28 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 26 Luglio 2021 alle 07:05:01

Cronaca News

Taranto piange suor Miriam Dessupoiu, addio alla nostra “madre Teresa”

Suor Miriam Dessupoiu
Suor Miriam Dessupoiu

La chiamavano l’«angelo della Città vecchia». E lunedì mattina ha spiegato le ali per volare in Cielo, continuando così a intercedere più proficua­mente per i poveri del quartiere e soprattutto per i bambini che, con cuore di madre, tanto amava. I tarantini vogliono così ricorda­re Suor Miriam Dessupoiu, delle suore missionarie del Sacro Co­stato, deceduta a 89 anni, dopo lunga malattia vissuta con tanta preghiera e abbandono in Dio.

Esile e piccolina, tanto da rasso­migliare in modo impressionante a Madre Teresa di Calcutta, suor Miriam e le consorelle avevano scelto di vivere il loro apostolato nella casa di via Pentite, nel cuore dell’antico quartiere.

Non c’era situazione di sofferenza che sfuggisse alla sua attenzione e per la quale in ogni modo e per quanto fosse possibile, non si pro­digasse, in particolare con l’aiuto della sorella suor Teresina. Suoi prediletti erano i bambini del quartiere, meravigliosi e pieni di vitalità, ai quali non si stancava di insegnare l’importanza dei va­lori che contano: amava ripetere che se opportunamente stimolati e orientati al bene, questi piccoli avrebbero potuto riservare gra­devolissime sorprese all’intera comunità tarantina. Ai più pic­coli era dedicata gran parte delle attività del centro giovanile “Ma­ria Acclavio” di via Duomo, che ora continua a vivere soprattutto grazie alla parrocchia basilica cattedrale di San Cataldo e alla confraternita dell’Addolorata. Va ricordato che, nel periodo del lockdown, in questo storico edifi­cio le due realtà hanno provvedu­to al fabbisogno delle famiglie del quartiere, rimaste senza mezzi di sostentamento.

Era facile vedere suo Miriam, fino a non molto tempo addietro, gira­re fino a tardi per i luoghi “caldi” della mala, godendo del pieno ri­spetto di tutti, pur di prestare im­mediatamente soccorso morale e spirituale a chi era nel bisogno.

La casa di via Pentite e il centro “Maria Acclavio” costituivano perciò veri presidi di legalità del quartiere, da lei definito di grandi potenzialità ma a torto circondato di cattiva fama. Suor Miriam non si stancava di difendere l’Isola e la sua gente dagli assurdi pregiudizi e gli episodi di “resurrezione” di questi mesi le stanno dando ragio­ne.

A tutto questo la suora univa un grande impegno nella preghiera e nell’evangelizzazione, attraverso il culto di Gesù Misericordioso e gli incontri carismatici, che si diffusero a Taranto, col Rinnova­mento nello Spirito, anche grazie a loro.

Suor Miriam Dessupoiu, anche a nome delle consorelle Missiona­rie del Sacro Costato, ricevette nel 2013 il premio “Cuore di donna” assegnato ogni anno dalla confra­ternita dell’Addolorata a persona­lità femminili distintesi in atti di solidarietà. La cerimonia di con­segna si svolse nella chiesa di San Domenico Maggiore nell’ambito dei festeggiamenti settembrini in onore della Beata Vergine Addo­lorata. “Non ho fatto niente, non sono niente, non merito nulla!”: così si “difese” la suora, fortemen­te commossa, quando fu chiamata dall’allora padre spirituale del so­dalizio, don Mimino Quaranta, ad esprimere il suo commento.

In chiesa c’era anche una folta rap­presentanza di bambini da lei se­guiti che le vollero rendere omag­gio con una canto, cui la religiosa volle unirsi in mezzo a loro, come una chioccia tra i suoi pulcini. Un momento davvero delizioso, una chicca della serata, salutato dai calorosi applausi.

Di suor Miriam va anche ricor­dato il suo impegno nella scuola, avendo insegnato per tanti anni disegno e storia dell’arte all’istitu­to Santa Teresa. Proveniente dalla scuola d’arte e forte dell’esperien­za maturata per anni nel labora­torio all’Isola Tiberina-Roma del famoso scultore Andrea Martini, nel 2015 ella prese parte all’e­dizione 2015 di “Pasqua tra gli ipogei” con la mostra di artistici crocifissi nelle più svariate forme, realizzate con una tecnica tutta particolari ed esposti nell’ipogeo di vico Ospizio.

I funerali suor Miriam saranno celebrati martedì pomeriggio alle ore 16.30 nella basilica cattedrale di San Cataldo.

 

2 Commenti
  1. alberto altamura 11 mesi ago
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    Addio suor Teresina! La tua gentilezza e tenacia resteranno indimenticabili.
    Questa piccola suora sarda, ma da molti anni trapiantata a Taranto, lascia una forte impronta di sé e del suo operato. L’ho conosciuta negli anni della mia presidenza all’Istituto alberghiero di Crispiano, allorché era in vigore una convenzione tra l’Istituto e il CIFIR, cui le Suore del Sacro Costato facevano capo. Dette prova di grande saggezza e di capacità organizzative nella organizzazione dei corsi teorici e tecnico-pratici che si tenevano a Taranto nella Città Vecchia a beneficio dei ragazzi e delle ragazze che, dopo aver abbandonato la scuola per motivi di varia natura, avevano intenzione di rimettersi in gioco e di reinserirsi nel sistema di istruzione e conseguire una qualifica professionale. Ma fu grazie alla sua sollecitudine e al suo ascendente che i ragazzi si riavvicinarono al mondo della scuola,perché lei sapeva essere dolce, materna e nello stesso tempo determinata e prpositiva.
    In questo ambito non mancò di potenziare le strutture educative legate alle Suore del Sacro Costato, da quella di via Anfiteatro a quella di Via Pentite, infine a quella di viale Magna Grecia : tutte munite di moderne apparecchiature, specie in campo ristorativo e gastronomico, che trovavano il consenso degli esperti della mteria. Quando ci incontravamo, ed io non mancavo periodicamente di andarla a trovare e condividere le sue iniziative, era orgogliosa delle opere realizzate e, soprattutto, del recupero e dei progressi delle ragazze e dei ragazzi che si affidavano a lei.
    Piccola e minuta nel fisico, aveva un cuore d’acciaio. Ho conosciuto poche donne così competenti e capaci e nello stesso tempo una religiosa così permeata dal desiderio di donarsi agli altri, in totale disinteresse e spirito di servizio. Insomma, una figura esemplare da
    far conoscere e trasmettere ai posteri. Perché non intitolarle una delle strutture educative delle Suore del Sacro Costato?

  2. Maurizio 11 mesi ago
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    Persona semplicemente straordinaria…non esistono parole per descriverla
    R.i.p.

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