22 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Aprile 2021 alle 15:06:21

Cronaca News

Processo Ambiente Svenduto: toga e mascherina per il ritorno in aula

Processo Ambiente Svenduto
Processo Ambiente Svenduto

Dopo la pausa estiva ripren­de questa mattina in aula il processo “Am­biente svenduto”. Nell’aula bunker della vecchia sede dalla Corte d’appello, al quar­tiere Paolo VI, rappresentanti dell’accusa e delle parti civili da una parte e della difesa dall’altra si ritroveranno dinanzi alla Corte d’assise per riprendere l’attività istruttoria rimasta ferma all’udienza del 22 luglio scorso, quando sono stati sentiti gli ultimi testi della difesa. Tutti dovranno indossare oltre la toga anche la mascherina e man­tenere il distanziamento interpersonale di almeno un metro, così come impongono le precauzioni anti Covid-19 che, fra l’altro, hanno limitato notevolmente il numero massimo delle presenze in aula.

Processo Ambiente Svenduto
Processo Ambiente Svenduto

“Capienza massima 76 persone” è scritto su un cartel­lo affisso sulla porta principale di accesso. Un numero che fa sgranare gli occhi a chi è abituato a vedere l’aula bunker solitamente affollata durante i maxi processi contro la criminalità organizzata tarantina celebrati diversi anni fa. Proprio l’ampiezza dell’au­la, comunque, ha consentito la ripresa del processo a luglio dopo il lungo stop for­zato del lockdown che a Taranto come in tutta Italia ha letteralmente paralizzato la quasi totalità del comparto giudiziario. Le udienze di oggi e domani sono state inse­rite successivamente, anticipando il ritorno in aula di alcuni giorni (inizialmente era previsto per lunedì 7) dopo il forfait di cin­que testimoni in una sola udienza a luglio. Quattro di essi sono stati multati (500 euro) e per un altro testimone il presidente Stefa­nia D’Errico ha disposto la visita medico-fiscale poiché le giustificazioni presentate non sono state ritenute sufficientemente provate. Le ultime udienze di fine luglio si sono svolte in un clima piuttosto “caldo” poiché l’assenza dei testi ha suscitato la re­azione dei difensori di parte civile, soprat­tutto del Codacons, e anche la censura dei giudici della Corte che in una ordinanza hanno rimproverato senza mezzi termini i legali degli imputati, accusandoli di un “intollerabile atteggiamento ostruzionisti­co” teso a rallentare i lavori processuali. Si torna in aula, dunque, questa mattina alle 9.30, dopo la “tregua” di agosto.

I difenso­ri hanno citato come testimoni tecnici ed esperti di problematiche ambientali e indu­striali. Sotto accusa ci sono complessiva­mente 47 imputati di cui 44 persone fisiche e tre società. Disastro ambientale e avvele­namento di sostanze alimentari i reati più pesanti contestati alla precedente proprietà del Siderurgico e ad una parte degli ex ver­tici dello stabilimento tarantino. Personag­gi politici e amministratori pubblici fra cui l’ex governatore Nichi Vendola, l’ex asses­sore regionale Nicola Fratoianni, l’ex presi­dente della Provincia Gianni Florido e l’ex sindaco Ezio Stefàno, rispondono di reati contro la pubblica amministrazione parte dei quali relativi a fatti risalenti a più di dieci anni fa e quindi destinati alla prescri­zione. Ma questo non è dovuto né ai tempi del dibattimento, sempre molto spediti, né al lockdown. Diverse vicende sono appro­date in aula già datate.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche