12 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 12 Maggio 2021 alle 07:11:00

Cronaca News

Arcelor Mittal: oggi la prima giornata di sciopero

Arcelor Mittal
Arcelor Mittal

Si è concluso ieri l’iter pre­visto dalla procedura di raffreddamento in occasione dello sciopero indetto da Fim, Fiom e Uilm in merito alle razionalizzazio­ni intervenute in occasione della ripartenza del Pla/2 e Laf. Oggi lo sciopero del Pla, il 7 settembre quello del reparto Laf. «La multinazionale ha mostrato il suo vero volto, quello di un’azienda predatrice e incapace di avere relazioni industriali continuando a non affrontare nel merito le questioni po­ste dalle Organizzazioni sindacali.

Arcelor Mittal continua, pertanto, ad essere un inter­locutore poco credibile che intende gestire questa fase di incertezza con una raziona­lizzazione del personale, tagli sulle manu­tenzioni, ai dispositivi di protezione indivi­duale come nel caso delle assenza di tute da lavoro in stabilimento, dumping contrattua­le e l’annoso problema legato all’incertez­za per i lavoratori dell’appalto. L’incontro è stata l’ennesima dimostrazione del fatto che non esistono relazioni industriali e, per­tanto, come Fiom Cgil, unitamente a Fim e Uilm, proseguiremo nelle mobilitazioni a partire dai due scioperi. Arcelor Mittal non ha nessuna intenzione di investire su Taran­to e lo stato di abbandono della fabbrica, l’u­tilizzo massiccio della Cassa integrazione e i mancati investimenti sulla manutenzione ordinaria e straordinaria sono un chiaro se­gnale»: così Francesco Brigati, coordinatore Fiom Cgil, e le Rsu Fiom Cgil Ignazio De Giorgio e Giuseppe D’Ambrosio. «Bisogna costruire un fronte comune in città che parli di ambiente, salute e lavoro che si intrecci con le esigenze di un territorio stanco di attendere un tele cambiamento. Accoglia­mo positivamente la solidarietà mostrata ai lavoratori del primo cittadino di Taranto che va nella direzione di mettere insieme le diversità per uscire da una vertenza che dura ormai da troppi anni».

Sul caso Ilva è in­tervenuto infatti anche il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci: «L’incredibile cortina di silenzi, misteri ed abusi che è calata sullo stabilimento siderurgico di Taranto, di tanto in tanto si squarcia per mezzo del grido di stanchezza e preoccupazione dei lavoratori, con i quali non possiamo che essere soli­dali, senza se e senza ma. Oggi non è più nemmeno il caso di commentare i compor­tamenti di ArcelorMittal, che sottolineano soltanto che ogni azione va costantemente nella direzione di un conflitto con la co­munità, insieme residenti, addetti diretti ed indiretti, e come sempre con l’ecosistema. Non conosciamo ancora i termini del nego­ziato che sta conducendo il Governo, per il tramite sembrerebbe di Invitalia, ma di cer­to la nostra posizione resta molto esigente dal punto di vista della valutazione del dan­no sanitario, della radicale conversione tec­nologica e dunque del ridimensionamento sostanziale degli impianti, oltre che di con­vinto rifiuto di un partner come questo Ar­celorMittal a Taranto. Il Comune di Taranto invierà, in proposito, una missiva al Primo Vicepresidente della Commissione europea e Commissario europeo per il clima e il green deal europeo Frans Timmermans. È giunto il momento di voltare pagina e dare risposte definitive ai tarantini, in coerenza con la strategia europea della transizione giusta. E l’ennesimo sciopero indica che il modello industriale che sembra interessa­re ad ArcelorMittal non ha alcun futuro». «ArcelorMittal non rispetta nulla, continua il suo piano di disimpegno nei confronti del nostro Paese, dei cittadini, dei lavoratori, ma soprattutto nei confronti del Governo, che assiste inerme alle scelte unilaterali e scel­lerate da parte dell’azienda»: è fortemente critica la presa di posizione dell’Ugl metal­meccanici con il suo leader nazionale An­tonio Spera. E’ prevista intanto la fermata del Treno Lamiere dello stabilimento Arce­lorMittal di Taranto per il prossimo venerdì 11 settembre. Il reparto ripartirà non appena raggiunta una quantità sufficiente di ordini.

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