03 Dicembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 02 Dicembre 2020 alle 19:14:04

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Un maestro grottagliese al Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza

L’anforetta in maiolica conservata nel Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza (foto Nicola Cavallo)
L’anforetta in maiolica conservata nel Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza (foto Nicola Cavallo)

GROTTAGLIE – Nella serata di venerdì 28 agosto, presso il Castello Episcopio di Grottaglie, è stato presentato uno studio storiografico relativo ad una nuova propo­sta attributiva di un’anforetta in maiolica dipinta realizzata nel 1867 e conservata dal 1940 presso il Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza grazie ad una donazione del ceramista e collezionista Luigi Motolese.

Il manufatto, presente nel catalogo a cura di Saverio Pansini dedicato alle Cerami­che Pugliesi dal XVIII al XX secolo edi­to nel 2001, è indicato sia nel testo che nella didascalia del museo come riferibi­le ad una generale “area di Grottaglie” per via della singolarità della firma che riporta la scritta “Alesandro Magno”.

Lo studio di Francesco Spagnulo evi­denzia, attraverso l’analisi di documenti d’archivio, di ricostruire e delineare la figura dell’autore che, cosa abbastanza rara, ha firmato il manufatto. Un nome insolito che però ritrova la sua coerenza storica grazie alla scrupolosa indagine archivistica di Spagnulo che consente di proporre l’attribuzione dell’opera ad un figulo grottagliese.

“Studi scientifici come quello di Spa­gnulo sono da incoraggiare e sostenere – dichiara l’Assessore al Marketing ter­ritoriale, Mario Bonfrate – ricostruendo infatti la storia della nostra produzio­ne ceramica riusciremo a fornire uno strumento in più ai nostri ceramisti per veicolare la promozione loro creazioni. Sarebbe auspicabile, così come succede in altri centri, l’istituzione di un premio da assegnare al miglior contributo scien­tifico sulla storia dell’artigianato locale. Tenere un faro puntato sulla storia del Quartiere e delle sue produzioni veico­lerà, indubbiamente, la promozione del territorio e delle sue eccellenze”.

Quella di Spagnulo si configura, dunque, come una ricerca storiografica mirata ed approfondita che grazie ai documen­ti presi in esame, oltre a fare chiarezza sull’attribuzione del manufatto, consente altresì di illustrare un interessante spac­cato di vita quotidiana nel contesto della tradizione ceramica locale, tra curiosità e vicende familiari.

Nel corso della serata l’autore dello stu­dio ha presentato una riproduzione del pezzo esposto al Museo di Faenza. Ri­produzione che potrebbe essere esposta, a scopo divulgativo, al Museo della Cera­mica di Grottaglie con la speranza che si possa avviare un dialogo con il MIC per avere in prestito l’originale per un evento espositivo dedicato.

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