21 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Giugno 2021 alle 19:30:12

Cronaca News

«Servono misure per sostenere pesca e mitilicoltura


Mitilicoltura

«Anche la miti­licoltura, eccellenza del nostro territorio, e che l’ha reso celebre, si trova ora in estrema difficol­tà, a causa degli eventi, ma non solo. Il duemilaventi, anno di profezie funeste, doveva riser­vare ulteriori difficoltà al nostro settore ittico già provato dalla caduta libera della domanda di prodotto dovuta alla crisi eco­nomica causata dalla pandemia da Covid-19. A questo si aggiun­ge la moria di mitili e di pesci di fondo che colpisce, ormai ogni anno negli ultimi anni, il Secondo Seno del Mar Piccolo. Le cause della moria sono note, anche le soluzioni, ma poco ci si adopera per attuarle».

Agci Pesca e Lega Pesca Taranto chiedono misure di sostegno nei confronti della categoria.

«Facendo un passo indietro, pos­siamo ritrovare la genesi di que­sto fenomeno nella situazione, ancora non risolta, del Primo Seno. Vige infatti una ordinan­za che vieta di allevare mitili di dimensione superiore ai 3 cm e che obbliga a trasferire i mitili entro il 28 febbraio di ogni anno in aree già classificate, ovvero, nella maggior parte dei casi, nel Secondo seno – ricordano Emilio Palumbo (Agci Pesca Taranto) e Cosimo Bisignano (Lega Pesca Taranto) – Di conseguenza, si crea un sovraffollamento di mi­tili che ritarda la piena matura­zione degli stessi e che si com­pleta a ridosso dei mesi più caldi dell’anno, quando le tempera­ture termiche sono molto alte e la concentrazione di ossigeno disciolto nelle acque è minima conducendo alla morte per sof­focamento delle specie in alle­vamento. Eppure questo doveva essere l’anno dell’inversione di marcia e della finalizzazione di quelli sforzi profusi dalle asso­ciazioni di categoria insieme alle istituzioni, Comune di Taranto, commissario straordinario per le bonifiche. Un confronto viva­ce che ha evidenziato le critici­tà e le cause dell’inquinamento del mar piccolo. Una soluzione, proposta a più riprese nel corso degli anni al Comune di Taran­to, sarebbe l’istituzione di un’ area collettiva di stoccaggio nel Mar Grande, dove le aziende del settore potrebbero, attraverso un comodato d’uso da stipulare con la stessa amministrazione, stoc­care il prodotto e salvare la pro­duzione. La soluzione definitiva è più efficace, ovviamente, sarebbe quella della bonifica e del pieno recupero del Primo Seno del Mar Piccolo, progetto verso il quale, la Dott.ssa Vera Corbel­li ha profuso enorme impegno, la sua competenza e la sua de­dizione ma che verrà sostituita nel ruolo di vertice delle Boni­fiche. L’avvicendamento altresì,, comporterà un rallentamento di tutte le iniziative intraprese (cantieri, rimozione della piatta­forma galleggiante, ripristino del mercato ittico e sperimentazione sulla metodica da adottare per la bonifica) e una fisiologica in­certezza sull’operato della nuova direzione. Per questo auspichia­mo un rapido insediamento del nuovo commissario e della sua struttura operativa, affinché non si perda tempo prezioso, e anzi si accelerino tutte le attività già av­viate e quelle da programmare. Siamo certi che anche il nuovo commissario vorrà attivare un metodo di costante confronto con le categorie.

Ultimo, ma non per importanza, è il problema relativo all’eccesi­vo quantitativo di mitili prove­niente dall’ estero e reimmerso nei nostri mari: per il Mar Pic­colo, il problema è stato affron­tato e risolto dalle Associazio­ni di categoria unitamente all’ assessore alle risorse del mare Gianni Cataldino, più complica­ta resta invece la situazione nel mar Grande, dove non è appli­cabile il divieto di reimmersione di mitili in quanto sono attive concessioni demaniali marittime rilasciate da molti anni. La va­rietà e complessità dei problemi che investono questa importante produzione, cui sono legati cen­tinaia di posti di lavoro ed un grande potenziale di ulteriore sviluppo economico per il terri­torio richiedono, però – conclu­dono Agci Pesca e Lega Pesca – un impegno più forte e costante da parte di tutti gli enti locali che, al di là dell’impegno com­missariale di per sé transitorio, dia continuità alle azioni politi­co amministrative a supporto del settore. Intanto vanno ricercate misure di sostegno nei confronti della categoria per questa nuova calamità».

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