24 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Giugno 2021 alle 20:01:57

Carosino, la storia della statua di S. Biagio
Carosino, la storia della statua di S. Biagio

CAROSINO – La vera storia del­la statua di San Biagio .

Con l’approssimarsi del 12 otto­bre, giornata in cui si celebra la festa patronale della cittadina di Carosino in provincia di Taranto, torna il pensiero alla processione (se si potrà fare o no) e soprattutto alla statua locale del noto vescovo armeno San Biagio, attribuita da sempre al maestro scultore lecce­se Raffaele Caretta, in corso di restauro. Nel luglio scorso infu­riò una furente polemica su que­sto argomento e sull’affidamento di dei lavori necessari a rimettere in sesto il manufatto che, a dire di alcuni, hanno rappresentato “l’e­sempio palese dello scempio di chi si spaccia per restauratore e non dovrebbe mai intervenire su un manufatto simile”. La statua versava comunque in condizioni molto precarie. L’intero supporto in cartapesta era danneggiato e presentava molteplici crepe e bu­chi, avendo usato nei tempi anche materiali non idonei alla cartape­sta. In alcuni tratti si potevano notare ancora rimasugli di colore degli interventi precedenti. Le mani della statua si presentava­no in condizioni pietose e rotte, mantenute addirittura da pezzi di cornice per quadri. Inoltre tutta la fascia sottostante la veste era applicato un merletto incollato con colla a caldo che aveva ro­vinato alcuni strati di cartape­sta. La statua del San Biagio di Carosino di cui si parla, essendo più leggera perché di cartapesta, rispetto ad un’altra statua sempre del santo realizzata in legno dai mastri di Ortisei in Val Garde­na, è quella più vista e nota alla stragrande popolazione non solo locale, perchè portata usualmen­te nelle cerimonie religiose per le strade del paese.

L’attribuzione dell’opera sacra al Caretta, uno dei grandi mastri cartapestai sa­lentini del ‘900 insieme a una da­tazione pare del 1890 ne fanno, in questi specifici termini, un bene non solo storico ma anche affetti­vo-devozionale molto importante per tutti i carosinesi. Senza voler entrare minimamente nella dia­triba che si scatenò meno di due mesi fa, crediamo sia comunque necessario fornire alcuni elemen­ti utili sull’argomento, prendendo spunto da notizie certe, ricavate da ricerche effettuate dirette e tutt’ora in corso, su questa sta­tua di San Biagio conservata a Carosino. La prima cosa che si è cercato di accertare per sgom­brare il lettore e gli stessi caro­sinesi da ogni dubbio a riguardo, è rappresentata ovviamente dalla datazione esatta del manufatto e dalla sicurezza dell’artista che lo realizzò. E già questi due ele­menti essenziali potrebbero di per sé rappresentare un mistero nel senso che, rispetto a tantis­sime altre lavorazione statuarie dello stesso Caretta (che firma­va e datava ogni sua lavorazio­ne alla base), su questa statua di Carosino mancavano entrambi da molto tempo, ovvero se esi­stevano nei tempi passati, non erano più visibili ormai da mol­tissimi anni. La solita vox populi ha comunque sempre attribuito a Caretta l’opera ma, allo stesso tempo, racconta anche di svaria­ti interventi di consolidamento di questo manufatto sacro, fatti un po’ da chiunque a quei tem­pi. Un grande lavoro di recupero della scultura negli anni addietro è tra l’altro certo, poichè vide proprio questa statua vittima, tra l’altro, nel secolo scorso, di una sorta di decapitazione procurata da un filo di ferro teso tra due case, che recise di netto il capo della scultura sacra nel corso di una processione. Indagini più approfondite che hanno interes­sato nuovamente ricerche sulla statua carosinese, effettuate negli archivi parrocchiali e in quelli diocesani, non hanno poi sciolto al momento questi dubbi di cui parliamo. Se infatti da un lato la componente sacra rappresentata nella statua appare di fattezze e scuola salentina, dall’altro una storica cartapestaia leccese aveva nutrito alcuni dubbi circa la cer­tezza sulla manifattura di questo San Biagio da parte del Caretta.

Il mastro cartapestaio, in verità, nel corso della sua produzione artistica sacra, replicò pochissi­me volte questo lavoro statuario su San Biagio rispetto a quanto fatto per altri santi e sante più volte riprodotte. In mancanza di quelle certezze di cui sopra, vi sono inoltre altri dubbi che si spera saranno fugati quanto pri­ma ma consegniamo l’ultimo, a nostro parere, che lascia molto a riflettere, ed è l’età di realizzazio­ne della statua assegnata sembra 1890. Ora il maestro Raffaele Ca­retta, nato il 18.02.1871 a Lecce e ivi morto il 17.06.1950, alla data del 1890 in cui si afferma che avrebbe realizzato la statua di San Biagio di Carosino avrebbe avuto circa 19 anni, un’età forse non proprio matura artisticamen­te parlando e che probabilmente potrebbe averlo visto lavorare come capo giovane di bottega del noto maestro Giuseppe Manzo.

Forse per questo motivo, potreb­be non aver ancora avuto la possi­bilità di firmare autonomamente la produzione scultorea in carta­pesta, come invece fece successi­vamente nel XX secolo, quando raggiunse i migliori risultati nei suoi lavori ad altorilievo e basso­rilievo per altari, accostando sce­nografia, pittura e scultura.

Floriano Cartanì

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