a Lon­dra, città che amo musicalmente, per incontrare i London Afrobeat Collective, una bomba acustica afro-funk composta da ben 9 ele­menti che sta rapidamente diven­tando un nome familiare in ogni città europea. Il loro spettacolo dal vivo può essere un’esperien­za davvero straordinaria per il pubblico che è pronto a lasciarsi andare e ad arrendersi alla forza inarrestabile del groove: le perso­ne vanno via dal concerto senten­do di aver corso una maratona e, allo stesso, tempo di aver avuto un risveglio spirituale. La band è un party-starter garantito: offre una musica festosa e allegra che nasce dal loro Dna.

Al centro di LAC c’è una sezione ritmica funky e serrata, che batte forte e veloce come la musica ri­chiede.

Il bassista John Matthews, i chi­tarristi Alex Farrell e Alex Szyja­nowicz, il conga Lee Crisp e il bat­terista Giuliano Osella formano un potente quintetto. Con una se­zione ritmica così forte ed esperta, i fiati straordinari di Andy Watts alla tromba, Edmund Swinburn e Klibens Michelet ai sassofoni tenore e baritono, devono essere sicuri e assertivi. Collettivamente e individualmente, lo sono. Come sezione, il trio esplode con riff immediatamente orecchiabili: gli assoli occasionali sono nitidi e melodici.

La cantante Juanita Euka ha una forte personalità ed una voce al­trettanto forte e potente che au­menta l’impatto della musica sta­bilita dai suoi compagni di band.

I LAC hanno scalato i ranghi fino a diventare un appuntamento fis­so in molti dei principali Festi­val del Regno Unito come Gla­stonbury, Bestival, Cheltenham Jazz Festival, Secret Garden Par­ty, Boomtown Fair, Green Man, Standon Calling, Wilderness, Shambala, così come i Festival e club in tutta Europa. Sono persi­no riusciti ad arrivare in Africa, avendo ottenuto una partecipa­zione a Felabration, il Festival an­nuale della Nigeria per celebrare l’eredità di Fela Kuti: l’apice del tour della band nel 2015, con una performance storica al Santuario della Nuova Africa, nello stato di Lagos, alla presenza di oltre 10.000 persone.

Ma i London Afrobeat Collective non sono solo un incredibile spet­tacolo dal vivo: la band ha pubbli­cato l’album di debutto omonimo nel 2012, prodotto e pubblicato in modo indipendente. A quell’epoca la band è ancora in fase di costru­zione. Il seguito del disco, “Food Chain”, viene rilasciato subito dopo, ancora una volta interamen­te autoprodotto. Pieno di ritmi che riempiono la pista da ballo e testi politicamente consapevoli, que­sto album ha messo saldamente il London Afrobeat Collective sulla mappa musicale globale come for­mazione a cui prestare attenzione. “Food Chain” ha ricevuto un am­pio supporto radiofonico su sta­zioni come BBC 6 Music, Radio X e BBC Radio 2, oltre a ottime recensioni su The Sunday Times, London Evening Standard, Blues & Soul e Songlines Magazine, per citarne solo alcune.Nel 2019 la band ha celebrato i 10 anni di esistenza pubblicando il suo terzo album, “Humans”, che canalizza l’energia del suoincendiario spet­tacolo dal vivo e cattura l’ampia gamma di influenze che compon­gono il suo suono unico. Portare Fela Kuti, Parliament-Funkadelic e Frank Zappa nel 21° secolo è la loro missione, quella che li farà continuare a scrivere e sviluppare suono per molti anni ancora!

Chiedo a Kilbens Michelet, il sas­sofonista della band, di raccontar­ci qualcosa della scena musicale londinese.

«Come band siamo molto fortu­nati ad essere in grado di trovare ispirazione in una città così ricca, multiculturale e vibrante come Londra – risponde – La città è una parte importante di ciò che siamo e abbiamo trascorso molti anni imparando e definendo il nostro suono suonando (e ascoltando) in­torno ad essa. Sono così tanti i lo­cali e i club in cui ci siamo esibiti una volta alla settimana, qualcosa di molto difficile nella maggior parte delle altre città del mondo. Siamo anche molto fortunati per­chè possiamo condividere e scam­biare esperienze con le migliaia di incredibili musicisti che hanno scelto di stabilirsi qui. Ovvia­mente al momento la situazione è molto precaria per molte location a causa del Covid – continua Kil­bens – Il governo sta scegliendo di mettere l’arte e la cultura come ultime priorità, purtroppo. Speria­mo davvero che i locali sopravvi­vano e che si possa ricominciare a suonare presto».

Ecco i 10 brani preferiti dalla band: 01)Fela Kuti-Gentleman

02)Parliament- Unfunky UFO

03)Ebo Taylor- Love and Death

04)Fanga-Tiogho Tiogho

05)Franco – Massu

06)Gyedu Blay Ambolley- Black Woman

07)James Brown-I Got A Bag Of My Own

08)Dele Sosimi- E Go Betta

09)Pink Floyd- Time

10)London Afrobeat Collective- Tolembi.

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