04 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 04 Agosto 2021 alle 18:58:00

Carica argentina per il Taranto
Carica argentina per il Taranto

È atteso per giovedì 3 settembre il rientro in città del Taranto, con il ritiro umbro di Pietralunga che è ormai agli sgoccioli.

Proprio dal ritiro diversi calcia­tori ionici hanno parlato, tramite il profilo Fb del club, intervistati dall’ufficio stampa della società. «Si sta creando un bel gruppo, è importante che tutto il gruppo abbia lo stesso obiettivo, si deve ragionare con una sola testa» ha dichiarato Leo Guaita, ricon­fermato dopo una stagione in chiaroscuro (più scuro, in real­tà): «Pur avendo ricevuto richie­ste anche da club di Serie C, ho scelto Taranto prendendomi un “rischio” perchè vincere in una piazza come questa, dopo tanti anni di attesa, sarebbe bellissi­mo».

Argentino come Guaita è un vol­to nuovo, il difensore Manuel Gonzalez, che proviene dal Fa­sano come mister Laterza, tec­nico dei rossoblù. «Conoscere la filosofia di gioco dell’allenatore sarà importante, soprattutto per un giocatore che ricopre il mio ruolo. Alfageme e Guaita, argen­tini come me? Sono contento di questo ma avere dei connazionali in squadra: è stato importante so­prattutto quando ero arrivato da poco in Italia e non conoscevo la lingua. A Fasano eravamo diversi giocatori argentini, ma comun­que l’aspetto fondamentale è il gruppo che deve avere la stessa idea e la stessa mentalità vincen­te». Gonzalez è convinto delle potenzialità del Taranto: «Le sensazioni sono buone, abbiamo già provato sul campo quello che il mister ci trasmette durante gli allenamenti e direi che abbiamo fatto bene. Siamo a Taranto, in una grande piazza.L’obiettivo non può che essere quello di vin­cere e di diventare una squadra forte, come merita una piazza come questa».

Proviene dalla Juniores, invece, il giovane attaccante Serafino, che ha esordito la scorsa stagio­ne: «Fu una grande emozione e non può essere altrimenti per un ragazzo di Taranto che esordisce con la squadra della propria città. All’inizio ero incredulo, dopo che sono sceso in campo ho pensato solo a fare bene. Essere in ritiro significa che devo avere ancora più fame e devo impegnarmi di più degli altri. Per me indossare la maglia del Taranto è un sogno da quando ero piccolo, e per ono­rarla dovrò essere sempre un pas­so più avanti degli altri».

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